La Rai spegne la terza edizione del TgR. E' sciopero

Alessandro Biancardi

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TELEVISIONE. I giornalisti del tgr Rai scioperero oggi a causa della decisione dell'azienda di cancellare la terza edizione dei tg locali.

L'iniziativa segnerà il momento clou di una serie di azioni di protesta avvallate dai Cdr.

«Il muro opposto dalla Rai nella procedura di conciliazione conclusa ieri -recita una dichiarazione dell'esecutivo nazionale Usigrai- è un pò come il naufragio del buon senso. La mobilitazione accanto alle redazioni dei presidenti di Regione e dei rappresentanti delle istituzioni locali non è stata sufficiente a far cambiare idea all'azienda sulla cancellazione della terza edizione del telegiornale regionale».

Nei prossimi 10 giorni i giornalisti della Tgr si atterranno strettamente alle mansioni previste dal contratto, secondo istruzioni che l'Usigrai sta mettendo a punto con il legale incaricato anche di presentare un ricorso per comportamento antisindacale. Già nei giorni scorsi ha  scioperato la redazione campana della Tgr contro l'eliminazione di 'Neapolis' e «lo svilimento della propria missione editoriale».

Nel comunicato l'Usigrai si rivolge anche al direttore della testata Alberto Maccari affinchè «dia un segnale di autonomia in difesa della sua testata e non si renda complice di una iniziativa  scombiccherata e non motivata, che nei fatti ridimensiona la presenza della Tgr».

Della questione si è occupata quest'oggi anche la Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome. Nel documento sottoscritto si «sottolinea che l'iniziativa dei vertici aziendali della Rai, pur rientrando nell'ambito dell'autonomia aziendale, rappresenta un significativo ridimensionamento della informazione giornalistica dedicata ai territori, alle Regioni e alle autonomie locali: un taglio che non può essere controbilanciato dal precedente aumento degli spazi d'informazione generalista regionale previsti per la fascia della mattina, nè puo' essere rapportato allo sviluppo della piattaforma digitale». La Conferenza delle Regioni «considera paradossale che tale ridimensionamento avvenga in un momento in cui le Regioni e gli Enti Locali sono al centro di un processo riformatore che li ha visti protagonisti nel corso delle ultime legislature. Oggi Regioni, Comuni e Province sono investiti di competenze che, nel momento in cui sono tradotte in atti legislativi ed amministrativi, hanno un' indubbia rilevanza nella vita dei cittadini».

28/10/2010 15.31