Precari Abruzzo, Cgil Fp: «un migliaio di lavoratori a rischio»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Al 31 dicembre potrebbero essere licenziati circa un migliaio di precari della Pubblica Amministrazione impiegati nella sanità, scuola dell’infanzia, servizi sociali, centri per l’impiego, l'ambiente.

 

Monia Pecorale responsabile Lavoro Cgil Fp Abruzzo e Carmine Ranieri segretario generale Cgil Fp Abruzzo lanciano l'allarme: «si tratta di una vera e propria emergenza che mette a repentaglio la garanzia e la continuità dei servizi pubblici erogati ai cittadini. Le varie disposizioni di legge emanate dal Governo, in particolare  la  legge 150/09 ed il decreto legislativo 78/10, nonché le scelte scellerate di alcune Amministrazioni locali avranno, infatti, conseguenze negative molto gravi sia sul piano qualitativo e quantitativo dei servizi prestati sia per ciò che attiene i livelli occupazionali del personale precario».

L’effetto di tali norme sarà, secondo la Fp Abruzzo, quello di compromettere il regolare svolgimento di servizi essenziali «perché i precari che li assicurano non solo non saranno stabilizzati ma, probabilmente, saranno barbaramente espulsi».

Di fronte a questa situazione il sindacato ha organizzato per mercoledì 20 ottobre alle ore 15.30, l’assemblea regionale pubblica dei precari della Regione Abruzzo – Ente Regione Abruzzo e i suoi enti strumentali, sanità, enti locali. Sono invitati i precari che sono ancora dentro il percorso della stabilizzazione, quelli già “licenziati”, quelli che usciranno e quelli che rimarranno a lavorare, i cittadini e i rappresentanti della politica.

L’iniziativa di mercoledì si svolgerà nella sala Figlia di Iorio della Provincia di Pescara, «luogo simbolo», commentano Pecorale e Ranieri, «della “cacciata” di 60 precari a fine settembre».

Interverranno il segretario nazionale della Fp Cgil, Fabrizio Fratini e il segretario del Dipartimento Mercato Lavoro della Fp Cgil nazionale, Gian Guido Santucci.

Si affronterà il fenomeno analizzando la situazione attuale, le prospettive e le soluzioni future. Si costituirà il coordinamento Cgil dei precari a livello nazionale. «L’obiettivo principale», spiegano ancora gli ideatori, «è di rimettere al centro del dibattito politico regionale e nazionale il fenomeno del precariato per reali e stabili prospettive di lavoro, per dare continuità ai servizi pubblici, per continuare a garantire servizi pubblici di qualità, per dire basta alla precarietà del lavoro e, conseguentemente per ribadire che nel pubblico impiego si deve poter accedere solo per concorso pubblico».

Quello abruzzese sarà il primo dei coordinamenti regionali dei precari. Insieme agli altri che si costituiranno nelle altre regioni italiane, dovranno avviare una piattaforma generale sul precariato della Funzione Pubblica che sia pronta ad affrontare l’Assemblea Nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori precari che si terrà nei prossimi mesi.

19/10/2010 9.07