Cisl Abruzzo contro la manovra: «nessuna speranza per gli abruzzesi in vista dei sacrifici»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Cisl Abruzzo sarà oggi davanti a Montecitorio, dalle ore 16,00 alle ore 19,00.*LA CNA: «ATTIVITÀ PRODUTTIVE PENALIZZATE DALLA GIUNTA CHIODI»

«Porteremo i problemi della nostra Regione e chiederemo un’ apertura del confronto con il Governo anche per la Vertenza Abruzzo», annuncia Maurizio Spina-, perché non dobbiamo arrenderci e dobbiamo continuare a lavorare per cambiare e rinnovare il Paese e l’Abruzzo».

E proprio il sindacato abruzzese ha convocato a L’Aquila il suo Consiglio generale per discutere delle misure previste dalla Manovra definita “Salva Italia”. All’iniziativa parteciperà anche il segretario nazionale Giorgio Santini. «Sono ancora i lavoratori, i pensionati, i più deboli e i ceti medi, ad essere colpiti da misure che introducono nuove tasse», denuncia Spina, segretario generale Cisl Abruzzo.

E di nuove tasse ce ne sono fin troppe: aumento delle accise, dell’Iva, dell’Irpef, introduzione delle nuove Imu e Res, interventi netti sulla spesa sociale con la riforma pensionistica (aumento dell’età pensionabile e dei requisiti contributivi per la pensione anticipata, con il blocco delle valutazioni degli assegni fino a 1.402 euro). «Ci sono più tasse e tagli che risorse per la crescita», continua Spina. «Sul totale degli interventi, ben 5 peseranno sulle famiglie italiane e abruzzesi senza garantirgli uno spiraglio di speranza in vista dei sacrifici che dovranno affrontare. Non è stata introdotta la misura della patrimoniale sui redditi alti, che avrebbe colpito le fasce più ricche della società».
Il 2011 è il quarto anno di crisi che sta sconvolgendo non solo l’Italia ma l’itera Europa. «È un periodo di trasformazione che non ha le caratteristiche delle crisi passate. Un processo che sarà ricordato nei libri di economia perché non siamo ancora capaci di avere una proiezione di quale futuro ci si prospetta», commenta Giorgio Santini, «In questo processo ci sono solo due aspetti certi e sicuri: il baricentro economico internazionale non è più l’Occidente e i bilanci pubblici dei Paesi non possono più ricorrere al proprio debito per risanarsi, ma alla riduzione delle loro risorse. La scelta del Governo Monti è stata quella di ridurre la voce dello stato sociale riducendo la spesa pensionistica».
La Cisl anche oggi ha ricordato la necessità di risanamento del Paese, senza prevedere però misure che possono ledere i diritti di cittadinanza. «La politica ha perso il suo ruolo, possiamo affermare che ha fallito, con la nomina di un Governo di tecnici», continua Santini.
«Avremmo voluto un governo diverso e non uno nominato per l’emergenza che cerca la cura per rimarginare la ferita prevedendo solo tagli e senza interpretare le reali esigenze del Paese. Un aiuto concreto sarebbe arrivato dallo strumento della concertazione. È un atto grave che il Governo Monti vi sia sottratto. Non siamo un sindacato da usare solo per semplici consultazioni domenicali, ma un sindacato riformatore che vuole concertare e lavorare».
L’Italia non sta vivendo un momento roseo: il Pil nel giro di tre mesi è diminuito e le previsioni fino al 2013 prevedono una grave recessione economica. La manovra non è assolutamente equa per la Cisl e manca di misure che incentivino l’economia, il reimpiego dei cassa integrati e opportunità lavorativa per i giovani. «Il problema di modificare l’articolo 18, sollevato in questi giorni dal Ministro del Lavoro, non è una cura del problema occupazionale in Italia», continua Santini.
Con l’innalzamento dell’età pensionabile per due anni nessuno potrà lasciare il posto di lavoro e dare una prospettiva ai giovani e ai cassa integrati; tale misura si traduce in 50-60 milioni di posti di lavoro in meno e in solo 250 milioni di euro di risparmio.
«Gli effetti della Manovra si risentiranno anche in Abruzzo. Una Regione che ha affrontato un periodo di riforme», sottolinea Spina: «sanità, consorzi, Confidi e acqua. Purtroppo tale processo riformatore si è fermato; questo grava e graverà sui cittadini abruzzesi anche in vista della manovra. Una Regione che nel I semestre 2011 prevedeva dei segnali di ripresa, proprio dovuto alla riforme e al lavoro del Patto, ma che nel II semestre ha iniziato a regredire. Il Governo regionale deve continuare a lavorare per completare il processo».
Questa manovra, definita “Salva Italia” «accrescerà la recessione del Paese riflettendosi negativamente sull’economia e sul lavoro. Senza crescita non c’è lavoro». Per questi motivi la Cisl ha organizzato manifestazioni e presidii e ha proclamato scioperi generali con la Cgil e la Uil.

