I Verdi contro il Nucleare: «fare chiarezza su impianti anacronistici. A chi giova?»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Dopo 23 anni dal referendum che disse no al nucleare i Verdi ritornano in piazza contro le centrali.

In Abruzzo la situazione non è chiara, mancano ancora molti dettagli e da quello che si presume le centrali dovrebbero essere contruite ai due confini nord e sud della regione.

Una risoluzione dei Verdi nel consiglio regionale -che con chiarezza chiamava ad esprimere la maggioranza di centrodestra al no contro il nucleare- è stata bocciata. «Chiodi», ha detto il capogruppo regionale, Walter Caporale, «è stato il primo governatore italiano a schierarsi con Berlusconi e a favore delle centrali nucleari». In Italia sono previsti 4 centrali Enel. Due confinano con L’Abruzzo (un sito a San Benedetto del Tronto e l’altro a Termoli).

«Il nucleare non è sicuro», aggiunge Caporale, «è costoso, utilizza e contamina enormi risorse di acqua, non risolve i problemi dell’effetto serra, è strettamente legato al nucleare militare, produce rifiuti (scorie nucleari) troppo pericolosi e non permette bonifiche. Nel mondo sono presenti 439 reattori che forniscono circa il 6,5% dell'energia primaria globale. Per raddoppiare il numero dei reattori occorrerebbe inaugurare una centrale nucleare ogni due settimane da qui al 2030. Un'ipotesi irrealizzabile, che permetterebbe di ridurre le emissioni globali di gas serra di appena il 5%. Troppo poco, troppo in ritardo e con costi esorbitanti oltre i 2.000 miliardi di euro. Inoltre, l’Uranio estraibile a costi valutabili è meno di 3,5 milioni di tonnellate e, agli attuali livelli di consumo, basterà per altri 50 anni appena».

Per dire no al Nucleare secondo i verdi basterebbe ricordare che il grave incidente di Chernobyl ha rilasciato in atmosfera 100 volte tanto la radioattività sprigionata dalle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki, provocando dal giorno dell’incidente, il 26 aprile 1986 ad oggi 200.000 MORTI ed oltre 6 milioni di persone colpite da leucemie e tumori solo Ucraina, Bielorussia e Russia

Le nuove centrali considerate di ultima generazione, sono l’AP1000 della Westinghouse e l’Epr della francese Areva. Il primo è ancora in fase autorizzativa, mentre per l’EPR ci sono due cantieri in Europa, uno in Finlandia a Olkiluoto e uno in Francia a Flamaville. Reattori di questo tipo sono dotati di nuovi sistemi di sicurezza “passivi”, tuttavia diversi problemi sono stati riscontrati in fase di costruzione sia a Flamaville che a Olkiluoto. A tre anni dall’inizio dei lavori a Olkiluoto, l’Autorità finlandese per la Sicurezza Nucleare (STUK) ha segnalato già oltre 2.100 non conformità, molte

secondo i documenti resi noti nel marzo 2010 dall’associazione francese “Sortir du nucleaire”, le centrali EPR potrebbero essere pericolose quanto quella di Cernobyl, perché sottoposte al rischio di analoghi incidenti.


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CONSUMO DI ACQUA E RISCHIO DI CONTAMINAZIONE.

E poi una centrale nucleare consuma… Occorrono 2.596.792. metri cubi di acqua ogni giorno per raffreddare un ipotetico reattore nucleare che generi 1000 MegaWatt. in Francia il 40% di tutta l'acqua consumata è usata nelle centrali nucleari (Jeremy Rifkin). In Francia la  radioattività delle acque sotterranee è di 750 Bequerels (unità di misura per la radioattività) per litro, mentre la normativa europea prevede un limite di soli 100 Bequerels.

«La produzione elettrica di origine fotovoltaica su scala industriale», conclude Caporale, «è già oggi competitiva, costa meno di 16 centesimi di dollaro a kilowattora (12,3 centesimi di euro/kwh ) e sta scendendo mentre i costi reali e ancor più quelli stimati per le centrali di terza generazione previste in Finlandia ed Usa stanno salendo. Secondo la previsione del Global Wind Energy Council (GWEC) con i 40.000 MW di nuova capacità che entreranno in servizio a livello mondiale entro la fine dell'anno, la potenza eolica cumulata si porterà ad 2.596.792».

«A chi giova il nucleare?», si domanda invece Marialucia Santarelli, Garante regionale dei Verdi, «alle case farmaceutiche che vivono di terapie e disgrazie altrui? All’Enel che vive dei finanziamenti dello Stato e delle tasse – i c.d. Cip6 che dovrebbero finanziare le attività rinnovabili ed invece vengono destinati a finanziare inceneritori e centrali nucleari - che i cittadini pagano attraverso la bolletta della fornitura elettrica? Ai politici corrotti che grazie al sostegno di grossi speculatori finanziano le campagne elettorali?».

 A parte il merito della questione sulle procedure amministrative non vi è stata alcuna consultazione popolare in ambito locale né vi è stata finora certezza e trasparenza. In definitiva sono ancora molti i punti incerti che ruotano intorno al nucleare. C’è poi l’aspetto dei finanziamenti pubblici alle multinazionali con l’effetto perverso di costruire eventualmente impianti non voluti con i soldi dei cittadini.

06/11/2010 14.32