Inchiesta grandi appalti, «Verdini ha mentito sui rapporti con Fusi»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Nuovi elementi investigativi avrebbero spinto la Procura dell'Aquila a risentire, lunedì prossimo, il coordinatore Nazionale del Pdl Denis Verdini.*PROTEZIONE CIVILE: «SOLITE RICOSTRUZIONI FANTASIOSE»

 

A darne notizia è questa mattina il Corriere della Sera che svela, in un articolo firmato dalla giornalista Fiorenza Sarzanini, quanto riportato in una informativa dei Ros.

Secondo il quotidiano di via Solferino, infatti, l'esponente del Pdl avrebbe mentito nel corso di un precedente interrogatorio davanti ai pm che seguono l'inchiesta degli appalti post sisma in Abruzzo perchè «ha avuto rapporti societari con l'imprenditore Riccardo Fusi fino alla fine di giugno 2007» e non fino al 1995-96 come ha raccontato.

Un fatto che per gli inquirenti non è di poco conto dal momento che proprio Fusi (anche lui indagato e anche lui sfilerà davanti ai pm aquilani lunedì prossimo) dopo il terremoto otterrà 4 appalti per la ricostruzione.

Dunque Verdini «ha mentito quando ha sostenuto di fronte ai pubblici ministeri di Firenze che questi rapporti erano terminati nel 1995-1996», riporta il Corsera dall'informativa del Ros consegnata ai vertici della Procura abruzzese.

Nell'avviso a comparire viene specificato che Verdini e Fusi dovranno essere ascoltati come indagati di «abuso d'ufficio in concorso con Ettore Barattelli, il presidente del Consorzio Federico II», del quale fa parte appunto la "Btp" di Fusi. Nelle scorse settimane nell'ambito della stessa inchiesta sono stati ascoltati come persone informate sui fatti Guido Bertolaso e il presidente e commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi. Quest'ultimo ha ribadito di non aver avuto alcun contatto con l'imprenditore Fusi al di là della telefonata passata da Verdini e ha ribadito ai magistrati di «non aver mai ricevuto da quest'ultimo sollecitazioni in nessun senso». A luglio, invece, l'imprenditore Barattelli smentì ogni ipotesi di una cricca degli appalti in terra d'Abruzzo.

I QUATTRO APPALTI AL CONSORZIO E AI MANDATARI

Gli inquirenti stanno puntando i riflettori su 4 appalti per la ricostruzione aquilana che sono stati affidati sempre alle stesse ditte a volte riunite in consorzio, a volte da sole.

C'è in primo appalto affidato dal Dipartimento della Protezione civile per i lavori di rifacimento della scuola Carducci de L'Aquila. La spunta grazie «all'offerta economicamente più vantaggiosa» l'associazione temporanea d'imprese "Btp spa", "Vittorini Emidio Costruzioni" (mandanti) e "Cmp, Costruzioni Metalliche Prefabbricate" (mandataria). I lavori sono stati poi subappaltati alla "Marinelli ed Equizi srl" e alla "F.lli Ettore e Carlo Barattelli" per un importo di 6 milioni e 843 mila euro.

Il secondo appalto è quello affidato dal Provveditorato alle Opere Pubbliche per il Lazio, Abruzzo e Sardegna per l' ammodernamento della caserma Campomizzi. In questo caso se lo aggiudica la consorziata "Marinelli ed Equizi srl" per offerta economicamente più vantaggiosa. I lavori sono stati subappaltati alla "Barattelli" per un importo complessivo di 11 milioni e 235 mila euro.

Il terzo appalto è stato affidato dal Comune de L'Aquila con affidamento diretto al Consorzio Federico II per i puntellamento del centro storico per un importo liquidato di 428.957 euro più 528.958 euro, «ordinativi dirigenziali comunali parzialmente revocati per inadempimento del Consorzio».

Infine il quarto appalto: quello con contratto privato dalla Cassa di Risparmio dell'Aquila (di cui è consigliere del consiglio d'amministrazione Ettore Barattelli al Consorzio) per il contenimento dei danni delle sedi dell'istituto di credito di corso Vittorio Emanuele II e nel palazzo Farinosi-Branconi per un importo di 2 milioni di euro.

