Abruzzo Engineering, Ricciardi non lascia. Lunedì riunione del cda

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. E’ stata fissata per lunedì 25 ottobre la riunione del cda di Abruzzo Engineering. Non una riunione di routine.

 

Infatti, si delinea uno scontro tra il Consiglio di amministrazione e il direttore generale della società regionale, Vittorio Ricciardi, coinvolto nell'ambito dell'inchiesta della procura dell'Aquila sulla vendita alla provincia dell'Aquila di Collabora Spa (risalente al 2006), della quale era amministratore delegato e proprietario del 49% delle azioni.

Alla luce del rifiuto di Ricciardi all'invito di autosospendersi dall'incarico fino a quando la vicenda non sarà chiarita formulato dal Cda nella riunione di martedì sera, il presidente di AE, Francesco Carli, ha fissato per il 25 ottobre una nuova seduta con all'ordine del giorno la revoca momentanea del direttore generale.

Nel provvedimento in cui il Gip del tribunale dell'Aquila dispone il sequestro preventivo di una Maserati, due case all'Aquila ed una porzione ad Ischia, di proprietà del manager, l'Ansa riferisce che Ricciardi potrebbe reiterare il reato nel suo attuale ruolo.

L'ordine del giorno del prossimo cda recita "determinazioni in ordine alla eventuale revoca temporanea delle deleghe nei confronti del direttore generale anche in considerazione del contenuto del provvedimento dell'autorità giudiziaria nel procedimento relativo all'attività di Collabora Spa nella parte in cui tale provvedimento riguarda la struttura organizzativa di Abruzzo Engineering".

Ricciardi è indagato insieme ad altre 11 persone, tra cui il presidente del Consiglio comunale dell'Aquila, Carlo Benedetti (Comunisti italiani), e il consigliere comunale Fabio Ranieri (Pd), dipendente di AE. Alcuni devono rispondere di truffa altri di abuso d'ufficio.

Secondo la procura, l'inchiesta è condotta dai pm aquilani David Mancini ed Antonietta Picardi, il prezzo per l'acquisto da parte della Provincia dell'Aquila delle azioni private di Collabora Spa è stato gonfiato secondo artifizi contabili ed intrecci societari.

Una partita importante su Abruzzo Engineering si giocherà il prossimo 2 novembre quando è stata calendarizzata l'assemblea dei soci che dovrà decidere come ripianare le perdite, nel bilancio 2009, di 18,5 milioni di euro, parte dei quali con il socio Selex Service Management, che tra le altre cose ha ricevuto direttamente l’appalto per la banda larga. Di questi lavori però non se ne conosce la sorte né la valutazione della Regione che avrebbe dovuto espletare un controllo profondo della società che si suppone “in House”.

Intanto si continua a registrare il silenzio assoluto sulla vicenda del presidente Chiodi né si conoscono le sorti di una verifica amministrativa avviata sulla gestione passata di Abruzzo Engineering ed affidata al socio di studio del presidente, Carmine Tancredi. Non si conoscono gli esiti del lavoro del consulente anche se Chiodi ha lasciato intendere che sarebbe già a conoscenza di gravi irregolarità.

In particolare nel consiglio straordinario proprio dedicato alla società mista ha denunciato un plurimo scambio di commesse con la lievitazione dei costi tra Abruzzo Engineering e Selex (socio privato). Per questa ragione Chiodi ha annunciato il blocco dei pagamenti alla società controllata da Finmeccanica che pretende ora quasi 20milioni di euro. Cifra probabilmente non dovuta interamente, sembra sostenere Chiodi.

Ma in mancanza di trasparenza, di comunicazione e di pubblicazione di documenti sul web uteriori dettagli rimangono oscuri.

22/10/2010 8.28