Ci risiamo, debiti della sanità gonfiati, fatture "aggiustate" e zeri che compaiono

Alessandro Biancardi

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FRANCO CARAMANICO

FRANCO CARAMANICO

ABRUZZO. “E io pago”… Ci vorrebbe un altro Totò per raccontare lo sconcerto di fronte alla relazione del Gruppo di lavoro per la certificazione dei debiti sanitari.

Uno stesso debito certificato tre volte, tariffe moltiplicate per 10, qualche zero aggiunto per far diventare milionari importi molto più modesti. Sono solo alcuni degli errori riscontrati durante il controllo dei debiti sanitari presentati dalle Asl abruzzesi.

Neppure una novità viste le inchieste giudiziarie recenti. Il tutto mentre per i debiti – a questo punto forse solo presunti e comunque gonfiati – i cittadini pagano il ticket e le addizionali Irpef ed Irap. Una vergogna, se ci fossero riscontri più ampi di quelli che denuncia il consigliere Franco Caramanico, Pd, che ha sollecitato da mesi questo lavoro di ricognizione. Il problema è che si tratta solo di una parte dei debiti accumulati fino al 2006, quasi tutti dalla Giunta Pace. Tolti di mezzo gli oltre 900 milioni già cartolarizzati (chi ha avuto, ha avuto …) l’esame è stato effettuato solo sui restanti milioni di deficit.

Nel recentissimo documento di programmazione economico-finanziaria 2010-2012 si legge testualmente: «nel corso degli ultimi anni, il debito, partito dai 173 milioni degli anni 1995-2000, per effetto del cumularsi dei disavanzi annui è arrivato a fine 2006 alla cifra di 2.309 milioni di euro, che costituiscono il 66% del debito regionale complessivo». Un debito accumulato per le disinvolte gestioni dei manager di nomina politica che spesso sono stati coinvolti in vicende giudiziarie di tangenti e di favoritismi di tutti i tipi.

Errori che si ripetono pericolosamente con sistematicità se è vero che anche nel mucchio di debiti cartolarizzati con la prima e la seconda operazione finanziaria sono state messe dentro cifre gonfiate e in parte non dovute. Un errore che scontiamo noi cittadini e continueremo a scontarlo per altri 30 anni senza che vi sia stata una vera e propria presa di posizione sullo specifico argomento che è pur sempre la base per poter tagliare e chiudere gli ospedali…

Intanto, si legge nel documento di programmazione, «i disavanzi delle Asl hanno mostrato una riduzione a partire dal 2007, per effetto del Piano di rientro dai debiti. In sostanza oggi i deficit sanitari, che erano di circa 170-250 milioni annui per poi raddoppiare a partire nel 2005 anno in cui hanno sfiorato i 470 milioni, da allora hanno subìto una forte inversione di tendenza, scendendo per la prima volta sotto i 100 milioni nel 2009». E da 2 miliardi e 650 milioni, a fine 2009 il debito è sceso a 2 miliardi e 250 milioni.

FATTURE MILIONARIE INESISTENTI CERTIFICATE PER TRE VOLTE

Ma quante sono quelle che Caramanico chiama: «fatture sospette»?

 In realtà più che sospette erano fatture proprio false o falsificate o inesistenti. L’unico fatto rassicurante, di tutta questa vicenda, è che molte di queste fatture sono state identificate al momento del pagamento perché il settore Bilancio si era già insospettito ed ha bloccato i pagamenti.

«Due sono gli errori più eclatanti: la Asl di Teramo ha certificato per tre volte il debito di  4.777.333,60  relativo alla fattura n. 863 del 31 dicembre  2006, emessa dal fornitore Marifarma srl, mentre l’importo era pari a 477.333,10.  Altro caso da chiarire è quello che riguarda la Asl di Pescara, la quale ha certificato un debito di  5.600.000 euro al fornitore Villa Pini mentre invece questo debito, alla data del 31 dicembre 2006, si rivela inesistente».

 Ma si è proprio sicuri che tutte le cifre sballate non siano state pagate? Dalla relazione sulla verifica del Gruppo di Lavoro per la Certificazione dei debiti sanitari, si comprende che le procedure di ricognizione e di certificazione, seppure informatizzate, necessitano di controlli più approfonditi e più frequenti.

«Il resoconto del Gruppo di lavoro – spiega Caramanico -  fa emergere dati che necessitano di un chiarimento da parte degli organismi preposti, tanto più che  lo stesso Gruppo di lavoro non ha riscontrato una collaborazione attiva da parte delle Asl, le quali non hanno supportato il procedimento di certificazione dei debiti in modo adeguato. Tra l’altro il loro impegno – continua Caramanico - è stato discontinuo e spesso poco interessato, e i dati forniti sono stati riveduti spesso. Chiediamo perciò che il presidente Chiodi faccia partire un’indagine interna per chiarire come siano potuti avvenire simili errori e per accertare eventuali responsabilità da parte dei dirigenti e dei funzionari degli uffici preposti».

CARAMANICO: «SCARSA COLLABORAZIONE DA PARTE DEI FUNZIONARI ASL»

Sotto accusa, secondo questo documento, soprattutto le Asl di Teramo, L’Aquila e Pescara, mentre Chieti sembra meno inquinata. Il tutto nasce da un’esigenza di fare chiarezza, dopo il rimpallo delle responsabilità tra centrodestra e centrosinistra: “il debito lo hai fatto tu” oppure “no, sei tu che lo hai reso così pesante”.

«Allora - spiega Franco Caramanico  - tra marzo e aprile scorsi per ricostruire la storia del debito, ho chiesto a Nicoletta Verì, presidente della quinta Commissione regionale che si occupa di sanità, di procurare un pò di documentazione e la relazione al Bilancio. Abbiamo iniziato da quando il disavanzo è esploso e cioè con la Giunta Pace. L’esame della fatture ha rivelato fatti sconcertanti. Serve maggiore chiarezza». E se alla fine i tanto strombazzati debiti che hanno strangolato l’economia abruzzese fossero, per assurdo, inesistenti? Più che una Regione “canaglia” l’Abruzzo sarebbe stata per alcuni la “Regione di Bengodi”. Gli altri, cioè tutti quelli che pagano ticket e tasse, sarebbero invece tanti Calandrino, cioè cittadini fessacchiotti o polli da spennare.

Sebastiano Calella    15/10/2010 8.47

LA PRECISAZIONE DI MARIFARMA:«A NOI PAGATO L’IMPORTO DELLA FATTURA».

La ditta Marifarma citata da Caramanico a proposito di una fattura alla quale la Asl di Teramo sembra aver aggiunto uno zero precisa che «la fattura n. 863 del 31/12/2006 è stata regolarmente pagata dalla Asl di Teramo per € 477.333,60  con mandato n.11055 (Bonifico del 29/12/2008)  della banca Tercas. L’importo di tale mandato pari a € 656.480,40 comprende il pagamento delle seguenti fatture: fattura n. 863 del 31/12/2006 €  477.333,60, fattura n. 865 del 31/12/2006  €139.620,00, fattura n. 867 del 31/12/2006  € 39.526,80, per un totale appunto di € 656.480,40».

La società si dice estranea a quanto detto da Caramanico e riportato nell’articolo.

16/10/2010 8.45