Nuovi uffici della Regione per 18 mln di euro: «operazione opportuna e conveniente»

Alessandro Biancardi

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Nuovi uffici della Regione per 18 mln di euro: «operazione opportuna e conveniente»
L’AQUILA. Una operazione da 18 milioni di euro per i nuovi uffici della Regione che dopo il terremoto non hanno più una collocazione. Se prima ci si doveva ‘accontentare’ di 4.400 mq adesso si starà decisamente più larghi in circa 10 mila mq.

Con il nuovo acquisto gli uffici regionali, solo nel capoluogo di Regione, occuperanno a breve oltre 23.500 mila mq. Tra un paio d’anni, ricostruzione completata così come tabella di marcia, si salirà a quota 33 mila.

Dopo il sisma del 6 aprile 2009 non solo la Regione ha perso quegli spazi in affitto che hanno subito danni ma c’è la necessità di ulteriori metri quadri perché, dicono, le esigenze e la mole di lavoro è aumentata. Il servizio promozione culturale, ad esempio, non ha più spazi a sufficienza, le strutture che coordinano l’emergenza post sisma non hanno ancora trovato una definitiva sistemazione e la direzione Lavori pubblici ha dovuto ripiegare su una palazzina di Preturo, concessa dall’Ater, scomoda e fuori mano.

Così, pur essendo in tempi di magra, la Regione si organizza e pensa a fare un investimento. L’operazione viene definita nella relazione tecnica «opportuna e conveniente sia sotto il profilo esigenziale e logistico che sotto il profilo economico».

La scelta è ricaduta su un immobile di 10 mila metri quadrati in via Salaria Antica Est, civico 27, di proprietà della Rivera Immobiliare Srl de L’Aquila. Dopo il terremoto la giunta ha preso in affitto proprio quei locali, «con opzione irrevocabile di riscatto in favore della Regione» per la ricollocazione degli uffici che avevano sede in immobili danneggiati dal sisma. L’opzione di riscatto prevede che dal prezzo di acquisto, che ammonta a 16,4 milioni di euro (iva esclusa) vengano scalate le somme già versate come canone d’affitto (ad oggi circa 1,2 milioni di euro).

Per far andare in porto l’operazione i consiglieri Luca Ricciuti (Pdl) e Giovanni D'Amico (Pd) hanno presentato un emendamento per lo stanziamento, attraverso mutuo, di 18 milioni di euro da pagare in 20 anni con rata di 250.000 euro e un preammortamento per un importo di 950.000 euro. Proprio quell’emendamento è stato ieri contestato dal consigliere regionale di Rc, Maurizio Acerbo, che sulla ‘salata’ questione avrebbe preferito un minimo di discussione in Consiglio.

I DANNI DOPO IL SISMA

Per gli immobili in locazione danneggiati dal sisma (palazzo Branconi Farinosi in piazza San Silvestro, la Palazzina D/E di via Aldo Moro) la Regione ha disposto la risoluzione dei contratti mentre per gli immobili di proprietà la questione è ben diversa. La sede di Palazzo Silone (13.500 mq) in via Leonardo Da Vinci, (dove tra gli altri ci sono gli uffici della presidenza, Risorse Umane, Bilancio) è stata ripristinata fin da subito e già a giugno 2009 è tornata operativa. Più difficile, invece, la situazione per altri immobili.

Palazzo Centi (3.200 mq ) in piazza Santa Giusta (uffici della presidenza della Giunta e di diretta collaborazione del presidente o della struttura speciale di supporto stampa) è stato dichiarato non agibile (E) e il danno stimato ammonta a 6 milioni di euro. Si calcolano circa tre anni di tempo per la messa a norma. Solo un anno di lavori, invece, sono previsti per il palazzo di via San Bernardino (direzione Lavori Pubblici) di 2.400 metri quadrati (A) e il danno stimato ammonta a 1,7 milioni di euro.

Palazzo Dragonetti (3.146 mq per direzione Cultura e Ufficio Sanità), in via Roio (E) ha riportato danni per oltre 4,2 milioni di euro mentre l’immobile ex Isef di viale Crispi (E) 850 mila euro di danni e 365 giorni di lavoro per rimettere in piedi la struttura.

Si stima nel parere tecnico che il totale delle superfici di proprietà della Regione recuperabile è di circa 10 mila metri quadri (3.900 mq recuperabili «in breve termine», 6.000 «a medio termine») ma comunque non basterebbero a garantire un posto per tutti (prima del sisma si stava ‘stretti’ in circa 4.400 mq). In più i tempi per le varie ristrutturazioni o la costruzione di un edificio ex novo comporterebbero un ulteriore esborso di circa 2,2 milioni di euro (l’affitto dei locali in via Salara) in attesa del trasloco definitivo

 

LA PROPOSTA

Da qui l’esigenza di acquistare l’immobile di via Salara e avere a disposizione ulteriori 10 mila metri quadri: 5.250 mq di superficie solo per gli uffici e altri 5.790 per archivi (1.920 mq), autorimesse (2.280mq), terrazze (982 mq), galleria interna (240mq). Il costo «è in linea con la stima del costo di costruzione di immobile similare per tipologia e superfici», si legge nella relazione allegata all’emendamento, e «risulta compreso tra i valori di mercato rilevati dall’Osservatorio Immobiliare».

«Ne consegue», si legge nel documento, «che il predetto prezzo può essere ritenuto congruo ai fini dell’acquisto». Se la Regione decidesse di procedere, tra circa 3 anni, ovvero i tempi della ristrutturazione dei beni di proprietà, si troverebbe a disposizione circa 20 mila metri quadri di superfici per gli uffici.

a.l. 30/12/2011 11:23