Ruffini e Di Luca, Pd: «Teramo penalizzata, tagliamo i posti letto privati»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Se i consiglieri Teramani attaccano Chiodi per i tagli, il commissario alla Sanità annuncia gli sviluppi per 5 nosocomi sottoutilizzati.

 

«Nessun favoritismo per la provincia di Teramo nel nuovo piano sanitario», aveva detto ieri il presidente Chiodi a chi in questi giorni vuole far credere che la provenienza del governatore si stia facendo sentire.

Ma ci sono anche due consiglieri regionali del Pd, Giuseppe Di Luca e Claudio Ruffini, che pensano che il teramano ne esca peggio delle altre zone. «La Provincia di Teramo non è affatto contenta del Piano operativo e non va a raccogliere in modo trasversale consensi per ottenere qualcosa. Con questo Piano sugli ospedali - dice Giuseppe Di Luca - si legittima l'arrivo del privato a S. Omero e si colpisce un presidio in un'importante zona di confine che era stato un vanto della politica teramana».

Inoltre, aggiunge Claudio Ruffini, «se dobbiamo parlare di posti letto, Teramo è quella che ne ha e ne ha avuti di meno rispetto alle altre province, tanto che siamo a 3.09 per mille posti letto su una media regionale di 3.5 per mille».

Addirittura il senatore Giovanni Legnini ha raffigurato il presidente Chiodi e l’assessore Venturoni come «membri della Giunta comunale di Teramo».

Invece, secondo i due consiglieri regionali questo Piano operativo colpisce sopratutto i tre ospedali periferici di Atri, S. Omero e Giulianova, trasformandoli in nosocomi a basso livello di prestazioni con ulteriori chiusure di reparti.

La Cardiochirurgia, di cui si tanto parla, a Teramo è il reparto più longevo dell'ospedale ed ha conosciuto e rappresentato un'eccellenza non solo per Teramo, ma per l'intero Abruzzo, inoltre non ha visto aumentare nessun posto letto se non quelli che il vigente Piano Sanitario regionale gli ha assegnato.

Infine la proposta di Ruffini e Di Luca: la battaglia non deve essere tra i territori, ma per la sanità pubblica in Abruzzo. «Il privato faccia il privato e non il privato assistito con i soldi pubblici. I tagli dei posti letto si facciano alle cliniche private, se riusciamo in questo molti ospedali pubblici non chiuderanno e potranno svolgere la funzione che gli è stata assegnata. Noi proponiamo – concludono Ruffini e Di Luca - un taglio del 50 per cento ai posti letto privati per acuti».

 

«OSPEDALI SOTTOUTILIZZATI SARANNO RICONVERTITI»

 

E questa mattina il presidente e commissario alla Sanità è tornato a parlare degli ospedali sottoutilizzati, di «reparti di chirurgia con elevata inappropriatezza mentre gran parte dei ricoveri, riguarda persone con età superiore a 65 anni che, in alcuni casi, sfiorano anche il 90 per cento».

E' questo il quadro che emerge dai dati rilevati dall'assessorato regionale e che Chiodi ha ribadito che confermano «l'inutile spreco di risorse per far fronte a una richiesta di servizio molto limitata che sicuramente va indirizzata in maniera diversa».

«Tutti i cittadini - ha detto Chiodi - hanno il diritto di essere curati e assistiti in ospedali altamente efficienti con personale motivato e qualificato e con tecnologie all'avanguardia in grado di far fronte ad ogni tipo di situazione. Comprese quelle emergenze che possono mettere a rischio la vita delle persone lì dove non si è strutturati ed adeguatamente attrezzati. I cittadini che abitano in queste zone, comunque, avranno a disposizione un ospedale importante, a breve distanza e saranno adeguatamente supportati da un più efficace sistema di soccorso del 118».

Gli ospedali che saranno riconvertiti continueranno ad offrire assistenza sul territorio come Presidio Territoriale di assistenza.

Le 5 strutture disattivate da ospedali per acuti, ossia Pescina, Tagliacozzo, Guardiagrele, Casoli e Gissi vengono infatti riconvertite in una organizzazione territoriale (che viene definita Presidio Territoriale di Assistenza PTA) Ci sarà l' assistenza medica e infermieristica 12 ore al giorno, il collegamento al centro unico di prenotazione, spazi dedicati per l'attività ambulatoriale specialistica con particolare riferimento alle discipline di base, punto prelievi, servizi di diagnostica specialistica; ecografia, Radiodiagnostica tradizionale, elettrocardiogramma, consultori e servizi socio sanitari integrat.

Parla, invece, di «vecchi medi di gestire la sanità pubblica» Gabriele Pasqualone, segretario provinciale Fials che stamani ha preso visione dellecomunicazioni da parte del direttore sanitario del presidio Ospedaliero di Penne per le attivazione degli AFO (riunificazione di più servizi e reparti per “risparmiare” sul personale) a firma di Valerio Cortesi.

Le disposizioni prevedono lo spostamento di unità di personale e la conseguente riduzione di posti letto nel nosocomio pennese.

«Questa iniziativa è stata prese senza che vi sia alcun atto ufficiale della regione Abruzzo e della stessa ASL in merito a riorganizzazioni della rete ospedaliera», contesta Pasqualone, «e senza alcuna considerazione dello stato dei locali ove saranno accorpate queste attività. Molti dei locali, infatti, non sono assolutamente idonei. Questa decisione provocherà, inoltre, enorme disagio e disservizi per l’Utenza dell’intera area vestina – ma anche dai paesi limitrofi della provincia di Teramo - cui l’Ospedale fa da punto di riferimento».

Per il segretario, inoltre, «il personale è insufficiente e con carichi di lavoro sempre maggiori. Non si ricorre più da anni alle sostituzioni del personale che va in pensione e se non si affronta da subito questa problematica non la si risolverà certo con gli accorpamenti o le “momentanee” chiusure di reparti. Chiediamo la immediata revoca delle disposizioni impartire e l’apertura di un tavolo di confronto»

 

29/07/2010 5.13