Precari, Carpineta è chiara: «stabilizzazione solo attraverso concorsi pubblici»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Per i Co.co.co. non è praticabile la stabilizzazione per via legislativa da parte del Consiglio regionale d'Abruzzo.

Ad annunciarlo è l'assessore al Personale, Federica Carpineta, dopo l'incontro di giovedì al Dipartimento della Funzione pubblica. Presenti anche i consiglieri regionali Giovanni D'Amico e Claudio Ruffini, in rappresentanza del capogruppo PD, Camillo D'Alessandro, e Gianfranco Giuliante, capogruppo PdL, promotori di una recentissima proposta di legge per la stabilizzazione dei Co.co.co..

«Il Dipartimento della Funzione pubblica, attraverso i suoi esperti - riferisce l'assessore Carpineta - ha indicato quella che è, allo stato, l'unica via praticabile: la predisposizione di atti amministrativi che portino alla emanazione di bandi di concorso contenenti criteri di valorizzazione delle esperienze maturate da quei 'Cococo' che rientrino nei parametri previsti dalle leggi vigenti».

«Assodato, spero in maniera definitiva, che la via legislativa di stabilizzazione è assolutamente impraticabile - assicura però - proseguiremo con lo studio dei provvedimenti capaci di dare la migliore risposta possibile alle aspettative dei Co.Co.Co., che sia, al tempo stesso, la soluzione più trasparente ed anche la più efficace per la qualità della nostra macchina amministrativa regionale».

L'assessore Carpineta, già ieri, ha avviato tutti i confronti tecnici e sindacali utili a individuare, «nel più breve tempo possibile», gli atti amministrativi idonei a dare una soluzione definitiva alla vicenda, «nella speranza che cessino subito tutti i tentativi di strumentalizzare gli aspetti umani, professionali e politici della questione».

Il consigliere regionale Claudio Ruffini ha chiesto di discutere già nella seduta del Consiglio regionale del 2 novembre, un disegno di legge bipartisan sulla stabilizzazione del personale precario della Regione Abruzzo.

Ma Carpineta è stata chiara: «la legge, qualunque essa sia o comunque venga formulata, verrà impugnata e per questo dico che la posizione dei consiglieri regionali del Pd è francamente inaccettabile».

«Se il Pd vuole arrivare a questo, solo al fine di dare la colpa a qualcun altro, faccia pure», ha aggiunto l'assessore, precisando che «la delibera 38 del 2008 è illegittima nei criteri e nelle modalità. Oggi possiamo solo adottare atti amministrativi per predisporre bandi di concorso, a tempo determinato o indeterminato, che prevedano la valorizzazione delle esperienze maturate da quei Cococo che rientrano nelle condizioni previste dalle leggi nazionali».

30/10/2010 11.27