Trasporto pubblico, entro sei mesi obbligatorio il progetto di fusione

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E' stata approvata, questa notte, all'interno della Finanziaria regionale, la norma di legge di riordino delle partecipazioni societarie in materia di trasporto pubblico.

Il progetto di legge era stato varato, nell'estate scorsa, dalla Giunta regionale su proposta dell'assessore ai Traporti, Giandonato Morra. La normativa disciplina le modalità per procedere alla costituzione di un'unica azienda pubblica per lo svolgimento dei servizi di trasporto pubblico locale, con esclusione di quelli ferroviari, mediante fusione delle società Arpa e Gtm .

Al nuovo soggetto viene assegnata anche la parte del servizio di Trasporto pubblico locale su gomma gestito dalla Sangritana S.p.A. mediante scissione parziale. «E' un risultato importante ottenuto grazie alle sinergie che si sono avute con tutti i consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione e con le parti sociali», ha dichiarato Morra. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, Arpa e Gtm dovranno svolgere l'iter tecnico per presentare il progetto di fusione contestualmente alla Sangritana che dovrà proporre un progetto di scissione del ramo trasporto pubblico su gomma. Tale progetto di fusione dovrà essere appunto approvato dal Consiglio Regionale. Le operazioni di riordino delle partecipazioni societarie saranno dirette da un Comitato coordinato dall'assessore ai Trasporti  e composto dai presidenti e direttori delle società di trasporto nonchè dal Direttore Regionale dei Trasporti e dal dirigente del servizio Affari finanziari e controllo.

«Ha vinto - esordisce con soddisfazione il capogruppo del Pd Camillo D'Alessandro - l'opposizione di governo, hanno perso i conservatori delle poltrone, degli sgabelli e dei voti clientelari. Ci siamo sostituiti ad una maggioranza inutile e divisa, incapace di garantire le riforme che servano alla nostra Regione»

«Il PdL sulla questione si è spaccato», ha detto ancora D’Alessandro. «L'assessore Morra ha minacciato le dimissione se l'emendamento non fosse stato approvato e ha sottoscritto l'emendamento del Pd. La legge fissa il termine per le fusioni: entro e non oltre sei mesi, i dissidenti pretendono si cancellino le parole " non oltre" cioè la perentorietà del termine. Ma si sono dovuti arrendere.

30/12/2011 15:28