Bilancio regionale, un emendamento bipartisan da 18 milioni di euro

Alessandro Biancardi

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Bilancio regionale, un emendamento bipartisan da 18 milioni di euro
L’AQUILA. 40 sub emendamenti per scongiurare decisioni avventate. Sono quelli presentati dal consigliere regionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo.

L’approvazione del Bilancio non sarà una passeggiata. L’ostruzionismo è alle porte perché nel documento di fine anno si rischia di trovare un po’ di tutto. E Acerbo ha scovato nel mare magnum che dovrà passare oggi in Consiglio (si prevedono le ore piccole) un emendamento che non gli va proprio giù. Si tratta di quello presentato dai consiglieri Luca Ricciuti (Pdl) e Giovanni D'Amico (Pd) sullo stanziamento, attraverso mutuo, di 18 milioni di euro da pagare in 20 anni con rata di 250.000 euro e un preammortamento per un importo di 950.000 euro. Una cifra non indifferente di cui, spiega il consigliere di Rifondazione, si viene a sapere solo da un emendamento infilato tra migliaia di carte e documenti, senza alcuna discussione.

Ma a cosa servirebbero questi soldi? Ad acquistare un immobile a L'Aquila, spiega il consigliere d’opposizione. «Trovo insensato», spiega ancora Acerbo, «che investimenti di questa rilevanza vengano proposti attraverso emendamenti e senza adeguato dibattito».

Perché allora questo emendamento? Perché questo asse Pd-Pdl? E soprattutto perché non se ne è parlato prima e non si sono ascoltate proposte alternative?

E’ questo il taglio dei costi di cui parla Chiodi o il «contenimento della spesa» di cui parla il presidente del consiglio Nazario Pagano?

Un confronto sull’argomento magari sarebbe stato utile considerando anche la cifra non indifferente e l’indebitamento per 20 anni. Un po’ più di chiarezza anche non guasterebbe tanto per sgombrare i dubbi o i cattivi pensieri.

«Fa piacere che mentre tutte le forze liberiste propongono di svendere le proprietà e i servizi pubblici in Abruzzo ci si riprometta di fare acquisti», continua Acerbo. «Non sono certamente contrario ad acquisire immobili invece di pagare affitti però vorrei capire meglio i contorni di un'operazione che per la sua rilevanza meriterebbe almeno qualche approfondimento in commissione».
Perché non procedere alla ricostruzione e al recupero degli immobili regionali danneggiati dal terremoto, domanda Acerbo.

29/12/2011 16:02