12/10/2010 10.04

*L'ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA

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PROTEZIONE CIVILE: «SOLITE RICOSTRUZIONI FANTASIOSE»

 ROMA. «Prendiamo atto dell'ennesima ricostruzione fantasiosa sui lavori del dopo terremoto a L'Aquila», replicano dalla Protezione Civile, «in occasione dei quali sarebbe stato posto in essere il tentativo di agevolare qualche gruppo imprenditoriale a scapito della trasparenza e correttezza delle procedure adottate invece dalla struttura del Commissario Delegato per l'emergenza Abruzzo».

«Se i virgolettati attribuiti ad un rapporto dei R.O.S. corrispondono effettivamente a quanto appurato dalle indagini lo stabilira' la magistratura competente. Giova, pero', ricordare che in data 16 luglio 2010 il Dipartimento della Protezione Civile, tramite un'accurata analisi degli uffici competenti dei R.O.S., dimostrava con tutti gli allegati la procedura di gara europea che il Dipartimento aveva avviato per la realizzazione delle scuole provvisorie per L'Aquila, denominate MUSP (Moduli ad Uso Scolastico Provvisorio). 
   Come si evince chiaramente dal rapporto - prosegue il comunicato - da oggi consultabile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile, in nessun caso a tali gare ha partecipato il Consorzio Federico II oggetto delle indagini e degli articoli di stampa. Piu' precisamente un'associazione temporanea d'impresa (ATI) formata dalla BTP, con la societa' mandataria CMP di Martinsicuro (TE) e con l'impresa Vittorini dell'Aquila ha partecipato ad una sola gara comunitaria relativa alla progettazione e realizzazione della scuola "Carducci" dell'Aquila. L'importo a base di gara era di euro 7.350.000, la gara e' stata aggiudicata ad euro 6.843.900, iva esclusa, con un ribasso del 7.23%. Questa ATI ha poi subappaltato lavori di scavo alla societa' Barattelli ed altri lavori alla societa' Marinelli ed Equizi Srl».

« La Commissione di gara - prosegue la nota - era presieduta dal Prefetto de L'Aquila, Franco Gabrielli, e composta anche da rappresentanti del Dipartimento della Protezione Civile e da tecnici del Provveditorato alle Opere Pubbliche».

Per quel che riguarda poi le altre tre iniziative riportate nel rapporto dei Ros «si evince con chiarezza», continuano dalla Protezione Civile, «come in nessun caso il Dipartimento della Protezione Civile o la Presidenza del Consiglio dei Ministri abbiano avuto alcun ruolo a riguardo. Infatti, per la caserma Campomizzi si tratta di iniziativa autonoma adottata dal Provveditore alle Opere Pubbliche della Regione Abruzzo; per i puntellamenti nel centro storico si tratta di affidamento assegnato autonomamente dal Comune de L'Aquila, a riprova del fatto che nel centro storico della citta' e' il Comune l'unico soggetto titolare degli interventi; per la sede della Cassa di Risparmio di L'Aquila trattasi di intervento privato i cui titolari avevano presentato domanda di cofinanziamento ai sensi della normativa che consente la ristrutturazione di edifici vincolati dai Beni Culturali in tutta Italia, e nulla hanno avuto a che vedere con i finanziamenti statali per il terremoto del 6 aprile 2009». 
«Si tratta di precisazioni - conclude il comunicato - che sono state piu' volte ribadite nel corso degli ultimi sei mesi: dati, fatti, numeri e carte inequivocabili e indiscutibili, che in qualsiasi Paese normale avrebbero consentito una serena e obiettiva analisi di quanto accaduto e la presa d'atto di un intervento esemplare per rapidita', efficacia, trasparenza e rispetto, non solo delle leggi, ma soprattutto dell'etica pubblica, se esiste ancora».

* LA NOTA SPEDITA DALLA PROTEZIONE CIVILE AI CARABINIERI