Venturoni torna a fare l'assessore ma deve restare nel comune di Teramo

Alessandro Biancardi

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VENTURONI IN CONSIGLIO

VENTURONI IN CONSIGLIO

L'AQUILA. La Regione Abruzzo ha di nuovo un assessore alla Sanità. Lanfranco Venturoni torna operativo quasi al 100%.*TUTTO SULL'INCHIESTA SUI RIFIUTI "RE MIDA"

 

Il gip del tribunale di Pescara ha disposto per lui l’affievolimento della misura cautelare degli arresti domiciliari trasformandoli in obbligo di dimora, cioè l’obbligo di rimanere all’interno del comune di residenza, Teramo.

Così Venturoni dopo la bufera degli arresti con Rodolfo di Zio nell’ambito della inchiesta sui rifiuti “re Mida” torna in sella e assessore a tutti gli effetti.

Con la revoca dei domiciliari sono venute meno le cause della sospensione dalle cariche, scattata per via della misura di custodia cautelare. Per l'obbligo di dimora non é prevista la sospensione. Venturoni torna anche a ricevere l'indennità piena, visto che nel corso della sospensione la legge prevede una sensibile riduzione.

Era stato lo stesso presidente del Consiglio regionale abruzzese, Nazario Pagano, a comunicare la sospensione nella seduta del Consiglio successiva all'arresto. Venturoni, che non ha mai presentato le dimissioni, allo stato non può partecipare alle sedute di Consiglio e di Giunta che si svolgono, secondo lo Statuto regionale, a L'Aquila e a Pescara.

I legali dell'assessore, che ha sempre rigettato le accuse di corruzione, stanno approfondendo la questione. La situazione potrebbe sbloccarsi e, con una richiesta al giudice, Venturoni potrebbe ottenere un permesso per partecipare alle giunte. Il presidente Chiodi però si è già detto disponibile per risolvere eventuali problemi e reintegrare a tutti gli effetti il suo assessore preferito. Intanto con l’affievolimento della misura cautelare non termina l’inchiesta che, anzi, va avanti con altri filoni mentre si mettono a fuoco ulteriori particolari dei filoni già noti.

Venturoni potrà ora tornare ad occuparsi di tutti gli affari inerenti il suo assessorato ma dovrà fare i conti con gli avversari politici che già ne hanno chiesto le dimissioni permotivi di opportunità.

Secondo la procura di Pescara Lanfranco Venturoni ai tempi della Team, quando era presidente del consiglio di amministrazione, ma anche più recentemente, avrebbe in diversi modi favorito le imprese di Di Zio con il fine di svuotare la Team a favore della Deco spa.

L'inchiesta della procura di Pescara che va avanti da circa due anni si basa essenzialmente sulle intercettazioni utilizzate dagli inquirenti per poi avviare i sequestri mirati della documentazione. Secondo l'accusa l'assessore alla Sanità si era fatto garante affinché l'affare di un termovalorizzatore potesse andare in porto senza alcuna gara pubblica. Le ultime trattative risalirebbero al luglio del 2009, quando Venturoni era già assessore di Chiodi in tutt'altro campo, e insieme ai Di Zio avrebbe cercato di coinvolgere una ditta di Milano, la Ecodeco spa, che avrebbe dovuto fornire gratuitamente alla Deco dei Di Zio (partecipata Team) la tecnologia necessaria, all'avanguardia, per la costruzione dell'impianto. Gli inquirenti hanno calcolato un risparmio di circa 5 milioni di euro per il privato. In cambio la società milanese avrebbe ricevuto la garanzia di poter partecipare al business ricevendo l'assicurazione di avere direttamente l’appalto tramite una società a cui avrebbero partecipato i Di Zio e la Ecodeco srl. La società individuata era la consortile Abruzzo Energia.

Un altro assessore regionale, Daniela Stati, si era invece dimessa prima che si potesse applicare il provvedimento chiesto dalla procura di interdizione nell'ambito di un filone aquilano della stessa inchiesta sui rifiuti.

18/10/2010 7.35