Rischio trivelle, Caporale non ci sta e diffida la Regione. Richieste anche a Pescara

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «L’estrazione di petrolio nell’area compresa tra la Riserva del Borsacchio ed il Parco marino di Torre Cerrano è fuori discussione».

Parola del presidente dei Verdi al Consiglio regionale, Valter Caporale che diffida la Commissione Via (Valutazione di impatto ambientale) dall’autorizzare il progetto “Villa Mazzarosa” presentata dalla Medoilgas Italia. Il presidente del comitato di “Riserva Naturale Regionale Guidata Borsacchio”, Fabio Celommi ed il consigliere nazionale del Wwf Italia, Dante Caserta gli fanno manforte preoccupati da una recente proposta approvata dal Comune di Roseto.

Il progetto di estrazione “Villa Mazzarosa” così come “Cipressi”, “Villa Carbone”, “Santa Venere” presentati da Medoilgas Italia spa e Società Adriatica idrocarburi nel pescarese e nel teramano «desta alcune preoccupazioni». Anche se le società parlano e estrazioni di gas, c’è chi, come Valter Caporale e Maria Rita D’Orsogna, è convinto si tratti di estrazioni di petrolio a tutti gli effetti.

«Nell’eventualità di rilascio di parere positivo della Via per “Villa Mazzarosa”», assicura infatti Caporale, «adirò le vie legali del caso non solo nei confronti della Regione ma anche nei confronti di coloro che per conto della Regione esprimeranno parere positivo alle concessioni di estrazione di petrolio. Farò altrettanto per l’istanza di Villa Carbone».

In concomitanza del progetto di estrazione, la maggioranza rosetana avrebbe votato un provvedimento che secondo Wwf e Comitato riserva naturale incentiverebbe le richieste di estrazione. Si tratta della proposta di tagliare diversi chilometri di fascia costiera dall’area naturale protetta, tra le foci del torrente Borsacchio e del fiume Tordino, «con il rischio che numerosi estrattori si facciano avanti e le loro domande vengano accolte a danno dell’ambiente, della salute, del turismo, della pesca, dell’agricoltura e della qualità della vita». Una mossa, secondo Caserta e Celommi, «tesa ad aggirare la legge Prestigiacomo che vieta le trivellazioni entro 12 miglia da qualsiasi riserva, anche su terraferma».

A votare a favore durante il Consiglio comunale di Roseto degli Abruzzi del 15 dicembre scorso «sono stati il sindaco Pavone e dai consiglieri Alberto Caporaletti, Attilio Dezi, Pietro Enzo Di Giulio, Nicola Di Marco, Camillo Di Pasquale, Stefania Foglia, Romano Iannetti, Gianfranco Marini, Antonio Norante, e Vincenzo Tarquini».

«Così facendo», concludono i due ambientalisti, «tagliando una delle poche aree naturali protette della costa abruzzese i consiglieri rendono possibili maggiori richieste di trivellazione».

ESTRAZIONE DI IDROCARBURI NELLA PROVINCIA DI PESCARA

 Con quattro avvisi distinti l'ufficio Valutazione Impatto Ambientale della Regione Abruzzo ha diramato la notizia di richiesta di permesso di trivellazione per la ricerca di idrocarburi nei comuni di Pianella, Cappelle sul Tavo, Montesilvano, Città Sant'Angelo, Collecorvino, Penne e Spoltore. Spiega Marinella Sclocco consigliera regionale del PD:«ci siamo subito attivati nella ricerca di pareri autorevoli sulla pericolosità di tali ricerche e sulle eventuali ricadute sui territori e attraverso le competenze del Prof Enzo di Salvarote stilato un provvedimento di osservazioni che i comuni interessati dovevano reinviare all'ufficio VIA per opporsi all'operazione di trivellazione»

«Nel documento si esprimono tutte le preoccupazioni per un intervento di trivellazione nel nostro territorio che cerchiamo di scongiurare. Hanno inviato tutti le osservazioni e li dove non è stato possibile farlo direttamente come amministratori abbiamo comunque inviato richiesta e documenti ai sindaci, che spero vogliano tutelare da un simile scempio i territori che amministrano».

Dello stesso avviso il Capogruppo Pd in consiglio Comunale a Montesilvano, Adriano Chiulli, che ha inoltrato regolare richiesta al sindaco Cordoma affinché si mobiliti al più presto per opporsi alle trivellazioni, evidenziando come «anche per Montesilvano sia di importanza strategica opporsi in modo da evitare che il proprio territorio sia interessato da interventi di trivellazione», poiché, oltre ai noti pregiudizi che tali attività comportano per la salute dei cittadini residenti, «si comprometterebbe definitivamente qualsiasi ambizione di rilancio dell’attività turistica che oggi e per il futuro dovrà costituire la principale vocazione economica della città di Montesilvano».

23/12/2011 09:14