Bollo auto: inghippo di Stato tra silenzi e dubbi arriva la prima sentenza

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4845

ABRUZZO. L'associazione di consumatori ed utenti Codici nel mese di dicembre 2009 aveva denunciato un grave errore dell'ex Servizio Nazionale della Riscossione (Soget spa) e dell'Agenzia delle Entrate.
 

Di fatto sono stati tratti in inganno milioni di contribuenti in Italia e decine di migliaia in Abruzzo.

Nei mesi di febbraio e di marzo 2010 l’Ufficio legale di Codici Abruzzo, coordinato dall’avvocato Mauro Talamonti, depositò ricorsi a pioggia presso le Commissioni Tributarie Italiane contro gli uffici periferici dell’Agenzia delle Entrate.

Lo scorso 24 settembre è stata emessa la prima sentenza a favore di un assistito dell’associazione dalla Commissione Tributaria Provinciale di Chieti che ha accolto integralmente le richieste formulate dal sodalizio annullando il provvedimento dell’Agenzia delle entrate.

«Questa sentenza», commenta il segretario provinciale di Codici, Domenico Pettinari, «rappresenta una prima vittoria a tutela degli interessi dei contribuenti che assume un valore importantissimo in quanto sarà prodotta dal nostro ufficio legale presso tutte le sedi delle commissioni tributarie dove vi sono i nostri ricorsi pendenti e chiederemo ai giudici di assumerla come precedente».

In Abruzzo Codici ha ricorsi pendenti presso le Commissioni Tributarie Provinciali di Pescara, Chieti, Teramo e L’Aquila.

La problematica investe circa 50 mila cittadini abruzzesi. Da un calcolo approssimativo ma verosimile, le cifre di incasso, previste da questa manovra contestata si aggirano intorno a 10 milioni di euro solo per la nostra regione, mentre per l'intero territorio nazionale l'importo ammonta a circa 300 milioni di euro.

In cosa consiste l'errore e quindi l'inganno?

Nel 2003, la Soget inviava a milioni di contribuenti italiani, quindi a migliaia di abruzzesi, un invito a condonare bolli auto non pagati relativi agli anni di imposta 1993-96.

Il contribuente, pagando solo il 25% dell'intero debito, avrebbe definito la pendenza in essere. Dunque se un utente aveva un bollo auto non pagato di 100 euro, con soli 25 euro avrebbe messo fine ad ogni ulteriore richiesta.

Quindi, l'utente, gentilmente invitato, aderisce formalmente al condono pagando entro i termini stabiliti.

A distanza di sei anni, però, agli stessi contribuenti, viene richiesto il pagamento del 75% del restante debito con il semplice invio, da parte dell'Agenzia delle Entrate, di un complicatissimo “provvedimento di diniego” che di fatto annulla il condono al quale avevano aderito i cittadini.

Al provvedimento dell'Agenzia delle Entrate, ha fatto seguito l'invio dell'intimazione a pagare da parte dell'Equitalia Pragma (concessionario della riscossione attualmente competente per le province di Pescara, Teramo e Chieti), pena il fermo amministrativo dell'autovettura eventualmente in possesso.

E non è finita qui: oltre al danno la beffa perché il contribuente dovrà pagare anche gli interessi di mora applicati, non dall'Agenzia delle Entrate, ma dall'agente della riscossione , Equitalia Pragma, società per azioni partecipata al 51% dall'Agenzia delle Entrate e al 49% dall'Inps.

Da cosa deriva l'errore?

«L'errore» spiega l’avvocato Mauro Talamonti, «deriva da un'errata interpretazione dell'art.12 della legge 27 dicembre 2002 n°289 (c.d. Condono) nella parte in cui si prevede il condono esclusivamente per ruoli emessi da uffici statali, in gergo “erariali”. L'agente della Riscossione, nell'inviare i predetti inviti a condonare, non distinse i debiti per ruoli erariali e quelli per ruoli non erariali che non si potevano condonare. Nel calderone degli importi condonabili, ci sono finiti anche i bolli auto che non erano condonabili, in quanto non sono carichi “erariali”».

Codici, prima associazione in Italia ad accorgersi dell'errore, ha incontrato nei mesi scorsi i vertici regionali dell'attuale Agenzia di Riscossione (Equitalia Pragma spa, con sede a Pescara) ed i vertici dell'Agenzia dell'Entrate, per cercare una soluzione della problematica a livello collettivo. Ma, dopo le promesse il caso è approdato sul tavolo del Ministro delle Finanze e non si è saputo più nulla.

L’associazione Codici rimane a disposizione per consigli e consulenze presso lo sportello di via Carlo Alberto Dalla Chiesa a Pescara.

 09/10/2010 12.11