Presagi sinistri anche sul Sistri: si allargano le indagini su Finmeccanica, Selex e Abruzzo Engineering

Alessandro Biancardi

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GIULIANTE E CHIODI

GIULIANTE E CHIODI

ABRUZZO. Sistri, un nome mille misteri, più un segreto di Stato per evitare la trasparenza su un appalto discusso da almeno 300 milioni di euro. L’idea nata con Romano Prodi è nobile: tenere la mafia fuori dal ciclo dei rifiuti.

L’applicazione nella realtà, invece, è stata un papocchio colossale che parte dal ministero dell’Ambiente e scende fino all’affidamento a Finmeccanica per la realizzazione delle infrastrutture informatiche e software che dovevano gestire un sistema legato ai satelliti e tracciare ogni singolo camion di rifiuti.

Finmeccanica ha passato le commesse alla sua controllata, Selex management, di Sabatino Stornelli, personaggio al centro di molte vicende intricate e piene di domande ancora senza risposte. La Selex a sua volta avrebbe girato parte delle commesse ad Abruzzo Engineering, la società mista controllata dalla Regione, voluta da Ottaviano del Turco e fatta gestire nel suo momento “florido” dal suo braccio destro, Lamberto Quarta, poi entrambi bloccati dagli arresti per le presunte tangenti nella sanità.

Ieri la guardia di finanza di Napoli che sta indagando sui presunti fondi neri e riciclaggio di Finmeccanica è andata persino nella sede del Tar del Lazio per sequestrare la documentazione inerente un ricorso di alcune ditte che erano state escluse dal progetto poiché affidato in maniera diretta e senza evidenza pubblica. Le ditte hanno visto sfuggire così una occasione di poter entrare in un progetto milionario che avrebbe potuto dare loro una preziosa boccata di ossigeno in tempo di crisi. Invece l’intera torta è andata a Finmeccanica e dunque Selex.

Per questa inchiesta è titolare il pm della Dda, Catello Maresca, è indagato l'imprenditore Francesco Paolo Di Martino, di Castellammare di Stabia. Quest'ultimo ha avuto in subappalto dei lavori dalla Selex Management. L'ipotesi degli investigatori è che il denaro dell'appalto sia stato poi riciclato tramite Di Martino. E’ probabile che l’inchiesta napoletana sia stata affidata ad un pool di magistrati del quale dovrebbe fare parte anche Henry John Woodcock, mentre il filone che parte da Finmeccanica, passa da Di Martino arriva dritto dritto in Abruzzo colpendo la Valle del Giovenco, la società di calcio che ha presieduto per un breve periodo dopo Stornelli, e Abruzzo Engineering.

Un intreccio che pare intricato ma che, invece, alla fine, appare semplice nei meccanismi che si potevano giovare di mega appalti con affidamenti diretti per far circolare ingenti somme che prendevano varie strade.

Stornelli, ex dirigente di Telespazio, è infatti amministratore delegato della Selex management spa, proprio l'azienda che si è aggiudicata l'appalto per il Sistri, ma la figura di Stornelli è legata a importanti appalti sulla sicurezza nazionale coperti anche da segreto di Stato, come la centrale unica per le intercettazioni sotto la guida del ministro della giustizia, Clemente Mastella, oppure gli appalti dell’Anas per trovare un “tutor leggero”, cioè il sistema di rilevamento della velocità sulle strade.

Ancora una volta un mega appalto e ancora una volta Selex e Stornelli (già raggiunto da un provvedimento cautelare minimo nell’ambito dell’inchiesta sul “gruppo Stati”) tra la cricca di Balducci e le spinte di Paolo Berlusconi.

Tra tutti questi misteri si sono mossi con grande disinvoltura anche Ottaviano Del Turco, che non perdeva occasione di manifestare la sua vicinanza a Finmeccanica e al suo vertice, Guarguaglini, ma anche l’attuale presidente della Regione, Chiodi che pur denunciando a mezza bocca enormi scandali della precedente gestione di centrosinistra ora non trova opportuno chiarire, spiegare, e prendere le distanze da tutto quello che succedeva ad Abruzzo Engineering.

 ABRUZZO ENGINEERING ED IL MISTERO SISTRI

 Alcune settimane fa avevamo già parlato del progetto Sistri e del ruolo incredibile che avevano avuto i dipendenti della società mista con trasferte antieconomiche per mesi di lavoro spesso anche di ozio pagato con i soldi pubblici. Le trasferte avevano come meta Nepi e Castellammare di Stabia, proprio il paese del napoletano dove vive e opera Francesco Paolo Di Martino con molte sue società.

I dipendenti ricordano tutto ma pare che nessun inquirente ancora li abbia interrogati anche se scrivono lettere e denunciano le loro verità

Ricordano anche che per il Sistri lavorarono presso una ditta, Sediin , nel loro stabilimento alle famose scatole nere e alle chiavette usb che dovevano servire per il tracciamento con il gps. Per qualsiasi cosa bisognava però rivolgersi alla Selex di Roma che evidentemente aveva affidato a questa ditta il lavoro, ditta che ufficialmente non è legata a Di Martino.

Una spiegazione che girava nell'ambiente a Nepi, quando qualcuno dei dipendenti in trasferta in Campania si chiedeva, alzando la voce in preda all'ira, perché mai dovessero stare fuori casa per mesi a non fare niente. Era vietato assentarsi per evitare decurtazioni dell’incentivo in busta paga.

