Bilancio, nella notte passa la Finanziaria. Addio vitalizi. Opposizione: «assalto alla diligenza»

Alessandro Biancardi

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Bilancio, nella notte passa la Finanziaria. Addio vitalizi. Opposizione: «assalto alla diligenza»
L’AQUILA. Dopo circa dodici ore di discussione il Consiglio regionale ha approvato, a maggioranza, alle 4:15 di mattina, la legge Finanziaria 2012, il Bilancio di previsione 2012 e il Bilancio pluriennale 2012-2014.

Ammonta a circa 5 miliardi e 800 milioni di euro il bilancio di previsione 2012 della Regione Abruzzo, approvato la scorsa notte alle 4.15 dal Consiglio regionale dopo oltre 12 ore di dibattito. Il provvedimento è passato con i voti della maggioranza. Tra le novità contenute nel documento contabile spicca la facoltà, per il Consigliere regionale che abbia maturato i requisiti al vitalizio, di rinunciare al diritto e di ottenere il rimborso delle somme versate a titolo di contributi fino a quel momento. E’ stata corretta la norma che introduceva il ticket di 10 euro sulle prestazioni sanitarie, che dal primo gennaio non potrà più superare il costo totale della prestazione stessa stabilita dal tariffario nazionale.

Nei mesi scorsi, infatti, era accaduto che esami diagnostici, nelle strutture pubbliche, avessero un costo superiore a quello delle strutture private. Nel bilancio del prossimo anno viene istituito un nuovo capitolo destinato all’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati, con uno stanziamento di 400mila euro. Al sostegno delle imprese turistiche andranno fondi per 2 milioni e 800mila euro, mentre 750mila euro serviranno per il finanziamento delle tessere di libera circolazione (concesse a particolari categorie di cittadini) sui mezzi del sistema di trasporto pubblico locale regionale.

Confermata la proroga, fino al 30 settembre 2012, delle procedure di liquidazione dell’Aptr, mentre quelle di Abruzzo Lavoro si concluderanno entro il 29 febbraio.

Aumentano i canoni di concessione delle risorse idriche, con un incremento che oscillerà tra l’un per cento per gli usi agricoli e il 15 per cento per le attività commerciali e industriali. «Siamo molto soddisfatti – ha commenta il presidente della Commissione Bilancio Emilio Nasuti – perché siamo riusciti ad approntare un documento di programmazione che, seppur tra molte difficoltà, consentirà una serie di interventi strategici in molti settori, oltre a rispondere alle istanze dei territori».

La Provincia di Pescara riceverà 500mila euro per la riqualificazione della ex colonia Stella Maris, mentre 800mila euro saranno destinati a interventi sulla viabilità a Lanciano (realizzazione rotatoria Variante Frentana-Provinciale per San Vito) e Castel Frentano (sistemazione ex Provinciale Trastulli-Valle Paduli). Altri 150mila euro saranno destinati, come contributo, al polo fieristico regionale di Lanciano. Per la realizzazione di strutture sociali destinate a minori e disabili, la Regione contribuirà ai progetti delle organizzazioni di volontariato con un fondo di 100mila euro.

Tra le altre misure, ci sono 180mila euro per il dragaggio e ripascimento delle spiagge abruzzesi, 200mila euro di contributo all’istituto di ricerche Mario Negri sud, 120mila euro per il funzionamento del Cram (il Consiglio degli Abruzzesi nel Mondo), 100mila euro per il fondo regionale degli sfratti, 50mila euro per il fondo per gli aiuti alimentari ai bisognosi e 60mila euro per il fondo destinato alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro delle donne.

Nella legge Finanziaria è stato invece inserito un emendamento che riguarda la ricostruzione nelle aree colpite dal sisma del 2009. La norma prevede il dimezzamento dei tempi del procedimento amministrativo per i piani attuativi in variante degli strumenti urbanistici vigenti. Sul fronte della riforma del sistema dei trasporti, sempre all’interno della Finanziaria, è prevista una norma – che recepisce un progetto di legge già approvato in Giunta – per la creazione della società unica regionale per il trasporto su gomma, attraverso la fusione di Arpa, Gtm e lo scorporo del ramo d’azienda della Sangritana, che invece continuerà a gestire il traffico ferroviario.

«ASSALTO ALLA DILIGENZA»

Se per l’assessore Carlo Masci è passato «un bilancio che guarda avanti e che dà prospettive di crescita e di sviluppo per la regione» non si può dire che le polemiche e i contrasti ieri in aula non si siano fatti sentire.

Il capogruppo del Pd Camillo D’Alessandro ha definito il presidente della Regione «Attila d’Abruzzo» e la giornata è andata avanti con più di 1.200 emendamenti e subemendamenti. E se Chiodi mentre l’opposizione parlava era fuori dall’aula a telefonare, la minoranza ha abbandonato gli scranni quando a prendere il microfono è stato il presidente.

Il capogruppo Api, Gino Milano, nel suo intervento ha denunciato con forza il mancato rispetto dei termini previsti per la predisposizione e deliberazione del Dpefr, della legge di bilancio e finanziaria da parte della Giunta. «Ci siamo trovati - evidenzia Milano - ad esaminare in modo concitato cifre e voci contabili, relative a dati economico-finanziari che incideranno sulla vita degli abruzzesi per i prossimi anni; costretti a discuterne in tempi strettissimi, con un tour de force che non rappresenta certo un esito scontato o ineluttabile ma che è semplicemente il frutto di reiterate inosservanze delle prescrizioni normative contenute nello Statuto». «Non si possono chiedere altri sacrifici ai cittadini abruzzesi aumentando ulteriormente accise, bollo e addizionali», ha commentato invece il capogruppo dell’Udc Antonio Menna, «per poi sperperare quei soldi distribuendoli con il solo criterio della clientela».

«La discussione che ha interessato il Consiglio regionale assomiglia a un vero e proprio assalto alla diligenza», ha detto Franco Caramanico (Sel) in aula: «abbiamo assistito alla presentazione di emendamenti da parte di assessori o a reiterati tentativi di bypassare disegni di legge con emendamenti ad hoc. Il dato più sconcertante che emerge dalla Finanziaria è la destinazione di 2 milioni di euro al funzionamento della giunta invece che agli interventi contro il dissesto idrogeologico. Così come restiamo allibiti di fronte al fatto che nei documenti non si parli mai dell’Abruzzo come regione dei parchi, un settore completamente dimenticato dall’esecutivo regionale. Chiodi avrebbe dovuto preoccuparsi di aumentare le risorse, ad esempio aumentando i canoni idrolettrici, o intervenendo sul federalismo demaniale che trasferisce alle regioni la competenza sul demanio marittimo e su quello idrico».

30/12/2011 08:29