Regione, Arit e sistemi informatici: quel software da 1,6 mln…

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. C’è un bando dell’Arit (agenzia regionale informatica e telematica) da 600.000 euro per la gestione di un software.

L’AQUILA. C’è un bando dell’Arit (agenzia regionale informatica e telematica) da 600.000 euro per la gestione di un software.

Ce n’è un altro, di alcuni anni prima, da 1.610.000 euro. E c’è qualcuno che si domanda quali differenze ci siano tra i due. Quel qualcuno è il consigliere comunale di Barisciano, Walter Salvatore.
I due bandi in realtà appartengono a periodi diversi, uno al 2003, l’altro al settembre 2011, entrambi curati dall’Arit, entrambi con lo stesso obiettivo. Ma Salvatore è convinto «che siano gli stessi» tanto da scriverlo, tra le altre cose, in una lettera aperta al presidente Gianni Chiodi.
«I SOFTWARE FRATELLI»
«Il Software che la Regione intende acquistare ha un fratello più grande, datato 2003», dice Walter Salvatore.
Quell’anno, infatti l’Arit per 1.610.000,00 euro mette a gara un sistema per la gestione del Suap (Sportello unico per le attività produttive). L’Abruzzo, al passo coi tempi, vuole un sistema informatico che permetta ai cittadini di interagire con le pubbliche amministrazioni e alle Pubbliche amministrazioni di interagire tra loro, con le imprese attraverso internet.
Il sistema permetterebbe di gestire dati, pratiche, informazioni riducendo così l’uso e la circolazione del cartaceo. Il bando parla chiaro e precisa che cosa la Regione cerca e soprattutto come. «Gli obiettivi», si legge, «sono la progettazione e realizzazione dei sistemi informativi tra Comuni ed Enti coinvolti, la definizione delle caratteristiche tecniche dell’hardware necessari a supportare il software». Ma, precisa il testo, «la fornitura di hardware (sistema fisico) è esclusa dall’oggetto della gara (probabilmente perché già presente)».
«Questo è lo stesso sistema», precisa Salvatore, «che dal 2003 al 2009 è stato in uso presso il Suap del Comune de L’Aquila al costo annuo omnicomprensivo di 6.000,00 euro. Un importo che comprendeva anche l’ospitalità del sistema presso una server-farm privata».
Gli anni passano e nel settembre del 2011 l’Arit mette a gara per 600.000,00 euro, l’acquisizione di un software finalizzato a gestire le pratiche dello Sportello unico per le attività produttive che potrebbe essere simile al precedente almeno per qualcuno.
Nella relazione tecnico progettuale che accompagna il bando si legge che il nuovo software vuole «ammodernare ed implementare i sistemi finora utilizzati adeguandoli alle nuove disposizioni normative» ma non si comprende quali siano nel dettaglio le migliorie da apportare. Appare subito chiaro però che stavolta si vuole acquistare «un’infrastruttura hardware in grado di garantire continuità del servizio nel tempo personale».
E’ a questo punto che Salvatore solleva i suoi dubbi: «perché spendere 600.000,00 euro inserendo nel bando l’acquisto di nuovo hardware come se l’Arit non ne avesse in esubero? Sono stati messi a gara acquisti di sistemi software ed infrastrutture hardware che non sono mai entrati in funzione e/o produzione. Un cimitero di elefanti costati svariati milioni di euro che giacciono inutilizzati». Quello che più non va giù al consigliere però «è il fatto che non si sia risolta la questione legata alla gestione delle pratiche per la ricostruzione».
«L’adozione, a costo zero», dice, «dello stesso sistema che oggi l’Arit mette a gara per 600.000,00 euro per assecondare esigenze già coperte dal precedente investimento di 1.610.000,00 euro, avrebbe permesso, già da giugno 2011, di renderlo pienamente operativo ed al servizio di tutti gli attori che ruotano intorno alla ricostruzione (commissari, Regione, Province, Comuni, tecnici, privati cittadini, ordini professionali) e invece…».
Sull’Arit negli anni questo quotidiano ha pubblicato decine di articoli che ne hanno descritto l’attività tra molti dubbi mai chiariti e progetti pagati e non completati o di cui non si capivano le specifiche o l’utilità. Appena pochi giorni fa è stato lo stesso assessore Giuliante a gettare un flash su un affidamento diretto ad una azienda teramana…
Marirosa Barbieri  13/01/2012 08:28