Smaltimento rifiuti ospedalieri. Bando da 48,5 mln di euro scaduto da 6 mesi, nessuna aggiudicazione

Alessandro Biancardi

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Smaltimento rifiuti ospedalieri. Bando da 48,5 mln di euro scaduto da 6 mesi, nessuna aggiudicazione
ABRUZZO. Amministrazioni in attesa dell’assegnazione dell’importante bando ma da 6 mesi è tutto bloccato e il Consip non sa dare una data precisa sulla fina delle procedura.

Non si sa niente del bando di gara per l’affidamento del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento, recupero dei rifiuti prodotti dalle Aziende Sanitarie Locali della regione Abruzzo, dello scorso marzo.

Sono passati ormai 9 mesi, 6 se si conta dal 9 giugno (data di ricezione offerte) e non si conoscono i risultati.
Il bando da 45,8 milioni di euro pubblicato dalla Consip (società che lavora al servizio delle pubbliche amministrazioni) cerca un’azienda in grado di smaltire rifiuti tossici e pericolosi degli ospedali abruzzesi. Proprio per la tossicità e pericolosità di alcuni materiali che andrebbero smaltiti velocemente viene spontaneo chiedersi a che punto sia la procedura di gara. «E’ ancora in fase di commissione», ha dichiarato Alessandro Grilli della Consip interpellato da PrimaDaNoi.it; ma sull’apertura delle buste e sull’identità dei partecipanti è silenzio di tomba.
Il 29 marzo 2011 sul sito web della Consip campeggia l’ avviso di gara. Il termine ultimo per la presentazione delle offerte è il 9 giugno 2011. La durata dell’appalto è di 72 mesi dalla data di sottoscrizione del contratto. L’accordo che la Regione Abruzzo dovrà sottoscrivere con l’azienda di rifiuti vincitrice del bando prevede il servizio di trasporto e smaltimento rifiuti per le Ausl della Regione: Pescara, Teramo, Avezzano- Sulmona-L’Aquila , Chieti-Lanciano-Vasto. In particolare, gli ospedali che godranno del servizio sono: il presidio “G. Mazzini” di Teramo, il “S. liberatore” di Atri, il “Val Vibrata” di Sant’Omero, il “Maria SS dello Splendore di Giulianova”, il “Renzetti” di Lanciano, il “S.Pio da Pietralcina” di Vasto, il “Vittorio Emanuele III” di Atessa, il “San Salvatore de L’Aquila”, il “Santo Spirito” di Pescara, il “Santissima Trinità” di Popoli, il “San Massimo di Penne”, il “SS Annunziata” di Sulmona, il “SS Filippo e Nicola” di Avezzano, il presidio ospedaliero di Castel di Sangro, il “SS Annunziata di Chieti” ,il “G. Bernabeo” di Ortona.
Non si tratta dello smaltimento di semplici rifiuti ma di veri e propri materiali tossici (acido solforico ed acido solforoso, idrossido di sodio e di potassio, rifiuti contenenti mercurio, residui di filtrazione, solventi organici, toner di stampa esaurito contenente sostanze pericolose, carte pellicole di fotografie contenenti argento, cere e grassi esauriti, polveri e particolato di materiali ferrosi, imballaggi di metallo, plastica, vetro contenenti sostanze pericolose, stracci ed indumenti contaminati da sostanze pericolose, apparecchiature fuori uso contenenti cloro fluorocarburi, componenti pericolosi rimossi da apparecchiature fuori uso, rifiuti inorganici contenenti sostanze pericolose, sostanze chimiche, batterie al piombo, nichel, rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti per evitare infezioni, rifiuti delle pulizie delle fognature).
E’ per questo che non basta classificarsi come azienda di smaltimento rifiuti ma bisogna dimostrare di avere requisiti particolari per partecipare al bando. In particolare i partecipanti dovranno provare di «avere disponibilità piena ed incondizionata (proprietà e gestione o gestione)di un impianto autorizzato di smaltimento di recupero e trattamento rifiuti pericolosi a rischio infettivo dotati di impianti di termodistruzione o di sterilizzazione. Ciascun concorrente deve essere iscritto in registro di imprese, essere iscritto all’albo nazionale dei gestori ambientali per le seguenti categorie: raccolta e trasporto rifiuti urbani, pericolosi non pericolosi, speciali non pericolosi, mostrare certificati comprovanti i requisiti e possedere 16 automezzi autorizzati al trasporto».
Oltre a questi requisiti fondamentali, si legge ancora nel bando, «possono partecipare imprese temporanee raggruppate e consorzi di imprese che dimostrino di avere esercitato negli ultimi due esercizi finanziari, servizi di trasporto per conto di Asl per un importo non inferiore a 8 milioni di euro».

Marirosa Barbieri 03/01/2012 15:20