Abruzzo, il Report 2010 sulla salute tra sorprese e conferme

Alessandro Biancardi

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IL DOCUMENTO. ABRUZZO. Finalmente arrivano i dati per discutere di sanità. Li pubblica l’Agenzia sanitaria regionale in un report 2010 sullo “Stato di salute e assistenza sanitaria in Abruzzo”.

IL DOCUMENTO. ABRUZZO. Finalmente arrivano i dati per discutere di sanità. Li pubblica l’Agenzia sanitaria regionale in un report 2010 sullo “Stato di salute e assistenza sanitaria in Abruzzo”.

Si tratta della fotografia completa di ricoveri, malattie, tasso di occupazione dei letti, mobilità passiva, spesa farmaceutica, funzionamento ospedali pubblici e case di cura private, di tutto di più. Lavoro composito che impone di essere letto prima di parlare a vuoto di sanità: non siamo nei salotti calcistici tv dove si confrontano ultras che come dimostrazione di quello che dicono portano solo la loro fede calcistica. E nessun dato concreto.
Oggi, invece, in sanità i dati ci sono: basta leggere le 57 pagine del prezioso documento dell’Asr per avere un quadro completo di quello che è successo in Abruzzo negli ultimi 5-6 anni, partendo – come avverte la premessa – dall’analisi delle schede di dimissione ospedaliera, che avranno pure dei limiti, ma sono l’unico mezzo utilizzabile per queste ricerche.
La lettura anche sommaria del documento produce una sensazione chiara: dopo i picchi di assoluta incontrollabilità per l’aumento delle prestazioni, con la spesa e con i ricoveri che schizzavano verso l’alto, dal 2006 la tendenza si inverte e dura due o tre anni, per poi stabilizzarsi ai livelli attuali (cap. 2 Sintesi: in Abruzzo meno 134 mila ricoveri, cioè il 30% in meno rispetto ad una media nazionale del 10%). Migliora la salute degli abruzzesi o il trend in diminuzione è frutto di scelte politiche e di controlli puntuali, come fa intravedere il Report?
Certamente questa pubblicazione è un documento essenzialmente statistico che non suggerisce spiegazioni ma registra i cambiamenti in modo cronologico. Semmai è la politica che tenta di piegare a suo uso e consumo i risultati positivi che vengono registrati, come fa l’ex presidente Ottaviano Del Turco che prende spunto da questa pubblicazione per rivendicare meriti e lamentare una certa “distrazione” della stampa ai dati di questo Report.
Quello che interessa del Report è il calo dei ricoveri e della loro in appropriatezza, così come sono ben visibili i grafici delle prime 26 pagine sulla diminuzione di alcune malattie (vedi il diabete mellito) o dell’aumento della mobilità passiva per le nefropatie in corrispondenza della diminuzione di questi ricoveri in Abruzzo. Nelle pagine immediatamente successive altrettanto chiari sono i dati sulla diminuzione dei ricoveri dal 2005 (soprattutto 2006. 2007 e 2008, con picchi molto più alti per le cliniche rispetto agli ospedali) e l’aumento della mobilità passiva dal 2008 al 2010. Schizza in alto la degenza media complessiva nelle cliniche (fig. 44), anche qui con un’impennata dal 2008. Chiaro anche il processo evolutivo del rispetto dei Lea, livelli essenziali di assistenza, con la diminuzione dei Drg medici e chirurgici curati in regime di ricovero ed ora trattai in day hospital. Interessanti infine i dati sulla spesa farmaceutica messa a dieta negli anni dal 2006 al 2008 e poi di nuovo esplosa.
E’ noto che negli anni 2006  e 2007 la giunta regionale era di centrosinistra e assessore regionale era Bernardo Mazzocca che ha sempre parlato di controlli allora attivati. Le leggi di quel periodo (la legge 20, la 32 sull’accreditamento ecc. ecc.) dettano le linee anche oggi all’ufficio commissariale che annaspa dietro al Piano di rientro, firmato proprio da Mazzocca nel 2007.
Ed è proprio nei momenti di grande confusione (spesso indotta ad arte) che c’è bisogno di dati e numeri certi. Eccoli.

Sebastiano Calella  14/01/2012 11:02

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