Inchiesta appalti, Verdini non va dai pm. Rossini: «non posso costringerlo»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Verdini non si presenta all'interrogatorio? Bene, è un suo diritto. Essendo un deputato, non posso costringerlo a venire».
 

Così il procuratore capo dell'Aquila, Alfredo Rossini, anche procuratore distrettuale antimafia, ha commentato la decisione di non sottoporsi alle domande dei Pm presa dal parlamentare Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, convocato per l'interrogatorio di questa mattina nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per il G8 e la ricostruzione post terremoto.

L'interrogatorio era stato richiesto a seguito di alcune risultanze investigative. Secondo gli inquirenti, infatti, l'esponente del Pdl avrebbe mentito nel corso di un precedente interrogatorio perchè «ha avuto rapporti societari con l'imprenditore Riccardo Fusi fino alla fine di giugno 2007» e non fino al 1995-96 come ha raccontato.

Un fatto che per chi sta indagando non è di poco conto dal momento che proprio Fusi dopo il terremoto otterrà 4 appalti per la ricostruzione.

Il procuratore, «solo a livello generale, non in riferimento alla vicenda Verdini», ha chiarito che «l'interrogatorio è anche un'opportunità per la difesa, che può spiegare le proprie ragioni e dare elementi per chiarire la posizione degli indagati».

Verdini è indagato con l'ipotesi di reato di abuso d'ufficio insieme all'imprenditore Riccardo Fusi, presidente dimissionario della Btp, e all'imprenditore aquilano Ettore Barattelli, ex vice presidente dell'Ance dell'Aquila.

Anche Fusi e Barattelli sono stati convocati per oggi e saranno ascoltati saranno dal procuratore capo Rossini e dal sostituto Olga Capasso, magistrato della direzione nazionale antimafia distaccata all'Aquila per rafforzare la squadra che lavora alle possibili infiltrazioni mafiose negli appalti per la ricostruzione post sisma.

Le indagini della Procura Distrettuale Antimafia sono tese a provare, oltre all'abuso d'ufficio, anche la corruzione.

Secondo l'accusa, Fusi e Barattelli, che insieme ad altre due imprese aquilane - Vittorini Emidio ed Equizi-Marinelli - dopo il terremoto, hanno costituito il consorzio "Federico II", sono riusciti ad aggiudicarsi appalti grazie ai buoni rapporti intrattenuti con personaggi politici nazionali, tra i quali Verdini.

Tra le risultanze delle intercettazioni c'é anche l'episodio di un incontro degli imprenditori con l'abruzzese Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri.

Nei giorni scorsi in una intervista al Corriere della Sera Fusi ha spiegato i suoi rapporti con Verdini chiarendo «siamo amici non soci».

L'imprenditore sostiene che non è strano appoggiarsi agli esponenti politici per lavorare: «Perché», domanda, «la Lega non ha le sue aziende? E il Pd non ha le Coop? Non ci vedo nulla di male. Per tornare all'inchiesta sulla Scuola Marescialli: parlo con Altero Matteoli tramite Verdini. Non vedo il problema»

Così fan tutti? «In Italia», risponde «tutto il mondo degli appalti gira intorno ad associazioni, conoscenze, consorterie, perché non dovrei girarci anch'io?»

Nelle scorse settimane nell'ambito della stessa inchiesta sono stati ascoltati come persone informate sui fatti Guido Bertolaso e il presidente e commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi. Quest'ultimo ha ribadito di non aver avuto alcun contatto con l'imprenditore Fusi al di là della telefonata passata da Verdini e ha ribadito ai magistrati di «non aver mai ricevuto da quest'ultimo sollecitazioni in nessun senso». A luglio, invece, l'imprenditoreBarattelli smentì ogni ipotesi di una cricca degli appalti in terra d'Abruzzo.

 18/10/2010 8.43

«GUAI FAMIGLIA», BARATTELLI NON VA DA PM 

Nemmeno l'imprenditore Ettore Barattelli, 42enne presidente del Consorzio Federico II, si è presentato davanti ai Pm della procura distrettuale antimafia dell'Aquila per l'interrogatorio in programma stamani nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per il G8 dell'Aquila e per la ricostruzione post terremoto. Il motivo è legato al grave problema di salute che ha colpito la madre di Barattelli nella giornata di sabato. «Non sono sereno per affrontare l'interrogatorio a causa del cataclisma che ha colpito la mia famiglia - spiega l'imprenditore -. Sono sempre stato a disposizione, chiedo qualche giorno di pazienza per i miei problemi familiari. Nel giro di una settimana sarò davanti ai Pm per chiarire ancora una volta la mia posizione. Ho fiducia nella magistratura, ma non posso che ribadire la mia estraneità ai fatti che mi sono contestati». Barattelli, infine, sottolinea che la sua assenza non è assolutamente da mettere in relazione con decisioni di altri indagati: «Non vorrei venissero fatti accostamenti, non sono presente per gravi motivi familiari». Il riferimento è all'assenza di uno dei coordinatori nazionali del Pdl, il parlamentare Denis Verdini.

18/10/10 12.01