Le lotte di potere a Canistro dietro la tassa sull’acqua minerale di 0,30 euro

Alessandro Biancardi

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sorgente SAnta Croce

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ABRUZZO. La Regione ha approvato ieri la tassa sull’acqua minerale. Si tratta di un prelievo di 0,30 euro per ogni metro cubo di acqua imbottigliata.

 

Pari pari cioè ad euro 0,0003 per litro, che equivalgono a circa mezza lira del vecchio conio, un valore che oggi l’euro nemmeno riconosce. Insomma come spaccare il capello in quattro.

Tanto rumore per nulla? Trattandosi di acqua, il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno? Le reazioni alla decisione vanno dalla soddisfazione dell’assessore Alfredo Castiglione alle critiche di Carlo Costantini, Idv, e di Maurizio Acerbo, Rc, fino alla posizione mediana di Camillo D’Alessandro, Pd.

«E’ vero: la finanziaria prevedeva non da oggi un canone di 1 euro a metro cubo – spiega Castiglione – è successo il finimondo: ma come, volete far chiudere la Guizza a Popoli e la Santa Croce a Canistro? Noi non vogliamo far chiudere nessuno, tanto più che c’è stato pure il terremoto e la crisi economica si sente. Insomma abbiamo dovuto mediare e siamo arrivati a 0,30 centesimi per metro cubo, legando il taglio della tassa al mantenimento dei livelli occupazionali. Se gli operai oggi in forza vengono licenziati, salta lo sconto».

«Questa legge è una porcata – incalza Carlo Costantini, Idv - perché introduce un precedente pericolosissimo, non solo per il settore. Si accetta il principio che il ricatto occupazionale possa consentire alle imprese di condizionare l’attività legislativa della Regione. Da oggi la legge in Abruzzo non è più uguale per tutti. Generosa nei confronti di chi può condizionare la politica. Indifferente nei confronti di chi, in quanto vittima predestinata del sistema, non ha il potere di condizionare nessuno». «Un regalo alle imprese che imbottigliano»: così definisce la legge Maurizio Acerbo, Rc, che aggiunge: «La santa alleanza Pdl, Pd, Udc ha ricalcato il tradizionale trasversalismo che ha caratterizzato la nostra politica regionale quando si trattava di correre in soccorso di qualche lobby, dalla sanità ai rifiuti all’edilizia, con il pretesto di salvaguardare i livelli occupazionali. La Regione rinuncia a entrate preziose per non disturbare imprese che per anni hanno realizzato profitti giganteschi senza nulla pagare alla comunità». «Noi abbiamo votato solo perché la riduzione del canone è temporaneo e durerà solo tre anni – spiega Camillo D’Alessandro, Pd – abbiamo chiesto anche a Chiodi di farsi promotore di un canone uguale per tutte le Regioni per evitare concorrenze e squilibri».

 DIETRO LA GUERRA DELL’ACQUA, LE LOTTE DI POTERE A CANISTRO

 Come spesso accade, le polemiche distraggono i cittadini che si comportano come gli ultra del calcio, senza approfondimenti e senza molta razionalità. In realtà il dibattito sull’acqua va avanti da anni e deve fare i conti con chi vorrebbe appropriarsi di questo bene pubblico, realizzando profitti privati. Detto solo così, il quadro non tiene conto che gli imbottigliatori sono imprenditori che investono e rischiano. Quindi un giusto profitto non è da condannare. La via mediana era ed è quella delle royalties, cioè di quanto – come nel caso del petrolio – chi estrae il liquido deve pagare al territorio dove ci sono gli impianti di estrazione (per il petrolio) ed in questo caso di imbottigliamento (per l’acqua). E’ la strada che persegue da anni il sindaco Angelo Mariani, che è riuscito ad ottenere che qualche euro arrivi anche a Canistro, in Valle Roveto, dove si capta l’acqua Santa Croce.

Questa entrata sarà l’unica àncora di salvezza per le casse comunali, quella che consentirà al Comune di salvare i servizi sociali e la vita amministrativa. Tutti d’accordo dunque? Non proprio.

La vicenda si è trasformata in una lotta di potere locale, tra chi appoggia l’imprenditore della Santa Croce, chi lo avversa e chi cerca solo una reciproca collaborazione. Il dibattito prima si è arenato sulla definizione della tassa: un prelievo solo per tutta l’acqua “emunta” (cioè per tutta quella prelevata) oppure solo per l’acqua imbottigliata, che è sicuramente di meno? Poi sono sorte le contestazioni di chi ha temuto o fatto temere che la tassa avrebbe ridotto sul lastrico gli imprenditori (che tra l’altro già pagano in molte regioni d’Italia), anche se in realtà la mezza lira ogni litro imbottigliato è un prelievo quasi ridicolo. Infine l’acqua è diventata anche occasione di scontro politico locale, con i sindacati Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil che hanno sollecitato la difesa dei livelli occupazionali, coinvolgendo però stranamente l’assessore regionale ai Lavori Pubblici Angelo Di Paolo, che non ci azzecca nulla con l’acqua, salvo essere stato a suo tempo sindaco di Canistro. Un comportamento incomprensibile da parte dei sindacati, che da tempo hanno superato il vecchio collateralismo, e che però continua.

Anche l’incontro alla Regione dell’11 ottobre scorso – dove è stato raggiunto l’accordo per i 30 centesimi a litro - è stato organizzato dalla segreteria dell’assessore Di Paolo (fax di invito firmato dal suo segretario). Tra l’altro, come abbiamo già riferito, a questo incontro non erano stati invitati né il sindaco di Canistro, né i consiglieri provinciali di opposizione della Valle Roveto che solo a forza sono riusciti a partecipare alla riunione. A dimostrazione che il collateralismo è duro a morire, pochi giorni fa i sindacati hanno inviato una lunga lettera in cui l’approvazione della tassa viene legata non alla concertazione di tutti gli enti interessati, ma all’iniziativa dell’assessore Di Paolo. Il che non farà contenti nè Castiglione né il collega Paolo Gatti, assessore al lavoro. Insomma la guerra dell’acqua, dietro il paravento della salvaguardia degli 80 posti di lavoro, nasconde una questione di potere locale in cui si stanno predisponendo le posizioni per la prossima campagna amministrativa al Comune. Con il sindaco uscente Mariani che si è rafforzato con l’arrivo delle royalties e con l’assessore Di Paolo un pò in difficoltà sia nei rapporti con la Santa Croce per vecchie ruggini con il nuovo proprietario, sia per le sue improvvide dichiarazioni sulla prostituzione da combattere, tagliando la vegetazione sulla strada della Bonifica del Tronto. Canistro che c’entra? Anche qui c’è tanta vegetazione, boschi di castagni, verde attorno alle sorgenti del Parco Sponga e non solo. Non si sa mai…

 Sebastiano Calella  20/10/2010 9.36