Il ministro Fazio smentisce Chiodi? Polemiche e richieste di chiarimenti

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Non ci posso credere: Ferruccio Fazio, ministro della sanità, smentisce quello che hanno fatto Chiodi e la Baraldi con il Piano operativo sanitario che ha chiuso i piccoli ospedali?»

 

Franco Caramanico, consigliere regionale Pd, commenta le polemiche “chiusura sì-chiusura no” che sembrano interessare solo i rappresentanti dei territori colpiti e non anche tutto il Consiglio regionale, assente sui problemi della sanità.

«Fazio», continua Caramanico, «dice che non si debbono chiudere i piccoli ospedali se prima non si creano servizi sul territorio, il contrario di quello che è stato fatto in Abruzzo. Ma insomma a chi dobbiamo credere? Gli ho scritto per chiedere un incontro con i sindaci dei territori interessati alle chiusure».

Eppure secondo Caramanico «la chiusura dei piccoli ospedali, a fronte di un risparmio di 4 milioni di euro in un anno, è compensata da un aumento dei Medici di base per una spesa pari a 6 milioni di euro circa, da un aumento della spesa farmaceutica di 8,5 milioni di euro e da un aumento delle prestazioni acquistate dalle strutture private di circa 15 milioni di euro. Per questo ho chiesto al Ministro Fazio di intervenire, dimostrando di credere in quello che lui stesso ha affermato e che la giunta Chiodi si ostina a rifiutare».

Stupore per le dichiarazioni del ministro anche da parte del sindacato Nursing Up, che già aveva espresso con il segretario regionale Patrizia Bianchi le sue perplessità sulle chiusure visto che non era stato potenziato il territorio e che l’Adi (assistenza domiciliare) era rimasta al palo. Secondo Davide Farina, Cisl Fp, «quello che ci interessa sapere è se la qualità dell’assistenza è assicurata o no. Per assurdo a noi starebbe pure bene che si chiudessero tutti gli ospedali, purché l’assistenza fosse assicurata».

 Infatti «la Cisl non si appassiona a questo dibattito, che non affronta con serietà e onestà intellettuale le ragioni dello sfascio della sanità che non dipende certo dai medici, dagli infermieri e dagli amministrativi, ma da un non governo della sanità – continua Vincenzo Traniello, segretario regionale Cisl Fp – certo la colpa non è nemmeno del manager Asl2 Francesco Zavattaro, anche se dopo 10 mesi dal suo insediamento sarebbe auspicabile un maggiore coordinamento, dove tutti, management, dirigenti (medici ed amministrativi) e personale, sappiano cosa fare e dove farlo. Il disorientamento che oggi serpeggia tra gli operatori sanitari, con gravi ricadute sulla qualità delle prestazioni e la tenuta complessiva del sistema sanitario pubblico e convenzionato, è frutto di improvvisazione ed estemporaneità nell’adozione di direttive e atti amministrativi. E’ tempo che cessi questa fase di incertezza che produce solo guasti».

Sebastiano Calella  27/10/2010 9.33