Pendolaria, 57 mln di euro a Trenitalia e biglietti salati (disservizi compresi)

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Non ci sono dubbi: alla Regione Abruzzo piacciono più le strade che le ferrovie.

E’ quanto emerge dal rapporto Pendolaria  di Legambiente che vede la nostra regione stanziare lo 0% alle ferrovie ed il 100% alle strade. Dal dossier che riporta la situazione del trasporto su ferro in Italia, l’Abruzzo batte tutti in tagli, disservizi e rincari.  Almeno in questo, si può dire, corre  ad alta velocità.

Un costume che non riguarda solo la nostra regione ma molte altre tanto  che il Bel Paese è il più arretrato in materia di investimenti ferroviari rispetto agli altri Paesi europei con una media di  35,5 km/h contro i 51,4 della Spagna, i 48 della Germania, i 46,6 della Francia ed i 40 del Regno Unito.

BIGLIETTI  SALATI  E  DISSERVIZI

Nella nostra regione il costo dei biglietti per i treni è tra i più elevati. Un vero e proprio salasso che ci colloca al secondo posto dopo la Lombardia. Nel 2011, secondo i dati di Legambiente, infatti, i costi del biglietto in Lombardia hanno subito un rincaro del +23,4% senza tagli ai servizi ferroviari, seconda l’Abruzzo con una media del 20% e punte del 25% in più, terza la Liguria con un + 20%.

Anche sul versante dei tagli la nostra regione si colloca in cima alla classifica con un – 10% , insieme alla Campania, superata solo dalle vicine Marche con un – 13% e dalla Liguria– 12%.

L’IMPORTANTE  E’ LA STRADA

Che importa se sulla tratta adriatica viaggiano 23.000 passeggeri, di cui 9.000 abbonati che ogni giorno percorrono 662 Km di rete ferroviaria? A chi importa se l’aria diventa irrespirabile? L’importante è investire in grandi infrastrutture come strade e autostrade.

E’questa la politica della Regione Abruzzo in tema di trasporti. Secondo il dossier  di Legambiente, infatti,  negli ultimi 9 anni la nostra regione non ha stanziato nemmeno una risorsa per le ferrovie e  nel periodo  che va dal 2003-2011 ha investito, invece, in strade il 100%. Altro che protocollo di Kyoto o sfide dell’Unione Europea (che auspica meno emissioni di Co2 entro il 2020). La Basilicata che per le strade ha stanziato il  69,7 % delle risorse, ha pensato destinare il 31, 3 % per le ferrovie, così come  in Calabria il 48,9%  è andato alle strade ed il 51,1 % alle ferrovie.

Il quadro si aggrava sempre di più se si analizza la cifra che la Regione ha stanziato per il 2011 a Trenitalia, ben 57,3 milioni di euro. Mentre su 4,66 mln di euro solo lo 0,8 % del bilancio regionale è stato destinato  alle ferrovie, e lo 0 % per il materiale rotabile.

20/12/2011 14:08