Tassa sull’acqua minerale, oggi se ne parla a L’Aquila tra pochi intimi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La tassa sull’acqua minerale non viene discussa in Consiglio regionale (la seduta è stata sciolta per mancanza di numero legale).

ACQUA MINERALEABRUZZO. La tassa sull’acqua minerale non viene discussa in Consiglio regionale (la seduta è stata sciolta per mancanza di numero legale).

 

Gli assessori Angelo Di Paolo e Alfredo Castiglione hanno deciso di continuare da soli la trattativa con la Santacroce di Canistro e con la Gran Guizza di Popoli.

Per oggi, infatti, è stato convocato un incontro all’Aquila con il proprietario della Santacroce per trovare un punto di  incontro tra le richieste di chi imbottiglia l’acqua (contrario alla tassa) e quelle della Regione, che dopo aver fissato il prelievo fiscale in 1 euro a metro cubo ora sembra voler fare marcia indietro. A sorpresa nell’ultimo Consiglio regionale è circolata la proposta di abbassare a 0,30 centesimi il prelievo per chi estrae l’acqua e la rivende, senza che fino ad oggi abbia versato nulla, se non qualche migliaio di euro l’anno per la concessione. Contro questa ipotesi, criticata aspramente, Maurizio Acerbo e Antonio Saia hanno addirittura proposto un referendum «così almeno paghiamo i giovani scrutatori e non regaliamo sempre i soldi ai ricchi».

 Oggi l’iniziativa dei due assessori regionali che sembra sottrarre l’argomento al dibattito in aula, per avviare trattative dirette con gli imprenditori, con qualche dimenticanza di troppo. All’incontro infatti – oltre il proprietario - sono stati invitati i sindacati e la Rsu aziendale, ma non il sindaco di Canistro “proprietario” dell’acqua né tantomeno la Provincia, che pure è l’ente concessionario.

Un’esclusione che sa tanto di “ghe pensi mi” di berlusconiana memoria, che però non sembra aver portato fortuna al Pdl. Il mancato invito viene stigmatizzato dai rappresentanti politici di opposizione, eletti della zona rovetana sia alla Provincia che alla Regione. All’incontro infatti non è stato invitato nemmeno l’ex assessore regionale al Bilancio Giovanni D’Amico.

«Noi rappresentiamo il 50% dell’elettorato della Valle Roveto, cioè del territorio che “produce” questa acqua minerale», spiega il generale Mauro Rai, che è anche consigliere provinciale dell’Aquila,«non è stato invitato nemmeno il collega Giovanni Tuzi, pure lui eletto nel collegio Balsorano - Civitella Roveto. Da tenere presente poi che proprio a Canistro io rappresento da solo il 50% dei voti. Quindi qualche titolo a parlare dell’argomento ce l’avrei, senza dire che noi siamo di diritto coinvolti in questa vicenda».

 Reagirete in qualche modo?

«Stasera (ieri per chi legge, ndr) ci incontriamo per decidere – conclude il consigliere Mauro Rai – non è escluso che ci presenteremo all’incontro in Regione, anche se ospiti non desiderati. Detto in termini politici: non ci piace come i due assessori regionali stanno affrontando la questione».

SULLA TASSA POSIZIONI CONTRADDITTORIE DEGLI ASSESSORI DI PAOLO E CASTIGLIONE

Strano questo comportamento di Angelo Di Paolo, che pure conosce direttamente e familiarmente la storia ed il ruolo della Santacroce: è stato anche sindaco di Canistro e quindi conosce le esigenze di questo Comune. Ma nella prossima primavera qui si vota e la sua iniziativa ha un certo sapore elettorale. Più strano ancora che l’assessore Castiglione possa aver preso questa strada dell’esclusione dei rappresentanti locali e dell’imposizione della tassa, mentre quando era all’opposizione di Del Turco (quella Giunta aveva proposto due euro di tassa) la pensava diversamente: «La tassazione – dichiarò a maggio 2008 - non può prescindere da tre aspetti fondamentali. Per esempio la commisurazione del canone in relazione all´acqua effettivamente imbottigliata; l´individuazione del giusto importo tale da non pregiudicare le attività produttive di concerto con i sindacati, Mineracque e gli enti locali; l´assegnazione dell´introito direttamente ai Comuni gravati dalla concessione. Aspetti questi non presi nella minima considerazione dalla Giunta Regionale».

 E aggiunse: «La tassa è comunque un errore clamoroso perché penalizza settori produttivi trainanti, già gravati da una pesantissima Irap e addizionale Irap ed è assurdo pensare di sanare così i conti della Regione. Alleanza Nazionale farà ostruzionismo».

 Insomma la tassa è giusta secondo chi la propone. E l’iniziativa di oggi rischia di complicare una vicenda che solo in Abruzzo è così problematica: nelle altre Regioni – dal Veneto, al Lazio, alla Campania e altrove – le 150 società che imbottigliano pagano le royalties senza che questo porti conseguenze negative all’occupazione. Invece in Abruzzo l’opposizione delle società imbottigliatrici si traduce nella minaccia: “chiudiamo gli stabilimenti”. Delocalizzeranno anche le sorgenti?

11/10/2010 9.46