"Tutti a Bruxelles", la trasferta dei politici abruzzesi e le spese fantasma

Alessandro Biancardi

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"Tutti a Bruxelles", la trasferta dei politici abruzzesi e le spese fantasma
L’INCHIESTA. PESCARA. Missione istituzionale collettiva, tutti insieme appassionatamente… a Bruxelles.

Da Roseto, a Pescara, a L’Aquila, molti rappresentanti delle istituzioni locali erano partiti un mese fa (il 28 novembre) alla volta di Bruxelles con un’agenda piena di propositi. C’era il Comune di Pescara, capitanato dal sindaco, Luigi Albore Mascia, e dall'assessore allo Sport, Nicola Ricotta, pronto ad essere incoronato "Città Europea dello Sport 2012". Chi come il sindaco di Roseto, Enio Pavone, e gli assessori Fabrizio Fornaciari, Mirco Vannucci e Alessandro Recchiuti, avevano spiccato il volo per partecipare al “Covenant of Mayors” (Patto dei Sindaci con l’obiettivo europeo di riduzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020 ). Chi, infine, come il sindaco de L’Aquila Massimo Cialente, era andato così lontano per avere risposte chiare sulla Zona Franca Urbana. Anche la Provincia di Pescara è volata verso il Parlamento europeo. Una delegazione guidata dall'assessore provinciale all'energia, Angelo D'Ottavio ha fatto scalo a Bruxelles, per la cerimonia conclusiva del concorso che ha visto coinvolti i 46 comuni del pescarese per la realizzazione di progetti sull’energia; al suo seguito anche un giornalista ed il sindaco di Brittoli, Domenico Velluto, così come i Comuni di Crecchio e Villetta Barrea. Non mancava neanche il primo cittadino di Teramo Maurizio Brucchi in prima fila al Patto dei sindaci. E la Provincia de L’Aquila ha inviato l'assessore Guido Liris per la Giunta ed il consigliere Federico per conto dell'organo consiliare. La Regione ha schierato, invece, Di Dalmazio e Giuliante. Un summit lungo tre giorni che deve essere costato fatica, tempo e danaro ai politici tornati a casa sicuramente con un sacco pieno di iniziative, tanta voglia di metterle in pratica ed un bagaglio di esperienza.

PrimaDaNoi.it ha cercato per giorni di sapere che tipo di risultati concreti sono stati raggiunti grazie alla trasferta ed i costi per le amministrazioni pubbliche. Costi che non figurano in alcun albo pretorio. Abbiamo chiesto spiegazioni.

Impresa ardua tra politici-amministratori latitanti o super impegnati, documenti introvabili o “trovabili” ma con una richiesta formale di accesso agli atti. Eppure le domande erano semplici: a cosa è servita la missione e quanto è costata.

DA ROSETO: «L’INFARINATA GENERALE»

«Non è che abbia capito molto», dice l’assessore allo Sport di Roseto, Mirco Vannucci, «sulla trasferta di Bruxelles posso dare “un’infarinata” generale, qualche “informatina”. Alcuni microfoni andavano e venivano» e per questo molti argomenti non sono stati compresi a pieno.

Alla domanda sui temi affrontati risponde: «è una domanda complessa per me, loro spiegavano ma… ho fatto difficoltà a capirlo».

La sua presenza a Bruxelles, nelle vesti di assessore allo Sport, «sicuramente», dice, «è stata opportuna» e mirava ad ottenere impianti di risparmio energetici per le palestre e centri sportivi rosetani, pannelli solari, materiali di ultima generazione «anche se», conclude, «ora è presto per pensarci, siamo assorbiti dal bilanci e quindi in futuro vedremo se riusciamo a fare qualcosa di utile».

Ha le idee sicuramente più chiare l’assessore ai Lavori Pubblici ed Ambiente, Fabrizio Fornaciari che parla della trasferta come di «un’occasione importantissima per la Provincia». «Abbiamo ottenuto importanti risultati», spiega, «ci stiamo muovendo nella direzione del risparmio energetico come testimonia anche il progetto Paride (presentato dall’Ocse in Provincia il 22 novembre) che prevede lo stanziamento di 18 mln di euro da investire in illuminazione a risparmio energetico». Ma sui risultati ottenuti da Bruxelles resta vago. «I tempi sono lunghi. Queste sono operazioni di respiro europeo ed è la Provincia ad interloquire con la Regione».

Gli assessori «hanno partecipato agli incontri ed incontrato anche due europarlamentari per sapere come procedono la politica agricola e turistica comunitaria».

Veniamo ai costi. Sul punto i due assessori sono d’accordo. Il Comune si sarebbe fatto carico della trasferta da Roseto all’aeroporto di Ciampino e del pernottamento in albergo a Bruxelles. Per il resto è toccato a loro mettere mano al portafoglio, dalle cene ai taxi. «Abbiamo viaggiato un po’ più scomodi», dice Fornaciari, «siamo andati in autobus fino a Ciampino per risparmiare». In più, i due politici virtuosi hanno preferito dividere la stessa stanza per non gravare sulle casse comunali. «Abbiamo pernottato in economic class», dichiara Vannucci, «2 notti, 300 euro (150 euro a persona)».

