Consiglio Regionale, nuovo regolamento: sì all'inno no al voto elettronico

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Con l'entrata in vigore del nuovo regolamento del Consiglio regionale d'Abruzzo, modificato dopo 33 anni, le sedute saranno aperte dall'Inno di Mameli.

 

E' stato, infatti, approvato all'unanimità l'emendamento presentato dal consigliere del Pdl e assessore al Lavoro, Paolo Gatti, e firmato poi dai componenti di Pdl, Udc e Fli. «Secondo me è una buona cosa, siamo la prima Regione in Italia», ha commentato Gatti, «dopo che il primo Comune è stato Roma. Non sembra un'iniziativa fuori tema, anzi direi proprio al passo con i tempi».

Alla votazione del nuovo regolamento sui lavori del Consiglio regionale non ha partecipato per protesta il capogruppo di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, il quale, sia pure d'accordo con l'impianto generale della riforma, ha abbandonato l'aula dopo la bocciatura del suo emendamento sull'introduzione del sistema di voto elettronico, su cui «erano d'accordo molti consiglieri», ma che alla fine non è stato approvato per l'intervento del presidente del Consiglio, Nazario Pagano.

«La Regione Abruzzo», ha spiegato Acerbo per far capire la validità della sua iniziativa, «è tristemente nota per una lunga tradizione di votazioni su provvedimenti a dir poco controversi, solitamente definiti 'porcate', che sono stati approvati senza che poi si potessero conoscere nomi e cognomi di chi aveva espresso il proprio voto a favore. Impossibile tenere il conto dei milioni di euro dilapidati per anni o delle norme assurde di cui non si è potuto mai con certezza individuare i responsabili. Da anni Rifondazione Comunista denuncia questo scandalo alla luce del sole».

«Dall'inizio di questa legislatura - prosegue l'esponente del Prc - ho segnalato al presidente Pagano la questione, ma in Consiglio si continua a votare per alzata di mano. Debbo constatare che questa riforma minimale ha incontrato un'aperta contrarietà del presidente Pagano, che ha esercitato tutta la sua influenza nel determinare il voto contrario della maggioranza. E' incredibile che nella Regione Abruzzo trovino ostacoli provvedimenti elementari di trasparenza».

 

MENO SPAZIO ALLA DISCUSSIONE

 

Tra le altre cose, i 164 articoli limitano gli spazi per l'ostruzionismo delle opposizioni attraverso la presentazione di emendamenti e sub emendamenti e riducono i tempi della discussione; in sostanza sarà più difficile presentare istanze all'ultimo momento.

Numerose le novità: scende da 4 a 2 ore il limite massimo per la discussione generale; da 20 a 10 minuti il tempo per ciascun consigliere per la discussione sulle linee generali dei provvedimenti; da 10 a 5 oppure da 3 a 5 minuti il tempo per gli interventi relativi alle diverse questioni sollevate in aula.

Nuove disposizioni anche sulla presentazione degli emendamenti per scongiurare le cosiddette "norme intruse" e porre un freno alla pratica dell'ostruzionismo.

I gruppi consiliari, a partire dalla prossima legislatura, dovranno essere composti almeno da tre consiglieri. Un provvedimento per bloccare il proliferare di monogruppi consiliari, anche se è prevista la scorciatoia dell'adesione al Gruppo Misto o alla "federazione dei gruppi", per creare gruppi con meno di tre consiglieri.

A inizio legislatura, inoltre, è possibile costituire gruppi consiliari composti da uno o due consiglieri solo se questi sono eletti in liste circoscrizionali che abbiano partecipato alla tornata elettorale in tutta la regione.

Inoltre è stato approvato un odg del consigliere Pdl Ricardo Chiavaroli per avviare uno studio di fattibilità affinché nel più breve tempo, nell’Aula consiliare, tutte le postazioni del Consiglio Regionale (banchi dei Consiglieri, banchi della Giunta, banchi dei funzionari) siano dotate di idonee postazioni video e terminali telematici da utilizzare durante i lavori d’aula.

Dalla postazione dovrà essere possibile ricevere e visualizzare tutti i documenti relativi alla seduta di consiglio (ordine del giorno, progetti di legge, provvedimenti amministrativi, emendamenti,ecc.) che oggi sono prodotti su carta .

«In questo modo», ha spiegato Chiavaroli», modernizzeremo, renderemo più celeri ed efficaci i lavori, e si ridurrà anche quanto più possibile il consumo superfluo di carta»

13/10/2010 9.52