Rischio sismico, «stangata sulle nuove attività produttive»

Alessandro Biancardi

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PESCARA – Con la giusta scusa della riduzione del rischio sismico, si profila una nuova stangata per le imprese di costruzione e quanti intendono avviare nuove attività produttive.

Lo denuncia Cna Costruzioni, che mette sotto accusa le delibere adottate dalla Giunta Chiodi (le numero 837 e 838 del 28 novembre scorso) in applicazione della legge regionale numero 28 dell'11 agosto scorso, “Norme per la riduzione del rischio sismico e modalità di vigilanza e controllo su opere di costruzioni in zone sismiche”. «Premesso che non è certo nostra intenzione contestare l'introduzione di norme a tutela della pubblica incolumità, in un territorio già così martoriato dalla tragedia del terremoto del 2009 – afferma il responsabile di Cna Costruzioni, Federico Scardecchia – desta però sorpresa il metodo adottato dalla Regione Abruzzo. Perché tutto, alla fine, si risolverà in una stangata sui costi di deposito delle pratiche, e il tanto auspicato controllo sarà un “topolino”, visto che avverrà solo a campione, su uno stock assai limitato di pratiche: appena il 10% di quelle presentate».

La lievitazione dei diritti di deposito – sempre secondo Cna Costruzioni – è stata determinata dalla scelta discutibile, operata dalla Regione Abruzzo, di calcolare gli importi non sui metri quadrati da realizzare, ma sui metri cubi: con il risultato di produrre incrementi, ad esempio sulla realizzazione di insediamenti produttivi, davvero impressionanti: realizzare un capannone di un migliaio di metri quadrati, infatti, potrà costare anche 9mila euro di soli diritti per il deposito ai fini sismici dei progetti. Senza considerare tutti gli altri oneri già vigenti; in questo modo, il costo della burocrazia sarà più o meno identico a quello dovuto a un professionista per i calcoli progettuali.

Secondo l'associazione delle piccole imprese edili aderente alla Cna, «è davvero incomprensibile la scelta operata dalla Regione Abruzzo di fissare, in un'epoca già così contrassegnata dalla crisi del settore delle costruzioni, limiti tanto esosi per la sola presentazione dei progetti». «E con la stangata – denuncia ancora Cna Costruzioni – crescerà anche la quantità di scartoffie, visto che è prevista la produzione in triplice copia cartacea ed informatizzata su supporto digitale della documentazione. Senza contare l'incertezza sui tempi di autorizzazione, ovvero se alla scadenza dei termini varrà o meno il principio del “silenzio-assenso”». Alla Regione, Cna Costruzioni chiede dunque di rivedere i criteri fissati dalle delibere, abbassando il contributo fisso e rivedendo i parametri di calcolo, e di semplificare le procedure amministrative.

04/01/2012 17:53