Bisogna fidarsi in parola, dunque, perché dall’ufficio delibere del Comune di Roseto dicono che la determina di liquidazione e rimborso spese per il viaggio non è visionabile online ma solo con una richiesta di accesso. Sul perché il documento non sia on line rimane il punto interrogativo.

DA PESCARA: DIVIETO D’ACCESSO

Stessa storia a Pescara da dove sono partiti in trasferta l’assessore Ricotta ed il sindaco Mascia. L’assessore Ricotta ha avuto un gran da fare per tutto il giorno ed il documento con spese e costi della trasferta è inavvicinabile. Per accedervi fanno sapere dal gabinetto del sindaco, c’è bisogno di una richiesta scritta.

DALLA PROVINCIA DI PESCARA: « IN 4 CON 500 EURO»

«La Provincia di Pescara ha pagato viaggio, albergo, noleggio macchina per 4 persone (il rappresentante dell’Anci, il sindaco di Brittoli, l’assessore D’Ottavio ed un giornalista che ha seguito la trasferta documentando il tutto), alla modica cifra di 500 euro». Parola dell’assessore Angelo D’Ottavio che poco dopo rettifica: «la Provincia ha pagato il viaggio di andata e ritorno (108 euro a persona) solo per tre persone, il giornalista escluso, l’hotel (200 a persona) era a spese del progetto regionale Por Fesr». Cene e spese extra sono state pagate con i soldi propri.

«Il pranzo del giorno era offerto dalla Commissione Europea», racconta, «la sera ho offerto io per tutti, un’ottima bistecca ma il conto era un po’ salato.. Anche il taxi l’ho pagato io»

DA TERAMO: RENDICONTO TOP SECRET

Dal Comune di Teramo il resoconto delle spese per la trasferta è top secret. Paolo Cerbo che si occupa del rimborso missioni del Comune dice che «non è tenuto a dare informazioni di questo tipo e che le missioni sono a carico del Comune entro certi limiti imposti da un non meglio specificato decreto ministeriale». Funziona così: dopo le trasferte insomma, l’amministrazione presenta la nota spese ed il Comune le rimborsa. Ma è un segreto.

DALLA REGIONE: «TUTTO A SPESE NOSTRE»

Gli inviati dalla Regione hanno pagato di tasca propria. Parola dell’assessore Giuliante. «Quello che posso fornirvi», risponde, «è il mio estratto conto personale. Posso affermare con assoluta certezza che la Regione non ha pagato nulla per questa trasferta». E infatti gli uffici delibere non hanno alcun documento sul rimborso spese della missione.

DA L’AQUILA: NESSUN DOCUMENTO

Mentre dalla Provincia de L’Aquila il silenzio diventa assordante e le chiamate cadono nel vuoto, al Comune de L’Aquila il documento sui costi del viaggio non c’è. L’ufficio di gabinetto del sindaco informa che non esiste alcun atto contenente spese, i rimborsi ed i costi della trasferta . Né si può chiedere a qualcuno: il consigliere Moroni non risponde, il presidente del Consiglio de L’Aquila Carlo Benedetti non è rintracciabile. Che abbiano pagato tutto di tasca loro? Avrebbero «contribuito economicamente», così come annunciato prima della trasferta, anche Ance e Cna. Che abbiano pagato tutto loro?

Settimane di nostro lavoro per cavare qualche informazione e senza nemmeno riuscirci: l’Abruzzo è così. Chissà se capita lo stesso negli altri paesi europei.

Marirosa Barbieri  22/12/2011 15:23

TOCCO DA CASAURIA: «PAGATO TUTTO DI TASCA NOSTRA»

Fornisce informazioni sulla trasferta anche il sindaco di Tocco da Casauria (inserito nell’articolo nella foto ma non contattato da PrimaDaNoi.it: «sebbene non richiesto intendo fornire spiegazioni  sulle ragioni che mi hanno spinto a Bruxelles e  sui costi del viaggio».

Il primo cittadino Luciano Lattanzio spiega che «se è vero che queste trasferte sono a volte caratterizzate da un insufficiente grado di utilità ed operatività immediata, credo di poter dire che questo non riguardi, nel caso presente, il  Comune di Tocco da Casauria. Sono andato a Bruxelles per due essenziali motivi.  Primo confermare l’adesione del Comune di Tocco da Casauria  al Patto dei Sindaci, stipulato per la diffusione delle energie rinnovabili ed in funzione della riduzione delle emissioni di CO2, nella sede del Parlamento Europeo, fondamentale  istituzione dell’Unione Europea. Il rispetto per le Istituzioni infatti richiede, se non impone, anche atti simbolici di partecipazione e condivisione,che, fra l’altro, nel caso di Tocco ci hanno  consentito  di dare risalto alle  politiche energetiche  della ns comunità unanimemente definite lungimiranti e  sostenibili , promuovendo con esse,  turisticamente ma non solo, il nostro territorio. 2° Tessere e consolidare rapporti con un funzionario della U.E. per concretizzare proposte progettuali  che mirano a potenziare la crescita sociale e turistica del paese». Infine l’importante informazione  sui costi.

«Ribadisco la delegazione composta da me e altri 2 consiglieri comunali non ha fatto gravare alcun costo sul bilancio comunale. Ognuno  è andato a Bruxelles a proprie spese».

23/12/2011 14:20