Anarchia sui debiti delle Asl a Teramo e L’Aquila, meglio Pescara

Alessandro Biancardi

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asl pescara

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ABRUZZZO. Due Asl bocciate (Avezzano e Lanciano), una promossa (Chieti): male, come vedremo, le altre aziende, almeno secondo la relazione del Gruppo di lavoro che alla Regione doveva coordinare il lavoro di certificazione dei debiti in sanità.

 

«Insomma – ha detto il consigliere regionale Franco Caramanico (Pd) che ha sollevato il problema e chiesto un intervento di Chiodi – non sappiamo con precisione quanti sono i debiti sanitari dell’Abruzzo. Serve fare chiarezza».

 Scarsa collaborazione delle Asl e sospensione immotivata e autonoma delle attività di certificazione, ha denunciato infatti in generale il Gruppo di lavoro. Come le altre Asl, infatti, anche L’Aquila ha sospeso, infatti, l’attività in questo settore a partire dal mese di febbraio del 2009 ed al 31 dicembre scorso «restano da riconciliare n. 1471 partite di debito. Probabilmente avrebbero potuto essere riconciliate anche prima del provvedimento di fusione con la Asl di Avezzano-Sulmona, a beneficio della chiarezza e trasparenza del nuovo soggetto giuridico» (Asl unificata dal primo gennaio 2010).

Va un po’ meglio con la Asl di Pescara. In un primo tempo è stata verificata la congruità dei dati trasmessi con i mastri contabili (da cui un immediato trasferimento di fondi per 38 milioni di euro). Poi un momento di stasi ed infine, dopo una diffida del 19 marzo 2009, il lavoro è ripartito regolarmente. Poi un nuovo stop: il 20 ottobre scorso la Asl ha consegnato un aggiornamento che «non consente ancora di procedere ad un avanzamento dei lavori in quanto necessita di un completamento dati non ancora perfezionato dalla Asl al 31 dicembre scorso».

 Male, molto male invece la Asl di Teramo «che ha mostrato un atteggiamento per lungo tempo di particolare indifferenza e di scarsa collaborazione nel lavoro di riconciliazione e di certificazione dei debiti. Solo negli ultimi mesi del 2009, spinta dalla mancanza di liquidità e dalla conseguente necessità di ricorrere in modo troppo rilevante all’anticipazione di cassa, la Asl ha mostrato un sussulto di collaborazione». Non solo: «la Asl ha ripetutamente proceduto a modificare i dati relativi alle partite di debito già precedentemente certificate come certe, liquide ed esigibili dal Direttore generale, senza fornire alcuna comunicazione al Gruppo di lavoro che aveva già erogate i fondi sulla base di quei dati poi modificati arbitrariamente». Tutto naturalmente testimoniato da copiosa corrispondenza con il Commissario ad acta. Ma tutto apparentemente messo a tacere, vanificando il lavoro della Commissione.

Sebastiano Calella  26/10/2010 9.57

 IL MANAGER DELLA ASL DI TERAMO:«NON CORRISPONDE A VERITA’»

Il manager Mario Molinari con una nota sostiene che le notizie che riguardano la Asl che dirige non corrispondano a verità.

«La Asl di Teramo», ha scritto Molinari, «ha inviato al gruppo di lavoro la situazione dei debiti al 31 dicembre 2006, in tempo debito. Successivamente i file originali forniti dalle altre Asl e dai fornitori   sono stati esportati in un database gestito dal gruppo di lavoro. Il gruppo di lavoro ha richiesto di aggiornare il file sulla base delle risultanze contabili, al fine di emettere certificati di pagamento. La Asl ha elaborato il file provvedendo a tutti gli adempimenti ed emettendo i certificati debitamente firmati. È chiaro che si sono verificate delle difficoltà tecniche sia da parte del gruppo di lavoro che della Asl, tutte separate.

A tal proposito la Asl ha partecipato ad una riunione svoltasi il giorno 1 dicembre 2009 presso il servizio bilancio della giunta regionale al fine di chiarire i rilievi posti dal gruppo di lavoro, durante la quale, la Asl ha illustrato la situazione chiarendo tutti gli equivoci insorti».

Forse il manager, però, non conosce la relazione conclusiva del Gruppo.

A pagina 14 della Relazione conclusiva si legge testualmente: «La Asl di Teramo ha mostrato un atteggiamento per lungo tempo di particolare indifferenza e di scarsa collaborazione». Ed ancora: «la Asl ha espresso notevolissime difficoltà nel comunicare le partite di debito confluite nelle procedure di consolidamento del debito sanitario ….. ed ha ripetutamente proceduto a modificare i dati relativi alle partite di debito già precedentemente certificate quali certe, liquide ed esigibili dal Direttore generale».

A pagina 14, dunque, della relazione che non ha redatto questo quotidiano ma tecnici nominati dall’assessorato competente. Siamo sicuri che il manager Molinari verificherà accuratamente.

30/10/2010 10.01