Presidente Chiodi, per favore, chieda scusa e apra gli occhi

Alessandro Biancardi

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terremoto bare ai funerali

terremoto bare ai funerali

EDITORIALE. ABRUZZO. «La politica non ha nulla da farsi perdonare in occasione del terremoto; la politica ha fatto cose mai viste prime.

 L'unica cosa che deve farsi perdonare la politica è quella di aver permesso in passato di costruire dove non poteva essere fatto, e di aver costruito senza il rispetto delle norme urbanistiche e sismiche».  Sono le parole -si spera estemporanee ed improvvisate- del presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, pronunciate in occasione della Perdonanza a L’Aquila.
Parole di tale tenore pare siano passate inosservate eppure toccano corde profondissime e vanno a scomodare ancora una volta quei trecento morti schiacciati dalle macerie e dalle colpe che la politica proprio non vuole vedere.
Nel frattempo si rafforzano le lobbies ed il clientelismo, si affastellano dubbi e sospetti su concorsi e appalti, ma certezze sul reale rispetto delle regole non vi sono.
Eppure, lei, gentile presidente, ha parlato molto spesso di meritocrazia e di un cambio di rotta con il passato ed ha promesso una restaurazione dell’Abruzzo ma troppo spesso ha seguito le vecchie logiche pericolose dei suoi predecessori.
Gentile presidente non so se lei quando ha pensato queste parole messe in fila si è reso conto del reale significato che queste hanno e se per caso si è messo nei panni delle tante persone che ancor oggi piangono i loro cari che non ci sono più da quel 6 aprile.
Io ci ho pensato e pur non avendo pianto congiunti non mi sento meno indignato dalla sua superficialità e dalla sua sortita.

L’opinione diffusa e generale sulla politica del cittadino normale (intendo quello fuori dalle clientele e senza santi in paradiso) è in progressivo peggioramento e si pensa che sia marcia, che abbia perso il senso della misura e di vista il bene pubblico, che  si arricchisce e persegue interessi di gruppi ristretti ad ogni costo e mortifica i diritti fondamentali della democrazia e della concorrenza del mercato.

La politica, tanto per cominciare, deve farsi perdonare presidenti così insensibili, distratti e incapaci di vedere la realtà. E’ vero lei è doppiamente commissario e per questo suo superlavoro un pò di stanchezza è comprensibile e così anche qualche parola fuori posto la si può anche comprendere.

Ma le sembra poco che la politica abbia permesso di costruire e lottizzare terreni su una faglia attiva?
Le sembra un peccato veniale?
E perchè nessuno ha detto nulla fino a strage avvenuta o ha denunciato questo scandalo enorme?
Per spirito di casta o per puro esercizio di omertà?
Gentile presidente qui non ci è scappato un solo morto (che sarebbe già stato di troppo) ma più di trecento e lei fa passare una serie di responsabilità penali gigantesche come se fossero una marachella senza importanza.
Non sono un uomo di mondo, ma io una idea ben precisa sul perchè tutto questo sia accaduto ce l’ho ed è molto chiara: o tutti sapevano ed hanno taciuto fino al 6 aprile (per ragioni di chiaro interesse reciproco)  oppure gli amministratori che si sono susseguiti non se ne sono accorti e questo, per uno che deve occuparsi della cosa pubblica, è una superficialità imperdonabile ugualmente.
Lei invece che ne sa di più come si spiega il fatto che la politica abbia permesso di costruire dove non si poteva?
E secondo lei che peso ha in tutto questo il fattore ''corruzione''?
Lei però la corruzione non la vede mai, come se non esistesse, nemmeno se a raccontarla sono le procure d’Italia o se si ascoltano intercettazioni che fanno venire i brividi (imprenditori spregiudicati ridevano la notte del 6 aprile...).
Lei pare non si sia fatto molti problemi se una sentenza di condanna passata in giudicato, come quella di Ezio Stati, prevedeva l’interdizione perpetua dai pubblici uffici ed invece lavorava dietro le quinte insieme alla figliola assessore regionale e che poi le ha creato qualche imbarazzo.

