Afghanistan: ferito militare aquilano. Su Facebook: «stufo di stare qui, non si capisce niente»

Alessandro Biancardi

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 AFGHANISTAN. Il militare ferito nell'attentato di oggi in Afghanistan si chiama Luca Cornacchia, 31 anni, originario di Pescina (L'Aquila). Morti 4 colleghi. 

Lo si apprende da fonti militari, secondo cui il ferito non è Michele Miccoli, originario del Salento, come si era appreso in un primo momento. Anche lui, al pari dei suoi quattro commilitoni caduti, è in servizio al 7/o reggimento alpini di Belluno.

Cornacchia, ha telefonato personalmente alla moglie per aggiornarla sulle proprie condizioni. Lo riferiscono al comando del contingente italiano ad Herat. Attualmente si trova ricoverato presso l'ospedale da campo statunitense di Delaram: è cosciente e ha riportato ferite a un piede e traumi da esplosione

Le sue condizioni  erano inizialmente apparse particolarmente gravi anche se l'uomo risultava essere cosciente. E' stato trasportato in elicottero all'ospedale militare per le prime cure, ma nelle prossime ore potrebbe essere trasferito in una struttura più attrezzata. In un secondo tempo è stato precisato dai portavoce dell'esercito che il militare non corre pericolo di vita.

Cornacchia e' sposato e padre di un bambino di un anno. La famiglia vive a Roma dove lavora la moglie. I genitori, Domenico e Cesidia, invece, vivono a Lecce dei Marsi e li aveva visti l’ultima volta ad agosto, durante le vacanze estive.

Poi il 2 settembre era partito per la nuova missione in Afghanistan dove era gia' stato. In precedenza aveva partecipato ad altre 8 missioni internazionali.

“Siamo molto sollevati e rinfrancati dalle notizie delle condizioni di Luca - riferisce il sindaco Favoriti-, anche i genitori adesso sono piu' tranquilli. Noi come amministrazione comunale partecipiamo al cordoglio nazionale per questo ennesimo tributo di sangue pagato dai nostri militari”.

Secondo quanto ha spiegato il generale Massimo Fogari, portavoce dello Stato maggiore della Difesa, l'imboscata tesa ai militari italiani è stata compiuta facendo esplodere un ordigno improvvisato, un cosiddetto Ied, a cui è seguito un attacco a colpi di armi da fuoco da parte di guerriglieri. Le truppe che scortavano il convoglio hanno subito reagito all'attacco e messo in fuga gli attentatori. Le vittime erano a bordo di un blindato «Lince», considerato ormai non più all'altezza della situazione.

I militari deceduti sono invece il caporalmaggiore Gianmarco Manca, 32 anni, di Alghero (Sassari), il caporalmaggiore Marco Pedone, 23 anni di Gagliano del Capo (Lecce), entrambi di stanza al settimo reggimento alpini di Belluno, il primo caporal maggiore Francesco Vannozzi (nato a Pisa il 27 marzo 1984), il primo caporal maggiore Sebastiano Ville (nato a Lentini, provincia di Siracusa, il 17 settembre 1983).

 «STUFO DELL'AFGHANISTA, NON SI CAPISCE UN CAZZO»

Cornacchia era stufo di stare in Afghanistan, almeno così traspare dalla pagina del suo profilo Facebook, aperto e quindi accessibile a quanti non sono suoi 'amici'. L'ultimo post sulla bacheca è una canzone di Carmen Consoli, il video musicale della canzone 'Un amore di plastica'. L'ultimo messaggio scritto, invece, è stato lasciato il 3 ottobre alle 10.27. «MI sono rotto», scrive Cornacchia, di stare qui in Afghanistan. Non si capisce un cazz».

«Stai calmo e tranquillo», gli suggerisce un amico. «Vai cuggi, tieni duro, ciaoo», scrive un parente. Qualche giorno prima, invece, il militare aveva postato un immagine di un militare e un bambino che si tengono la mano e la scritta «non importa quanto doniamo, ma quanto amore mettiamo in quello che doniamo». «Bellissimo», aveva aggiunto Cornacchia. Nella descrizione del profilo, invece, poche parole: «tranquilli cuccioli, vi riporto tutti a casa....amore sei la mia vita, angiolè per sempre». L'immagine scelta, invece del proprio viso, una celebre foto di Che Guevara.  

09/10/2010 12.46