Campagna di disobbedienza civile: «tagliamoci le bollette dell'acqua del 7%»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La proposta la lancia lo sportello provinciale di Chieti del Codacons Abruzzo.

ABRUZZO. La proposta la lancia lo sportello provinciale di Chieti del Codacons Abruzzo.

Una vera e propria campagna di «disobbedienza civile»: l’associazione che tutela i diritti dei consumatori invita tutti, associazioni, comitati spontanei e più in generale tutti i cittadini a farsi promotori di una campagna di autoriduzione delle bollette dell'acqua che arriveranno prossimamente nelle case dei cittadini abruzzesi del 7%. «La campagna», spiega il vice coordinatore Vittorio Ruggieri, «è la risposta all’aumento ingiustificato delle tariffe relative al servizio idrico, quindi alla gestione di essenziale e pubblico bene quale è l’acqua, deciso dagli Ato provinciali, (ossia l'assemblea dei sindaci). Se aspettiamo che i nostri amministratori o i nostri politici applichino le nuove regole sul settore - così chiare, coincise e costituzionalmente incontrovertibili - dettate dal recente Referendum sull’acqua al quale hanno partecipato ed espresso la propria volontà la maggioranza assoluta dei cittadini abruzzesi non vedremo mai il giorno».

Ecco perché il Codacons Abruzzo propone una vera e propria rivolta fiscale come forma di protesta da parte del cittadino utente, come modo di alzare la testa, far sentire la propria voce e cercare la soluzione “concreta” al problema. «I soldi incassati dagli enti gestori con la tariffa non sono mai stati utilizzati, come prevedevano i piani d'ambito, per migliorare il servizio realizzando nuovi impianti e investendo, appunto, nella gestione dell’acqua pubblica. Allora i cittadini - utenti da gennaio in poi sono invitati a decurtarsi dall’ammontare delle propria bolletta la somma stabilita dal Referendum ossia il 7% del totale».

Questa forma di protesta è già stata annunciata in altre località italiane, poiché le tariffe stanno aumentando un po’ in tutta Italia, facendo leva sull’immediata applicabilità di quanto dispone il Referendum abrogativo delle vecchie norme. L’esito della abrogazione referendaria, infatti, si è già prodotto ed è immediatamente operativa, non serve attendere alcun intervento legislativo, in quanto il risultato referendario è stato sancito con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 116 del 18 luglio 2011, pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 167 del 20 luglio 2011. Cosa si prevede a riguardo delle tariffe stando all’esito abrogativo del Referendum? Presto detto: l’adeguamento della tariffa del servizio idrico integrato consistente nella riduzione delle medesima rimuovendo dal computo della stessa la quota relativa alla remunerazione del capitale investito. E a quanto ammonta questa quota? Al 7%. «Speriamo», dice Ruggieri, «che tutte le associazioni e i comitati cittadini raccolgano questo invito a una vera e propria battaglia civile che oltre a beneficiare le tasche degli abruzzesi serve a salvaguardare il significato del voto popolare espresso nel referendum».

 03/01/2012 08:04