La riforma: un ente pubblico al posto dei consorzi industriali

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L'ipotesi è «un ente unico pubblico economico che accorpi i sette consorzi industriali».
 

All'ente pubblico economico sarebbero lasciate specifiche competenze nel campo dei servizi alle imprese. L'articolato della bozza di riforma dei consorzi industriali è stato illustrato questa mattina alle parti sociali dall'assessore allo Sviluppo economico, Alfredo Castiglione.

«Tutti hanno capito che su questo argomento bisogna cambiare marcia - ha dichiarato l'Assessore - e noi vogliamo dare a questa aspirazione per l'Abruzzo, dopo vent'anni di dibattiti e discussioni, una sostanza approvando, speriamo entro novembre, un disegno di legge da portare all'esame del Consiglio regionale».

 Secondo l'assessore Castiglione, l'idea di riforma dei consorzi industriali «che deve comunque tener conto di enormi cavilli tecnico-giuridici, per i quali, per esempio, non si potrà procedere ad una liquidazione ma solo ad un accorpamento, è tutta rivolta a offrire servizi alle imprese e ad interfacciarsi con altre realtà associative come i nascenti poli di impresa e i cluster. Va da sé che l'organico attuale dei consorzi sarà garantito».

Nel corso dell'incontro con le parti sociali sono state fornite cifre sia sull'attuale situazione economica dei consorzi, con perdite totali annue di circa 3-4 milioni di euro, salvo i due consorzi nella provincia di Chieti, e sia sul piano dell'assegnazione delle aree industriali. Su quest'ultimo aspetto si è appreso che le assegnazioni fatte sono in ragione di undici nel Vastese, di sette nel Sangro, di cinque a Teramo, di uno ad Avezzano. Nessuna assegnazione è stata fatta a Sulmona e Pescara. I consorzi industriali sono attualmente sette, tre in provincia dell'Aquila, due in provincia di Chieti, uno a Teramo e uno a Pescara.

 L'ente pubblico economico, ha spiegato Castiglione, «rimarrà saldamente nelle mani della Regione e si servirà di sedi territoriali periferiche con le quali definire standard e modalità di erogazione dei servizi a livello locale».

 Gli obiettivi generali della riforma coniugano la salvaguardia ambientale con la pianificazione territoriali e la competitività delle imprese.

«Certo - ha evidenziato l'Assessore - i profondi cambiamenti strutturali dei mercati hanno chiuso l'epoca dei grandi impulsi finanziari di matrice statale e pubblica ma, proprio per questo, dobbiamo energicamente puntare sulla certezza dei tempi di localizzazione ed autorizzazione così come sulla garanzia della fornitura dei servizi essenziali in tutte le aree produttive, sull'incremento delle capacitò competitive dei territori e delle aree produttive».

 In relazione ai tempi della nuova legge di riforma, Castiglione ha auspicato una «ragionevole tempestività nell'iter: l'obiettivo è che si possa arrivare a primavera con il testo definitivo approvato in Consiglio regionale e proseguire nei restanti tre anni del nostro mandato a chiudere il quadro normativo regionale in materia di politiche industriali, del quale non sono secondari l'attivazione dei poli d'impresa e dei cluster, anche per intercettare i fondi comunitari».

 L’idea dunque è quella di accorpamenti e non cancellazioni.

«L’Abruzzo non perderà lo strumento Consorzio Industriale, ente pubblico economico, ma lo riorganizzerà profondamente», commenta Roberto Campo della Uil, «per quanto riguarda le funzioni programmatorie ed urbanistiche dei Consorzi Industriali, le parti lavoreranno ad una soluzione che salvaguardi la dimensione sovra-comunale ed eviti sovrapposizioni di competenze».

La Uil Abruzzo ha espresso apprezzamento per lo sforzo di convergenza in atto.

«Ora bisogna concretizzare», ha concluso Campo, «i molti aspetti innovativi della riforma, per quanto riguarda il potenziamento dei servizi tradizionali ed innovativi, la copertura dell’intero territorio regionale, la riduzione del numero dei consorzi, la garanzia di standard omogenei, la contribuzione universale, la chiusura dei commissariamenti, il ripristino della vita democratica, il rafforzamento della partecipazione delle imprese».

 21/10/2010 8.29