Fini chiede scusa ai pastori abruzzesi e adotta la pecora Futura

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3642

ROMA. Equivoco chiarito. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, chiede scusa agli allevatori e loro gli mandano una pecora in adozione.

ROMA. Equivoco chiarito. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, chiede scusa agli allevatori e loro gli mandano una pecora in adozione.

Si è concluso così il chiarimento tra il presidente della Camera e l’Arpo (associazione allevatori ovicaprini) dopo che il presidente per mettere a tacere schiamazzi e fischi degli “onorevoli” in aula aveva tirato in ballo i pecorai. «Sono i pecorai che fischiano solitamente», aveva detto, «non i deputati». Un tono, quello usato dal presidente, che non era piaciuto ai diretti interessati.

«Non era mia intenzione», si giustifica Fini con gli allevatori, «urtare la sensibilità dei pastori», anzi (si tira fuori dall’impasse in maniera impeccabile),«proprio perché alcuni richiami sonori (i fischi) sono tipici del vostro lavoro sono al contempo impropri ed inopportuni nel dibattito parlamentare».

Scuse accettate ma la lettera non basta. I pastori vogliono che il presidente vada a trovarli di persona in Abruzzo, per conoscere il lavoro quotidiano dei pastori e gustare le loro bontà. Ma intanto gli inviano intanto i prodotti tipici della pastorizia: agnello biologico dei parchi, formaggi premiati a livello internazionale, ricotte affumicate ed una bella pecora da adottare, Futura. «Questo documento», si legge nel certificato di adozione, «attesta che il signor Gianfranco Fini ha adottato la pecora Futura che vive nell’allevamento di Anversa degli Abruzzi».

Sarà proprio Futura (il cui nome non a caso richiama Futuro e Libertà il movimento fondato da Fini) il simbolo di una vera e propria collaborazione tra istituzioni e allevatori, sempre più all’ombra di politiche concorrenziali. Del resto è stato proprio il presidente a mostrarsi disponibile ed intenzionato ad aiutare i pastori.

«Voglio assicurare la costante attenzione da me posta al settore della pastorizia», scrive Fini nella lettera di scuse, «per l’importante funzione che riveste per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio, per il controllo e presidio degli ambienti naturali contribuendo a tenere vivi i luoghi esposti al pericolo dello spopolamento».

«Non aspettiamo che questo», risponde a stretto giro Nunzio Marcelli presidente dell’Arpo, «i nostri allevatori sono premiati e riconosciuti dai migliori chef, ma indifesi davanti ad un mercato governato dalle logiche della grande distribuzione. Non chiediamo altro che un paladino che faccia aprire gli occhi alle istituzioni, prima che tutte queste realtà svaniscano definitivamente».

E forse quel paladino c’è già ed ora avrà un motivo in più per recarsi in Abruzzo: Futura.

m.b.  21/12/2011 16:55