Il fatto è che dietro le quinte c’era anche lei.
La politica non ha nulla da rimproverarsi nemmeno quando lascia campo libero a persone che dovrebbero rimanerne al di fuori?
Gentile presidente, visto che parlava con Ezio Stati e che questi operava spesso nell’ufficio della figlia assessore regionale, perché non ha mai sentito il bisogno di chiedere spiegazioni e di allontanarlo?

Ma davvero crede che la politica non debba rimproverarsi nulla nella gestione del terremoto?
Capisco che deve immensa riconoscenza al suo capo per quello che le ha concesso (commissario per la ricostruzione e per la sanità) ma la prego c’è un limite a tutto.
A proposito ha saputo di una certa cricca che faceva il bello ed il cattivo tempo sugli appalti della protezione civile?
Mi domando, gentile presidente, perchè Lei non abbia voluto vederci chiaro e controllare, arginare e prevenire figuracce che lei ed il suo gruppo avete fatto quando si sono accertate infiltrazioni mafiose che voi avete sottovalutato.
Possibile che non abbia fatto nulla per evitare che personaggi indagati avessero un ruolo nella ricostruzione, era proprio necessario tenere quelle persone in posti chiave?
Sa, con tutto il rispetto ma con l’indignazione di uomo libero e mediamente pensante c’era molto di più da fare che dire che la mafia è una invenzione dei giornali.
Frasi del genere sono molto pericolose e dicono molto più di quanto si possa credere e forse confermano che la mafia c’è ed è nella testa di moltissimi amministratori.
E per favore ci risparmi le patetiche lezioni/critiche di giornalismo solo perché si raccontano verità evidenti che fanno male (al suo tornaconto politico): in una realtà devastante come il terremoto la propaganda può valere per gli altri, magari in Piemonte, non certo per gli Aquilani.
Dopo 16 mesi la situazione a L’Aquila è molto grave e la normalità non si vede nemmeno con il binocolo, grazie anche ad una gestione da imperatori, dove è stata annullata ogni forma di partecipazione democratica.
Gentile presidente “le cose mai viste” che avete fatto per la ricostruzione dell’Aquila speriamo vivamente di non vederle mai più e speriamo di dimenticare presto.
Personalmente dopo la brutta pagina di corruzione di sanitopoli mi sarei aspetto qualcosa di più e di diverso e a tutt’oggi, personalmente, faccio una fatica immensa a trovare differenze con il passato.
Personalmente non ho affatto gradito scoprire come nelle sue conversazioni private (ma di grandissimo interesse pubblico) ammette come vi sia stata una gestione pessima di Abruzzo Engineering lasciando intendere scenari devastanti ma abbia deciso di coprire tutto, proteggere e favorire i responsabili di sperperi e gestioni dissennate e senza controllo. Perché verrebbe quasi da pensare che l’obiettivo principale era quello di mantenere in piedi il sistema e continuare con gli stessi metodi.

 Personalmente ho trovato imbarazzante non tanto scoprire che lei ha affidato una consulenza al suo collega di studio (che avrà grandissimi meriti) ma che gli abruzzesi hanno dovuto scoprirlo dopo l’inchiesta della magistratura. Questo francamente non le fa onore visto che a parole più volte ha parlato di trasparenza e altre quisquilie.
 Lei presidente dovrebbe chiedere scusa alle persone che ha offeso con le sue frasi estemporanee e limitarsi a rendere conto ai cittadini del suo operato lasciandosi giudicare come amministratore pubblico e sopportando le critiche in silenzio perchè il suo è un compito importante che fa soltanto per gli abruzzesi.

Un’ultima cosa: visto che qualche volta qualche  porcheria di tanto in tanto la vede anche lei, provi la prossima volta a spiegarci anche di chi è la colpa e perché.

Grazie

Alessandro Biancardi   1/09/2010 8.11