"Strage" di giornalisti al concorso chiacchierato: passano in 17 su 233

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sono 17 i giornalisti ammessi alle prove orali del concorso per “assistente addetto stampa” alla Regione.

A metà novembre si contenderanno i 2 posti a tempo pieno e indeterminato, categoria C, per i quali hanno sostenuto la prova il 6 settembre scorso. Una selezione durissima, viste le 223 domande di partecipazione: allo scritto sono stati tagliati “brutalmente” candidati in possesso di un curriculum di tutto rispetto e di esperienze di lungo corso. Si sono salvati i più bravi o solo quelli che hanno un identikit più somigliante al giornalista ideale che la Regione ha descritto nel bando, quello di “assistente addetto stampa” , una figura del tutto originale che porta il copyright dell’Abruzzo e della presidenza del consiglio regionale.

Non bastava «l’esercito di giornalisti» come lo chiamava Del Turco già a disposizione della Regione (giunta) e del Consiglio regionale così si sono banditi ben due concorsi, uno appunto per “assistente” e l’altro per ricercare due giornalisti o società che possano fornire contenuti e “supporto al supporto stampa”. Tra un mese si conosceranno i risultati e cioè i due fortunati vincitori e si potrà capire quanto siano attendibili le voci che immancabili fanno da corollario anche a questa ennesima selezione.

E però strana questa selezione che sceglierà due figure professionali di “categoria C”, pescando tra i giornalisti iscritti all’albo professionale (professionisti e pubblicisti messi insieme alla rinfusa), ma le cui qualità saranno valutate soprattutto per i compiti organizzativi che dovranno svolgere. Perché alla Regione sono più ricercate le capacità di gestire una mailing list o di organizzare una conferenza stampa che i contenuti di un comunicato, magari scritto a quattro mani.

Le competenze e la preparazione dei candidati in diritto pubblico (questo in sostanza chiede il bando) sono valutate da una commissione il cui presidente è un dirigente regionale, che però è un valente giornalista, e i cui componenti sono: una giornalista di lungo corso (che però non ha mai insegnato diritto, anche se è definito “esperto esterno nelle materie oggetto delle prove”) e un’esperta in “tecniche di valutazione e di selezione del personale”, che però poco c’entra col giornalismo.

Lo scritto consisteva nella redazione di una newsletter o di un articolo sull’attività istituzionale del Consiglio regionale, l’orale prevede la conoscenza delle tecniche di comunicazione, del diritto pubblico (costituzionale, amministrativo e regionale) e delle norme che regolano il lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche.

 s. c. 09/10/2010 9.01

* GLI AMMESSI