Vietato contestare, Carpineta fa rimuovere striscione dei precari

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Uno striscione con la scritta "Chiodi e Carpineta licenziano i precari" è comparso questa mattina sul cancello di entrata di palazzo Silone, sede della Giunta regionale.

Giorni di forti tensioni tra l'assessore al personale e i 160 co.co.co che sono a rischio in quanto non si procederà ad una loro stabilizzazione. Dopo la lettera di fuoco resa nota ieri, stamattina a scaldare gli animi è stato lo striscione di protesta, fatto rimuovere da Carpineta con un provvedimento urgente. I precari lo hanno poi esposto di nuovo nelle ringhiere di fronte al palazzo. La circostanza è stata riferita da un gruppo degli stessi precari che considerano «la decisione di Chiodi e della Carpineta molto grave» perchè avrebbe ostacolato la loro protesta.

Si alza così il livello dello scontro e le parti sembrano ogni giorno più distanti. «La rimozione è stata motivata con il pretesto che lo striscione era sulla proprietà della Regione - ha continuato il gruppo di precari -, la mobilitazione comunque va avanti, non sono certo queste le azioni che ci intimoriscono o ci fanno desistere dalla protesta tesa a rivendicare i nostri diritti».

La mobilitazione è cominciata ieri sia all'Aquila sia a Pescara e va avanti anche con l'interruzione dei servizi nei quali sono impiegati, tra cui quello Informatico, Bura, Statitistica, Cartografia, Rifiuti, Ambiente e Politiche per le Attività Internazionali.

I precari, molti dei quali con i contratti in scadenza tra il 15 e il 30 novembre prossimi, sono scesi in piazza dopo che martedì il consiglio regionale ha rinviato l'esame della proposta di legge regionale bipartisan, sulla stabilizzazione dei co.co.co.

I co.co.co. accusano Chiodi e la Carpineta di non essere risuciti a risolvere il problema alla luce del fatto che non hanno mai voluto attuare la delibera 38 del 2008 della precedente giunta di centrosinistra che disponeva percorso di stabilizzazione. Il Pdl in consiglio regionale sarebbe stato rinviato perché i consiglieri regionali non sarebbero riusciti a trovare un accordo con Chiodi e Carpineta. La mobilitazione e il blocco dei servizi durerà fino a martedì prossimo, quando é prevista la prossima riunione dell'assemblea regionale.

Domani, invece, a Pescara è in programma una riunione tra sindacati, Carpineta il capogruppo del Pdl, Gianfranco Giuliante, e il vice presidente del Consiglio regionale Giovanni D'Amico (Pd).

 04/11/2010 15.52