Consiglio regionale, tensioni sul bilancio. Idv: «’sveltine’ dell’ultim’ora in casa Pdl»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E’ la discussione sulla Legge Comunitaria regionale 2011 l’argomento principale della seduta di oggi del Consiglio regionale.

Successivamente, oltre ad alcuni provvedimenti finanziari, l’assemblea sarà chiamata ad esaminare le modifiche alla normativa sui Consorzi di bonifica, il progetto di legge per il sostegno della qualità e tracciabilità delle produzioni agricole regionali e il provvedimento amministrativo relativo ai contributi da erogare alle Province per l'attuazione dei servizi di trasporto e assistenza scolastica agli studenti disabili che frequentano le scuole superiori. Domani, il Consiglio regionale tornerà a riunirsi – sempre alle 11 – per l’approvazione della Finanziaria regionale, del Bilancio di previsione 2012 e del Bilancio pluriennale 2012-2014. E non mancano polemiche.

«EMENDAMENTI BEN NASCOSTI»

Il consigliere Cesare D’Alessandro denuncia la presenza di un emendamento «ben nascosto», proposto dal Pdl (il numero 368) che «premia i soliti noti» e cerca di «ripristinare per intero le indennità degli amministratori unici».
Se fosse approvato l’emendamento della maggioranza, spiega D’Alessandro, i dirigenti e funzionari regionali che svolgono anche le funzioni di amministratore unico andrebbero a percepire, aoltre ai già lauti compensi dirigenziali, anche le indennità previste per i presidenti dei consigli di amministrazione, pari a circa 2.500 euro mensili, che possono essere raddoppiati nel caso di collocazione in aspettativa».

Ma D’Alessandro focalizza l’attenzione anche su un altro emendamento, il numero 376 (sempre del PdL) con il quale la maggioranza vorrebbe «sanare», dice l’esponente dell’Idv, «le sciocchezze e gli abusi commessi dall’amministratore unico dell’Ater di Teramo il quale, senza l’autorizzazione del Consiglio regionale, ha investito e speso la bella somma di 1.461.000 euro».

«QUATTRO SPICCIOLI PER I DISABILI»

Il Pd si scaglia invece contro «i quattro spiccioli» che la regione intende stanziare per il servizio di trasporto e assistenza ai disabili: «le Province», spiega Marinella Sclocco, «spendono 4 milioni di euro e la Regione ne stanzia appena 700 mila». In commissione la settimana scorsa Sclocco, insieme ai colleghi Claudio Ruffini e Giovanni D'Amico hanno presentato un emendamento al bilancio rintracciando altri 400 mila euro.

LA SICUREZZA SUL LAVORO

Mimi D’Aurora della Cgil Abruzzo si augura invece che l’approvazione della finanziaria regionale per il 2012 sia l’occasione per il Consiglio di tornare sulle misure da adottare per intervenire «concretamente» sulla salute e sicurezza sul Lavoro e contribuire a salvare vite umane.
Di recente infatti, nella seduta del 12 dicembre scorso, era stata bocciata una risoluzione sulla sicurezza sul lavoro che prevedeva di destinare al potenziamento degli organici dei Servizi di Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro delle ASL, parte delle risorse della sanità rese disponibili per interventi nella medicina del territorio, contenute nell’accordo sindacale del 3 agosto scorso. Si tratta di una richiesta avanzata con forza da tutto il sindacato. Una richiesta rinnovata in sede di audizione presso la IV commissione Consiliare e in un recente incontro con Chiodi il quale aveva espresso disponibilità nel merito.
«Da anni gli organici destinati al controllo e prevenzione della sicurezza del lavoro sono ridotto ai minimi termini», commenta D’Aurora, «meno di un terzo del necessario, in una regione in cui restano molto alti i livelli di infortuni ed in particolare quelli mortali. Il 2011 si chiude con un notevole incremento di morti sul lavoro tra le quali quelle di giovani lavoratori come è accaduto nelle scorse settimane».
Nel 2010 c’erano in Abruzzo 83 unità, compresi gli amministrativi, di cui solo 41 con qualifica di Ufficiale di Polizia Giudiziario. Le Marche, regione simile alla nostra per dimensioni, ha 156 unità. Il rapporto fra ufficiali in Abruzzo e aziende da controllare è il peggiore fra le regioni italiane: 1.374,3 aziende per ogni ufficiale contro una media nazionale di 859,3. «E’ evidente», continua D’Aurora, «che simili dati incidono sul numero delle ispezioni - in edilizia nel 2010 registriamo un forte calo rispetto al 2008 e 2009- e sulla qualità del lavoro da seguire. Le cifre parlano da sole su quale è il punto focale della emergenza infortuni sul lavoro in Abruzzo».
28/12/2011 12:26