 22/12/2011 09:34

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LA CNA: «ATTIVITÀ PRODUTTIVE PENALIZZATE DALLA GIUNTA CHIODI»

PESCARA. Mentre la Giunta regionale invita le associazioni d'impresa alla consultazione su un bilancio di previsione per il 2012 che stanzia “zero euro” per le attività produttive, nello stesso tempo approva una maxi ripartizione di fine anno.

 Si tratta di oltre 19 milioni e 300mila euro, che contiene anche interventi di carattere strategico, ma «senza dire niente a nessuno».

Lo afferma in una nota la Cna regionale, secondo cui «il provvedimento approvato il 5 dicembre scorso dall'esecutivo (porta il numero 869, ed ha per titolo “Funzioni delegate dallo Stato alle Regioni in materia di incentivi alle imprese di cui al D.Lgl. 31 marzo 1998, n. 112 - Piano delle risorse e degli interventi di settore Anno 2011”, ndr) va cambiato, perché in un momento contrassegnato dalla assoluta penuria di risorse finanziarie per lo sviluppo, avrebbe invece potuto benissimo costituire una occasione per condivide, con le forze sociali e le organizzazioni d'impresa, un percorso su priorità e scelte da compiere. Tanto più in presenza di uno strumento, come il Patto per l'Abruzzo, nato per concertare e programmare le misure più urgenti in materia di sviluppo economico».

Nel merito del provvedimento - che ripartisce stanziamenti inseriti nel fondo unico per le attività produttive, relativo al 2011 e a residui di anni precedenti - la Cna sottolinea come risulti insufficiente la destinazione, proprio ai settori produttivi (artigianato, commercio e turismo) di circa 7 milioni, ovvero il 36% del totale; mentre ben diversa risulta la destinazione di 6 milioni per mutui, dei quali al solo progetto Galileo (realizzato da Telespazio del gruppo “Finmeccanica/Thales) ne vanno quasi quattro. Da sottolineare, infine, come tra il lungo elenco di destinatari del provvedimento compaiano anche contributi importanti, come il milione e 200mila euro per il piano marketing dell'aeroporto, gli 800mila per al consorzio Mario Negri Sud e i quasi 2 milioni per l'accordo di programma “Abruzzo 2015”.  

«Decisamente insufficiente, rispetto alle attese del mondo produttivo abruzzese – conclude la confederazione artigiana presieduta da Italo Lupo – è chiaramente la somma riservata ai confidi dell'artigianato e del commercio (poco meno di 3 milioni di euro), laddove al contrario la legge di riforma del sistema di garanzie continua ad essere priva di dotazione finanziaria. In futuro, se nel 2012 dovessero rendersi disponibili ulteriori risorse derivanti dal fondo unico, sarà bene che la Regione concordi la loro ripartizione preventivamente, anziché farla conoscere a cose fatte».

 

22/12/2011 13:05