Parco Gran Sasso-Laga:«dissequestrare le gabbie per catturare i cinghiali»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2432

AMATRICE. Le gabbie per catturare i cinghiali sono regolari e lecite oppure no? Intanto la magistrature le ha sequestrate ma non si intravede una soluzione.

 

 

«Un’azione congiunta ed efficace delle Istituzioni presenti per sollecitare una decisione del magistrato competente, affinché sia chiarita la liceità o meno del sistema di cattura dei cinghiali utilizzato dall’Ente Parco Gran Sasso–Laga e in vigore in diverse altre aree protette italiane».

 Con queste parole il Presidente del Parco, Arturo Diaconale, ha concluso il convegno “I cinghiali nel Reatino: la questione delle responsabilità”, promosso dallo stesso Ente Parco e dal Comune di Amatrice per trovare una soluzione ad un problema divenuto emergenza ambientale ed economica. Dal dibattito è emerso che la formula delle gabbie di cattura rimane la più efficace e meno costosa e che quella del selecontrollo, da più parti invocata, può avere una funzione più psicologica che risolutiva.

Dalle premesse, delineate con efficacia dal Direttore dell’Ente Parco, Marcello Maranella, che ha configurato il quadro delle azioni messe in campo dall’Ente Parco, alle importanti conclusioni del Presidente Diaconale, il convegno ha fatto emergere una sostanziale condivisione d’intenti e di posizioni.

Una “santa alleanza” ha richiesto il Presidente della Coldiretti, Aldo Mattia, in accordo con il Presidente della CIA, Enrico Scipione.«Come Associazione – ha detto Mattia - abbiamo lungamente auspicato il selecontrollo come forma di lotta al soprannumero degli ungulati, ma ben sappiamo che questo, all’interno di un’area protetta, è da considerarsi solo un palliativo. Occorre insistere nei confronti della magistratura, tramite un’istanza istituzionale congiunta, per il riposizionamento a breve termine delle gabbie di cattura».

Dal Sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, sono stati riportati i dati dell’emergenza cinghiali nel territorio comunale.

«La misura  - ha detto il Sindaco – è ormai colma e non sono più tollerabili rimpalli di responsabilità. Dalla colpevole interruzione di quel processo virtuoso, anche dal punto di vista economico, che era stato avviato con l’Ente Parco tramite le gabbie di cattura, sono scaturiti danni erariali, per i quali mi impegno, qualora non si intraveda in tempi brevi una soluzione, a presentare delle denunce circostanziate».

Il Vice Presidente della Provincia di Rieti, Oreste Pastorelli è intervenuto annunciando due importanti iniziative. La prima riguarda la liquidazione, tramite anticipazioni di cassa, per tutti i  danni non ancora indennizzati a tutto il 2009. La seconda è l’avvenuta realizzazione, in accordo con l’A.T.C. RI 2 ed il Comune di Monteleone Sabino, di un recinto di 40 ha, destinato ad ospitare i cinghiali catturati  nell’intero territorio provinciale. «In tal modo – ha sottolineato Pastorelli, richiamando il protocollo d’intesa siglato lo scorso anno con il Parco e le Riserve naturali della Provincia  - daremo un contributo concreto e determinante all’attivazione di una filiera che trasformerà il cinghiale da problema a risorsa per le comunità locali».

 

11/10/2010 16.51