Inchiesta orsi morti, si va verso l'archiviazione?

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Si avvia verso l'archiviazione l'inchiesta sugli orsi morti ritrovati nel 2007 tra Gioia dei Marsi e Pescasseroli, nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.  *I PASTORI DEGLI APPENNINI SCRIVONO A ORSI, LUPI E VOLPI

 

I tre orsi furono trovati morti in localita' Acqua ventilata, tra Gioia dei Marsi e Pescasseroli e in sede di esami istologici, condotti dall'Istituto zooprofilattico Lazio e Toscana, emerse che la morte era imputabile al veleno.

Nel corso dei mesi gli inquirenti arrivarono ad iscrivere nel registro degli indagati cinque allevatori che oggi assicurano di non aver ricevuto alcun avviso di proroga delle indagini. In questo modo si pensa quindi che il destino di questa inchiesta sia l'archiviazione anche perche' non sono emersi nuovi elementi.

I primi a morire furono l'orso Bernardo e la sua compagna. Qualche giorno dopo, a seguito dei controlli a tappeto, venne ritrovata la carcassa di un terzo esemplare, più giovane degli altri due. Bernardo era diventato famoso per le sue incursioni nei paesi del Parco. La sua fama aveva fatto il giro del mondo ed era diventato una vera attrattiva non solo per i piu' piccoli.
Una donatrice americana, la miliardaria Jenny, aveva destinato un milione di euro al parco, al Corpo forestale e alla Sapienza di Roma proprio per la ricerca e la conservazione dell'orso marsicano. Non si sa con esattezza quanti esemplari di orso vivano ancora nel parco anche se secondo una stima potrebbero essere tra i 30 ed i 50.

 23/10/2010 14.51

 



 

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I PASTORI DEGLI APPENNINI SCRIVONO A ORSI, LUPI E VOLPI

ABRUZZO. La comunità del cibo dei Pastori dell’Appennino Centrale è in questi giorni a Terra Madre, all’interno del Salone del Gusto, manifestazione internazionale di Slowfood al Lingotto di Torino. Un appuntamento ormai imperdibile per enogastronomi e consumatori attenti, che guardano al Salone del Gusto dall’Italia e da tutto il mondo. Da qui parte anche “Resistenza Casearia”, per sottolineare l’importanza non solo gastronomica, ma culturale, ambientale e sociale delle attività tradizionali di caseificazione, dalle malghe alpine agli stazzi abruzzesi.

Ed è proprio da qui che i pastori hanno voluto inviare la loro “Lettera aperta” indirizzata agli animali selvatici degli Appenini Centrali. Chiedendo il sostegno di quelli che spesso sono stati visti come i “nemici storici” della pastorizia transumante, ma che trovano in chi vive quotidianamente sulle montagne il loro migliore alleato per la sopravvivenza di un intero ecosistema.

A sorpresa la lettera ha raccolto una sottoscrizione importante: l’assessore Regionale all’Agricoltura Febbo, presente al Salone del Gusto con i prodotti abruzzesi, l’ha fatta propria. La speranza è che questo segno di attenzione dell’istituzione regionale si concretizzi in un incontro da fare subito, con allevatori e con le altre istituzioni (Forestale, Provincia, Parchi, Prefettura) per affrontare insieme le questioni di un territorio delicato e complesso, dove i pastori esercitano un ruolo fondamentale di presidio.

La lettera viene indirizzata «ad orsi, lupi, linci, volpi e altri selvatici che ancora sopravvivono sul nostro territorio» si chiede agli animali» dal momento che «tutte le Autorità che abbiamo contattato nel corso degli anni e ripetutamente negli ultimi mesi e settimane non hanno mai risposto».

«Spiegateglielo voi», si legge ancora, «che alimentarvi artificialmente impedendo alle greggi di pascolare sui terreni dove vi viene lasciata la carne è un sistema che fa diventare il nostro territorio sempre più simile ad uno zoo. Provate a dirglielo voi se vi sono più utili tanta burocrazia e jeep o piuttosto i pastori che da sempre avete imparato a conoscere».

«Provate voi, che ci conoscete bene e sapete che da millenni questi sono i vostri migliori alleati: chi sulle montagne e sui pascoli ci sta davvero, da sempre». 

23/10/2010 14.52