San Benedetto centro stoccaggio gas. L’Abruzzo approva risoluzione urgente

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Il Consiglio regionale d’Abruzzo ha approvato il 29 dicembre scorso una risoluzione urgente contro la realizzazione di un impianto di stoccaggio gas della società Gas plus a San Benedetto del Tronto.

ll progetto di un mega centro di gas naturale della società Gas Plus Storage a San Benedetto del Tronto, tra la Salaria, la linea ferroviaria San Benedetto-Ascoli e un tratto dell’autostrada A14 su un’area di 10.000 metri quadri, sta destando non poche preoccupazioni. Dopo i tentennamenti iniziali l’ Abruzzo, preoccupato dagli impatti ambientali sulla Val Vibrata, passa ai fatti.

Con la risoluzione, il capogruppo di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, il capogruppo dei Comunisti Italiani Antonio Saia, il capogruppo de La Sinistra-Verdi Walter Caporale, il consigliere dell'Italia dei Valori (Provincia di Teramo) Cecè D'Alessandro, il vice capogruppo del Pdl Emiliano Di Matteo (Val Vibrata) ed infine il consigliere del Pd Giuseppe Di Luca (Val Vibrata) chiedono che venga sospeso l’iter autorizzativo, che un soggetto terzo (università o altro centro di ricerca pubblico) verifichi il progetto presentato ed i rischi dovuti a nano particelle di particolato sottile (micron) disperse nell’aria.

Secondo il presidente di “Dalla parte giusta”, Settimio Ferranti, quella abruzzese «è una vera e propria presa di posizione dopo che la Regione non è stata coinvolta in sede di Via (valutazione di impatto ambientale)».

Il PROGETTO

4 agosto 2010. La società Gasplus consegna il progetto per la realizzazione dell’impianto al comune di San Benedetto del Tronto. Il 23 settembre si tiene ad Ancona la prima conferenza di servizi sul tema, a cui partecipano anche rappresentanti degli uffici tecnici comunali. Si apre la procedura di Via(valutazione di impatto ambientale) a cui partecipa il comune di San Benedetto del Tronto come soggetto interessato. Grande assente la Regione Abruzzo (che non sarebbe stata interpellata).

Dai dati in possesso risalenti allo scorso novembre, la proposta di realizzazione dell'impianto, sarebbe ferma alla fase Via in attesa di ricevere la valutazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e l'autorizzazione del Ministero dello sviluppo economico. Mentre la Regione Abruzzo ha battuto la cugina Marche in termini di attivismo, secondo Ferranti, «sembra che il consiglio regionale marchigiano, non abbia presentato nessuna risoluzione urgente ». E infatti la politica marchigiana è spaccata in due sul tema impianto, tra il Movimento a 5 stelle che difende a spada tratta l’interesse dei cittadini e dice no al progetto e la maggioranza «che avrebbe votato a favore della centrale».

03/01/2012 10:29