Abruzzo Engineering: Chiodi chiede incontro con i pm

Alessandro Biancardi

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GIANNI CHIODI

GIANNI CHIODI

L'AQUILA. Il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, avrebbe chiesto, attraverso il presidente di Abruzzo Engineering, l'avvocato Francesco Carli, un incontro con la procura.

 

Nello specifico con i sostituti Antonietta Picardi e David Mancini che stanno conducendo l'inchiesta sul passaggio di proprietà di Collabora Spa alla Provincia dell'Aquila.

Una inchiesta che ha prodotto avvisi di garanzia e sequestri ingenti soprattutto in capo  a Vittorio Ricciardi, direttore generale di Abruzzo Engineering e titolare di Collabora spa, la società che poi ha venduto le proprie quote alla Provincia nel 2006. Il problema è che secondo la procura quella cessione di quote sarebbe stata viziata da una vera e propria truffa consistita nel taroccare i bilanci e dunque far aumentare le quote societarie.  

Della cosa ovviamente non si è accorto nessuno e per questo nessuno ha avanzato dubbi né sulle collaborazioni a prezzi «fuori mercato» -dice la procura- a società che sarebbero comunque riconducibili allo stesso Ricciardi, né sulla concessione di finanziamenti pare dell’ordine di 20 milioni di euro. Finanziamenti pubblici concessi dalla Regione per la stabilizzazione dei lavoratori.

Ma il pm Antonnietta Picardi è anche lo stesso pm che si sta occupando dell’inchiesta sul cosiddetto gruppo Stati, originato da uno stralcio dell’inchiesta “Re Mida” sui rifiuti, e che non è ancora chiusa. Impegnata nelle indagini è la Squadra Mobile di Pescara che su ordine del gip sta provvedendo ad approfondire alcuni filoni rimasti solo accennati nelle misure cautelari dello scorso 2 agosto. Molti di questi aspetti che sarebbero in via di definizione riguarderebbero Abruzzo Engineering.

Insomma proprio il sostituto Picardi soltanto con queste due inchieste potrebbe avere un quadro molto preciso della genesi e della crescita di Abruzzo Engineering in un arco di tempo che supera i cinque anni. Una storia costellata di misteri, voci, dicerie, domande senza risposte e la corsa alle nuove tecnologie con progetti da centinaia di milioni di euro finanziati ed alcuni mai terminati con un danno ingentissimo per la regione.

La banda larga? Nelle zone interne dell’Abruzzo non si è ancora vista con ripercussioni spaventose sull’economia specie in tempo di crisi. Il perché è attualmente inspiegabile anche perché in molteplici proclami del duo Del Turco-Quarta il tutto doveva terminare al massimo entro il 2009. Altro aspetto che le indagini dovranno chiarire è quello di un totale capovolgimento delle condizioni di Abruzzo Engineering: ai tempi di Quarta presidente tutto era rose e fiori e grandi finanziamenti e investimenti, progetti e promesse. Con il suo arresto e con l’arrivo del governo regionale di centrodestra il capovolgimento di fronte: profonda crisi finanziaria, dipendenti in mobilità, rischio di licenziamento ed ora persino pericolo di sbaraccamento definitivo con l’estinzione della società.

Che cosa è successo? L’opacità che ha sempre caratterizzato questa società controllata dalla Regione non ha permesso agli abruzzesi di sapere. Ed ancora oggi la giunta regionale mantiene il segreto anche su misteri e domande che riguardano la nuova gestione. Nuova gestione che si sarebbe occupata di progetti relativi alla ricostruzione sul terremoto, i rifiuti, ed altri progetti molto grandi e misteriosi come il Sistri, gestito nella fase più importante dal ministero dell’Ambiente presieduto dal ministro Prestigiacomo.   

Ora Chiodi che non parla agli abruzzesi vorrebbe parlare con il magistrato prima del 2 novembre prossimo, giorno in cui è stata fissata l'assemblea della società che vede come socio di maggioranza la Regione con il 60% delle azioni, e come soci, Selex (Finmeccanica) (30%) e Provincia dell'Aquila (10%).

Chiodi dunque sarebbe preoccupato di una eventuale reiterazione del reato di Ricciardi e potrebbe chiedere un consiglio al pm su come comportarsi. Pericolo di reiterazione del reato peraltro evidenziata anche dal gip e che di solito, in altri casi, è condizione per gli arresti.

Ma probabilmente Chiodi è già a conoscenza di altre indagini su Abruzzo Engineering poiché nei giorni scorsi vi sarebbero state perquisizioni importanti ordinate dal pm napoletano Henry John Woodcock che indaga sulla Finmeccanica e sulla Selex, quella di Sabatino Stornelli, socio di Abruzzo Engineering.

Le inchieste napoletane e quella aquilana si sarebbero per alcuni argomenti sovrapposte e per questo è stato necessario un coordinamento.

Cosa succederà ora?

Difficile dirlo ma dopo averla spremuta come un limone Abruzzo Engineering potrebbe morire.

Non a caso, nell'ordine del giorno del prossimo cda ci sono i seguenti punti: «Eventuali iniziative per la liquidazione della società ovvero per la sua ricapitalizzazione alla luce dei dati del bilancio 2009 di Abruzzo Engineering e dei contenuti della Relazione del Revisore dei conti; subordinatamente al primo punto all'odg, eventuale aggiornamento del Piano Industriale societario e relativa attuazione, con specifico ed esplicito riferimento all'esigenza tecnico - contabile di garantire continuità aziendale per un periodo non inferiore a 12 mesi; eventuali iniziative per la messa in mobilità di tutto il personale dipendente».

La Regione, inoltre, in seguito ad una contestata verifica dei conti affidata al socio privato di Chiodi, Carmine Tancredi, avrebbe bloccato i pagamenti a Selex, pagamenti che lo stesso Presidente ha dichiarato essere gonfiati e frutto di una sospetta frode ai danni di Abruzzo Engineering. La Selex però rivendica ben 20 milioni di euro.

23/10/2010 10.26