Aumenta l’Irpef e sul bilancio regionale incombono «numerose criticità»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Incremento Irpef, così come deciso dalla manovra Monti, anche in Abruzzo: +0.33%.

Ma per gli abruzzesi devono fare i conti nelle prossime settimane anche con il ritorno dell’Ici e con l’aumento della tariffa dell’acqua (a Chieti già passata, nel pescarese in via di definizione). L'addizionale Irpef è regionale ma la decisione dell'incremento è dello Stato.

L'Abruzzo pur essendo ancora in Piano di rientro, avrà lo stesso prelievo - 1,73 per cento - della Lombardia, Liguria, Marche, Emilia Romagna, Piemonte, con la differenza che non essendo queste regione in Piano di rientro utilizzano le risorse per i servizi al territorio mentre l’Abruzzo le dovrà utilizzare per pagare i debiti sanitari e le cartolarizzazioni ante 2007.

Se il pareggio di bilancio in sanità dovesse essere certificato anche per il 2011, così come è già accaduto per il 2010, dalla regione si potrà pensare di ridiscutere lo 0.50 per cento. Sarà il tavolo di monitoraggio ministeriale, fissato tra marzo ed aprile, a certificare il pareggio che a tutt'oggi manifesta un tendenziale positivo.

In merito alla manovra di bilancio e alla finanziaria regionale approvate sabato dalla Giunta regionale, invece, l’assessore Carlo Masci ha chiarito che è stato ottenuto un pareggio in presenza di numerose criticità. «Indubbiamente la criticità più evidente è l'incertezza sui fondi del trasporto pubblico locale, perché a tutt'oggi le regioni non sanno ancora quale sarà la somma ripristina dal Governo Monti. In questo caso ci siamo limitati a prevedere una disponibilità di 80 milioni di euro che, aggiunti ai trasferimenti statali, stimiamo sufficienti, anche in considerazione del fatto che nel 2012 verranno messe a gara le linee».

Di particolare problematicità è stato «fronteggiare il taglio verticale dei trasferimenti statali per le funzioni delegate, taglio compreso tra l'80 e l'85 per cento». Altro punto nodale è stato «il venir meno delle economie vincolate, ovvero le risorse non utilizzate». Un tesoretto che lo scorso anno ammontava a 111 milioni di euro e che quest'anno equivale a poco meno di 50 milioni di euro.

Sui Fas si è in attesa che la Corte dei Conti registri la deliberazione con cui il Cipe ha assegnato all'Abruzzo le risorse per il 2007/2013.

Ma per l’opposizione la preoccupazione più grande per il pareggio di bilancio nella sanità, che viene mancato per 40 milioni di euro. «L’ammissione di Chiodi arriva solo dopo la denuncia del Pd», commenta il segretario regionale Silvio Paolucci, «e sospettiamo che non sia stata la Regione a segnalare la distrazione ma piuttosto la società di consulenza Kpmg, tanto che neppure l’assessore al bilancio Carlo Masci ne era a conoscenza, essendosi affrettato a smentire i nostri dubbi. La verità è che quella di Chiodi è l’ammissione di un fallimento politico, amministrativo e persino contabile».

«AUMENTI DELLA SPESA CORRENTE»

 Il consigliere dell’Idv, Carlo Costantini, contesta invece l’aumento della spesa corrente: «i numeri sulle previsioni fatte nel 2010 per il 2011 e nel 2011 per il 2012 – spiega Costantini -  rivelano che, a fronte di un consistente innalzamento delle entrate tributarie, frutto dei sacrifici imposti agli abruzzesi, ai quali se ne sono (bollo auto etc.) e se ne stanno (aumento addizionale regionale IRPEF) per aggiungersene altri, la spesa corrente prevista per il 2012 e’ schizzata quasi a 4 miliardi di euro, rispetto ai 3,5 miliardi di euro erroneamente stimati dallo stesso Chiodi per il 2012, in sede di approvazione del bilancio di previsione pluriennale 2011-2013». 
Le cause sono «molteplici», sostiene il consigliere, alcune «apparentemente inevitabili» ed altre «assolutamente inaccettabili», come ad esempio l’ulteriore incremento del fondo per la retribuzione di risultato, rispetto al 2011 (quello che l’assessore Carpineta dice di dover pagare suo malgrado), pur se in presenza della riduzione del numero dei dirigenti e della contrazione, rispetto al 2011, della stessa spesa per il loro trattamento economico principale ed accessorio.
«Cio’ che, pero’, emerge in modo incontrovertibile», chiude Costantini, «è che Chiodi subisce gli eventi e non li determina, non governa con il bilancio, ma si limita a registrare passivamente le dinamiche della spesa e, soprattutto, rinvia per l’ennesima volta l’appuntamento con una radicale riorganizzazione dell’apparato amministrativo e delle regole di funzionamento dell’intero sistema regionale, in assenza della quale continueranno ad essere possibili solo interventi “recessivi”, come quelli che Chiodi si accinge ad imporre agli abruzzesi anche per i prossimi anni». 

21/12/2011 12:04