Avezzano, viaggi a vuoto nella farmacia ospedaliera senza alcune medicine

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Nei “bugiardini”, i foglietti con le spiegazioni che accompagnano tutte le medicine, non c’è scritto.


Al punto: “come prendere il farmaco” si legge solo prima o dopo i pasti o agitare prima dell’uso. Non c’è scritto “percorrere 50 km a vuoto” perché questo aiuta e potenzia l’effetto della medicina. Eppure questo capita ad Avezzano (molto meno in altri ospedali), dove i pazienti che arrivano per avere la distribuzione diretta dei farmaci antidiabetici hanno la sorpresa di non trovarli. E così il farmacista ospedaliero, quello che dovrebbe fornire la medicina, appone un timbro “farmaco non disponibile” ed il paziente, un pò spazientito, se ne torna a casa e si rivolge alla farmacia sotto casa. E’ l’effetto collaterale non prevedibile di tutta la storia della distribuzione diretta dei farmaci, annosa questione che anima il dibattito sulla spesa farmaceutica. I fautori di questa distribuzione in ospedale di alcune medicine non hanno tenuto conto infatti dei disagi che questa mancata erogazione da parte delle farmacie ospedaliere comporta spese, disagi e rischio di interrompere le cure per tutti quei pazienti che sono costretti a percorrere a vuoto km e km, per poi tornare a rifornirsi nella farmacia sotto casa. Come detto, la segnalazione questa volta viene da Avezzano e dai paesi del circondario, ma capita anche in altre zone dell’Abruzzo. Il tutto è legato agli appalti ed alle forniture delle singole Asl, ma il problema resta anche se il farmaco è disponibile.
Quanto costa quella medicina a chi è costretto a muoversi in automobile per arrivare in farmacia, percorrendo decine e decine di km con il carburante che sfiora i 2 euro a litro? Quanto tempo? E l’anziano non motorizzato e senza parenti? E chi lavora e non può rispettare i tempi di apertura (di solito l’orario di ufficio) delle farmacie ospedaliere?
Sono domande già poste in passato, senza nessuna risposta. Il dubbio allora è che alla Regione pensino veramente che il disagio abbia una funzione curativa: se è così, si può prevedere che per gli antidiabetici in futuro ci sarà la prescrizione di andarli a ritirare a piedi. Il movimento in questi casi fa bene….
s. c.  13/01/2012 09:50