Precari contro l'assessore Carpineta: «senza competenze, inadeguata al suo compito»

Alessandro Biancardi

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FEDERICA CARPINETA

FEDERICA CARPINETA

ABRUZZO. I precari della Regione si scagliano contro l'assessore, «inadeguata» a loro dire a ricoprire una carica delicata come quella di assessore al Personale.

 

E stamattina i co.co.co della Regione hanno messo in piedi una ennesima mobilitazione davanti a palazzo Silone - sede della Giunta – all'Aquila (circa una cinquantina) e a Pescara in viale Bovio e via passo Lanciano. I  co.co.co lavorano in diversi settori, tra cui quello informatico, Bura, Statitistica, Cartografia, Rifiuti, Ambiente e Politiche per le Attività Internazionali.

«Con amarezza abbiamo constatato – hanno spiegato alcuni di loro - che nella seduta del Consiglio regionale di ieri i nostri amministratori non sembrano aver manifestato alcuna intenzione di avviare il processo della nostra stabilizzazione, un progetto che riguarda 160 lavoratori tra L'Aquila e Pescara, i cui contratti sono in scadenza tra il 15 novembre e il 31 dicembre di quest'anno».

E non sono mancate accuse all'assessore competente Federica Carpineta ''colpevole'' di «non prendere in considerazione le indicazioni della dgr 38».

Sempre oggi i co.co.co hanno distribuito una lettera nella quale non risparmiano frecciate a Gianni Chiodi, «il paladino della rivoluzione meritocratica nella Regione». I precari chiedono di sapere dal governatore «con quale criterio ha scelto Federica Carpineta quale assessore al personale?».

«Che merito avrebbe, la Federica», scrivono, «per ricoprire questo importante ruolo? Dal suo curriculum vitae emerge che la signora ha 32 anni, due figli, laureata in economia e commercio ed ha collaborato come revisore contabile, presso la ditta "Ernest Young". Punto. Un curriculum riassumibile in una sola riga...basta farsi due conti - continua la nota dei precari - per calcolare l'ammontare di esperienza in materia di 'gestione del personale', accumulata sul campo da parte della signora Carpineta. Probabilmente l'esperienza della gestione dell'albergo di famiglia deve aver convinto il presidente delle sue grandi capacità gestionali, tanto da farle ottenere una nomina diretta ad assessore».

Per i precari, «la incompetenza e la inadeguatezza rispetto al ruolo è evidente» per diversi motivi: l'assessore si affida «totalmente di volta in volta a tecnici diversi non potendo confidare nelle proprie capacità: prima si è affidata ad un ex dirigente del personale della giunta, dimissionario causa propria manifesta incapacità, ed ora al direttore del personale del Consiglio Regionale». Secondo i precari l'assessore Carpineta ha cercato di «risolvere il problema del precariato invocando continuamente il parere della funzione pubblica, rimediando sistematicamente solenni figuracce, poiché la stessa ribadisce che la Regione avrebbe autonomia propria per poter agire».

Sempre stando ai precari, «la Carpineta ha serie difficoltà nel comprendere che non è tra i suoi compiti tutelare i giovani laureati abruzzesi che aspettano un posto di lavoro, bensì sarebbe compito dell'assessore Gatti».

I precari chiudono la nota con un altro interrogativo: «Come spera il presidente Chiodi di risolvere i problemi del personale Regionale, se lui stesso non è in grado di prendere decisioni importanti, intimorito da ciò che potrebbe esprimere l'opinione pubblica?».

03/11/2010 16.41