La nuova bufera su Abruzzo Engineering: ecco tutti gli indagati

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

8822

L'AQUILA. Ieri una nota piccata del presidente Francesco Carli che criticava titoli e tagli dei giornali, errati a suo dire, perché puntavano sulla società mista che presiede: Abruzzo Engineering.

CARLO BENEDETTIL'AQUILA. Ieri una nota piccata del presidente Francesco Carli che criticava titoli e tagli dei giornali, errati a suo dire, perché puntavano sulla società mista che presiede: Abruzzo Engineering.

 

In tarda serata tuttavia la agenzia Ansa pubblica i nomi di tutti i 12 indagati nell’inchiesta ultima che ha scosso le fondamenta (è il caso di dirlo) di Abruzzo Egineering e nell’ipotesi accusatoria si sostiene che le irregolarità (truffe) nella fattispecie sono iniziate ancor prima che la stessa società di oggi fosse nata.

Gli inquirenti, infatti, hanno dimostrato come nella fase embrionale della costituzione di Abruzzo Engineering vi fossero stati «bilanci truccati» per consentire l’aumento delle quote della società privata Collabora spa che poi sono state cedute (e pagate) dalla provincia dell’Aquila. Questo passaggio di quote segnerà l’inizio del lungo processo di creazione della società poi tanto decantata da Del Turco e presieduta da Quarta fino al suo arresto.

Tra gli indagati spicca anche il presidente del Consiglio comunale dell'Aquila, Carlo Benedetti.

Il 48enne avvocato aquilano, esponente dei comunisti Italiani, all'epoca dei fatti era presidente del Consiglio di amministrazione di Collabora Spa, poi, dopo l'acquisizione da parte dell'Ente diventata Euroservizi. Le indagini condotte dalla guardia di Finanza hanno portato la procura della Repubblica a chiedere il sequestro preventivo di beni per un valore di circa 315mila euro, tra cui una Maserati, due case all'Aquila ed una porzione ad Ischia, all'ex amministratore delegato ed ex proprietario del 49% delle quote di Collabora Spa, Vittorio Ricciardi, attuale direttore generale di Abruzzo Engineering.

Abruzzo Engineering è società considerata in house della Regione Abruzzo (60% Regione, 30% Finmeccanica e 10 Provincia dell'Aquila), nata dalle ceneri di Collabora Engineering.

Le altre persone iscritte nel registro degli indagati, oltre naturalmente al 67enne Ricciardi, sono i componenti del Cda Fabio Ranieri 40 anni, consigliere comunale del Pd ed attuale dipendente di AE, e Quirino Bisegna, 53 anni, ed i componenti del collegio sindacale Carla Mastracci, 43 anni, attuale dirigente amministrativo di Abruzzo Engineering, Ludovico Presutti, 46 anni, Maria Vittoria Bressan, 69 anni ed Omero Martella 48 anni. Queste sei persone, insieme a Benedetti e Ricciardi, sono accusati di truffa in concorso tra loro. Sono accusati di abuso d'ufficio invece i tre dirigenti Giovanni Di Pancrazio, 55 anni, ex direttore generale della Provincia dell'Aquila ed attuale dirigente del comune dell'Aquila, Vincenzo Mazzotta, 44 anni, indagato per il crollo del convitto nazionale, Michela Leacche, 45 anni, e il funzionario Andrea Gentileschi, 36anni.

Questi ultimi chiederanno di essere ascoltati al più presto dai magistrati ritenendosi non solo estranei ai fatti ma anche parti lese.

I rilievi sono legati al fatto che le quote societarie di Collabora Spa, costituita per la gestione di servizi per l'impiego, partecipata per il 51% dalla Provincia dell'Aquila e per il 49% da un'azienda privata, Sviluppo Lavoro, secondo i finanzieri riconducibile a Ricciardi, sono state cedute all'ente pubblico, all'atto della trasformazione "in house" avvenuta nel 2006, ad un prezzo sovrastimato, attraverso artifizi contabili con le persone in oggetto che si sono rese responsabili dei reati di truffa e falso in bilancio.

La frode avrebbe consentito l’arricchimento personale ai danni dell’ente pubblico Provincia che è dunque parte lesa.

20/10/2010 7.35

* LA NUOVA INCHIESTA