 LE FATTURE FALSE NELLA LETTERA DELLA DIPENDENTE SELEX

 A complicare la situazione di Selex, Stornelli, Di Martino e Abruzzo Engineering è anche un’altra inchiesta che pare confermare e sovrapporsi perfettamente ai riscontri già raccolti a Napoli, l’inchiesta condotta dalla Squadra Mobile di Pescara ma coordinata dal pm Antonietta Picardi della procura dell’Aquila, che ha imboccato la direzione Abruzzo Enginering indagando sui rifiuti.

In una articolo di Repubblica di qualche giorno fa era spuntato un rapporto segreto degli inquirenti che riportava ampi stralci di una lettera di denuncia di una dipendente della Selex che parlava di fatture false per milioni di euro.

Nella lettera si leggeva «l´ingegner Sabatino Stornelli (amministratore della Selex Management ed indagato all´Aquila, ndr) ha distratto cinque milioni e cinquecento mila euro dall´azienda per la gestione della società di calcio Valle del Giovenco, con la complicità del dottor Angelini e dell´ingegner Carlini. Emettevano fatture false per operazioni inesistenti alla Eldim Security che poi provvedeva a sponsorizzare la società suddetta, ciò suffragato dal fatto che dopo le dimissioni dell´ingegner Stornelli (da presidente della squadra di calcio, ndr) gli succedeva il signor Francesco Paolo Di Martino, amministratore della Eldim Security srl. Altre fatture false, cioè senza che i lavori siano stati eseguiti, sono state emesse dalla Sedim spa per un importo di quattro milioni di euro per scopi personali (...)»

IL PDL INCOERENTE VUOLE SALVARE ABRUZZO ENGINEERING

Su Abruzzo Engineering -sulla quale pende la scure della liquidazione per un buco nel bilancio di oltre 20 milioni di euro- si è già espresso il presidente della Regione fugacemente senza fornire dettagli. Ieri però a sconfessare Chiodi sono scesi in campo due esponenti del Pdl di primo piano, il presidente della Provincia Antonio Del Corvo ed il capogruppo regionale del Pdl Gianfranco Giuliante.

Chiodi aveva parlato di Abruzzo Engineering definendola «una struttura dirigenziale manageriale da far rivoltare i cadaveri nelle tombe», «una società nata molto male con finalità assistenziali per il recupero di una serie di lavoratori socialmente utili, con apporto finanziario del governo e regione»
«dopo questo nobile scopo la società si è trasformata in una struttura funzionale alla politica, sono state fatte assunzioni strumentali con soldi pubblici», «senza nessuna necessità e finalità, quelle si sono create dopo», «Il partner privato è stato scelto dalla provincia dell’Aquila e dalla Regione, Pezzopane e Del Turco, e finalizzato apparentemente alla banda larga. Una società con costi fissi così alti e senza fargli fare nulla, senza commesse», «c’è stato il coinvolgimento di tutte le forze politiche, tutto il sistema, destra e sinistra, ha trovato un vantaggio in questa società con la possibilità di fare clientelismo e consenso con la fattura a carico dei cittadini abruzzesi: sindacati, partiti, strutture burocratiche degli enti pubblici».

Ieri Del Corvo e Giuliante invece hanno spinto affinchè ad Ae si affidassero nuove commesse ed appalti senza nessun accenno alle inchieste o alla necessità di fare prima chiarezza. «La mission di Abruzzo Engineering è da sempre quella della massima diffusione dei servizi tecnologici nel territorio regionale», dicono i due del Pdl senza però fornire dati concreti sui progetti finanziati e ultimati, «a questo scopo, su incarico della Giunta Regionale, la società ha realizzato una struttura che permette la comunicazione con la banda larga che serve 104 comuni dell’aquilano. E’ un investimento che, a tutt’oggi, non è stato utilizzato e che ha comportato una spesa stimabile in oltre 50 milioni di euro». Gli obiettivi però dichiarati erano quelli di coprire l’intera regione.

«La Società Abruzzo Engineering potrebbe essere affidataria», continuano Del Corvo e Giuliante, «del completamento e del potenziamento della rete per la trasmissione di dati a banda larga e della sua gestione, fornendo anche i collegamenti con gli enti locali. L’accesso alla rete potrebbe aprirsi anche ai privati con vantaggi economici per la società stessa». Si fa poi vagamente riferimento al Voip, agli archivi digitalizzati, all’intranet regionale, tutti progetti di cui si è parlato in passato e che potrebbero essere già stati finanziati.

Ae ha già fornito la sua opera (sempre attraverso la Selex) anche per i lavori del G8. Anche questi appalti però sono coperti dal segreto di Stato.

Difficile comprendere una così incompatibile visione della realtà tra i due blocchi del Pdl sul futuro della società mista che attende il 17 novembre la riunione del cda che forse sarà decisiva. L’universo della Selex e di Abruzzo Enginering è sconfinato così come le aderenze con imprenditori importanti e la politica dei piani alti. La sensazione è che le diverse procure impegnate ed i moltissimi filoni aperti su questo universo getteranno un po’ di luce ed apriranno quelle stanze finora rimaste segrete.

Alessandro Biancardi 06/11/2010 8.19