Federalismo fiscale: «in Abruzzo servizi a rischio»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Per la Cgil Abruzzo lo schema di decreto legislativo sul federalismo presentato dal Governo, che disciplina le entrate fiscali di Regioni e Province e i costi e i fabbisogni standard per la sanita', «e' un provvedimento delicatissimo per la Regione Abruzzo».

 

Per il sindacato regionale con questo decreto oggi c'e' «il rischio di 'rompere' l'unità del Paese, con un fisco che non assicura a ciascuna regione l'integrale finanziamento per le funzioni e per Livelli Essenziali delle Prestazioni, necessari a garantire i diritti sanciti dalla Costituzione (in Sanità, Assistenza Sociale, Istruzione scolastica, trasporti, ecc), penalizzando proprio quelle piu' povere, tra cui la nostra Regione. A questo proposito, per la parte sulle entrate fiscali il decreto preoccupa».

Il principio di territorialita' del prelievo «rischia di accentuare drammaticamente il divario tra regioni ricche e povere, con una clamorosa contraddizione della stessa legge delega».

«Le previsioni su Irap e addizionali Irpef - proseue la Cgil - rischiano di aggravare il carico fiscale, gia' insopportabile, su lavoratori e pensionati. Mentre sarebbe necessaria una riforma fiscale equa, che sposti il peso fiscale dal lavoro verso le rendite, le transazioni finanziarie e i patrimoni».

Quanto previsto per il fondo perequativo, inoltre, «rischia di non garantire il finanziamento integrale dei livelli essenziali in ogni regione. Il federalismo non si fa senza risorse, perche' cosi' condanna le regioni piu' povere a negare diritti e in Abruzzo già oggi sono di fatto negati molti diritti con il taglio dei trasferimenti dello Stato con la riforma del titolo Quinto della Costituzione. Insistiamo perche' si riveda l'ultima manovra finanziaria, che ha tagliato le risorse destinate a funzioni essenziali di regioni, province e comuni, come ai trasporti, proprio alla vigilia del federalismo».

La Cgil ricorda che condivideva la richiesta della Conferenza delle Regioni e dell'Anci di definire, «finalmente, anche i Livelli Essenziali per l'assistenza sociale. Non farlo significherebbe negare l'uniformita' dei diritti in tutto il paese. Ora si avvia il confronto istituzionale nazionale ed anche la Regione Abruzzo, con le residue forze disponibili, deve prevedere modalità di confronto al suo interno con la costituzione di un tavolo tecnico specifico su queste delicatissime scelte. Noi insisteremo perchè il sistema fiscale sia davvero l'architrave di un'equa politica dei redditi, fondata sulla progressività del prelievo, sulla lotta all'evasione, e capace di reperire le risorse necessarie a finanziare integralmente i Livelli Essenziali per assicurare i diritti. Solo così - conclude la Cgil - si può agire per superare gli squilibri territoriali e per garantire l'eguaglianza dei cittadini in tutto il Paese, come prevede la nostra Costituzione».

13/10/2010 8.22