Cram, a novembre il Consiglio regionale degli Abruzzesi nel mondo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Nei giorni 1, 2 e 3 novembre si riunirà a Buenos Aires il Consiglio Regionale degli Abruzzesi nel Mondo (CRAM).

 

Il Cram non può essere definito un parlamentino in quanto non ha facoltà di decidere ma solo di discutere e dare pareri su quello che dovrebbe essere il rapporto tra la Regione ed il mondo dell’emigrazione; esso è solo un organismo consultivo a disposizione della Regione per decidere come programmare gli interventi a favore dell’emigrazione.

Il Presidente del Cram, per legge, è l’assessore con la delega all’emigrazione che in questo momento è l’assessore Febbo e che non ha delegato nessuno a tale carica. Per l’occasione l’assessore non sarà presente alla riunione che sarà presieduta, su suo incarico, dal vice presidente.

«La riunione di Buenos Aires», sottolineano i consiglieri regionali Cram Ricardo Chiavaroli (Pdl), Franco Caramanico (Pd) e Antonio Prospero (Pdl), «è possibile grazie alle economie registrate, oltre che per l’organizzazione della stessa, nella riunione dello scorso anno, quindi con soldi dell’esercizio precedente in questo momento non destinabili ad altra finalità».

Nella precedente riunione del CRAM sono state messo in rilievo le difficoltà che avevano impedito di stanziare fondi per l’emigrazione nel 2009 e 2010, ma è stato anche detto che il 2011 doveva essere l’anno del rilancio.

«E' più che opportuna la prossima riunione», dicono i consiglieri, «in quanto è solo dal dibattito che verranno fuori le esigenze primarie da trasferire in un programma di più lungo respiro, compatibilmente con le risorse finanziarie che oggi sono pari a zero proprio perché si è scelto di finanziare attività legate all’emergenza; in passato il bilancio prevedeva per l’emigrazione cifre variabili superiori al milione di euro. Appare ovvio ricordare che la Regione ha il compito di programmare e gestire, per assegnazione costituzionale, una serie di materie, e che non può astenersi dal provvedere, anche se in minima parte, ad ognuna di esse. E, comunque, una moderna concezione del mondo dell’emigrazione, porta a constatare che il ritorno economico derivante dalla promozione dell’immagine dell’Abruzzo da parte delle Associazioni all’estero, è ben maggiore dei pochi soldi che la Regione riesce a spendere per questa materia».

«Infine», concludono i consiglieri, «c’è da rilevare che non si capisce a che mira l’intervento del fantomatico Presidente della Camera di Commercio Abruzzo italo argentina, considerato che tutte le Associazioni hanno plaudito alla decisione di effettuare la riunione a Buenos Aires, comprese quelle non iscritte all’Albo».

13/10/2010 9.22