Servizio idrico e Ato unico, Di Paolo: «verso l'obiettivo della gestione pubblica»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Le prospettive del servizio idrico integrato sono state al centro di un incontro tra l'Assessore ai lavori pubblici, Angelo Di Paolo e le rappresentanze sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil.

 

L'assessore ha illustrato la strategia per il mantenimento dell'acqua in totale gestione pubblica secondo il così detto modello in house. Alla riunione era presente anche il Commissario Unico degli ATO abruzzesi e Direttore dei Lavori Pubblici della Giunta Regionale Pierluigi Caputi.

Le parti sociali hanno apprezzato e condiviso le linee di azione illustrate: è stato ribadito il sostegno al disegno di legge regionale teso all'individuazione di un "Ato" unico che assicuri quell'azione di controllo sulle attività dei soggetti gestori che è apparsa carente nel passato.

Dalla riunione è anche scaturita la valutazione comune che la complessità del quadro normativo imponga una accelerazione dei tempi per l'approvazione della legge 'articolo unico'.

La proposta è infatti da molto tempo all'attenzione della competente Commissione Consiliare (II Commissione). Le stesse Organizzazioni hanno comunicato che chiederanno autonomamente, ai Presidenti di Commissioni ed ai Capigruppo Consiliari, audizione per sollecitare un immediato dibattito che conduca all'approvazione in Consiglio Regionale in tempi rapidi.

«E' questo un segnale molto positivo di coesione sociale - ha detto l'assessore Di Paolo - verso l'obiettivo della gestione pubblica dell'acqua, fra l'altro, in coerenza con l'indirizzo approvato all'unanimità dal Consiglio Regionale. C'è anche la comune consapevolezza che dovranno crescere la managerialità dei soggetti gestori e l'effettivo controllo analogo sulle decisioni assunte dagli stessi».

Il consigliere regionale del Pd, Camillo D'Alessandro, intanto ricorda di aver proposto di delegare le competenze degli attuali Ato alle Province, conferendo ad esse, inoltre, tutta la gestione dei rifiuti, ed in prospettiva anche la materia dell'energia, prevedendo una Autorità regionale di controllo.

«Perché costituire un nuovo Ente, con i costi che ne derivano, se le funzioni possono essere assorbite dalle Province, molto spesso considerate poco utili? Allora diamo loro lavoro da fare. Mi rendo conto - prosegue D'Alessandro - che la nostra proposta e quella della Giunta rispondono a due visioni diverse della Regione, noi riteniamo che l'Ente Regione debba programmare e delegare, siamo contro il centralismo regionale. Questa è l'occasione per evitare la costituzione di nuovi carrozzoni regionali, difficilmente gestibili».

05/11/2010 9.23