Inceneritori in Abruzzo, dalla Cumbria con amore… e salta fuori la Ecodeco

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Da una lontana contea dell’Inghilterra spuntano collegamenti con Ecodeco, la società che voleva vendere alla società della famiglia Di Zio la tecnologia per l’inceneritore.

ABRUZZO. Da una lontana contea dell’Inghilterra spuntano collegamenti con Ecodeco, la società che voleva vendere alla società della famiglia Di Zio la tecnologia per l’inceneritore.

Il lavoro di Rifondazione Comunista è stato certosino e si è partiti da un progetto ampiamente sponsorizzato dalla Regione in queste settimane. Ma non sono mancate sorprese e alla fine una domanda: «sono solo coincidenze?» Di sicuro sono molti i punti di contatto che il partito snocciola uno dietro l’altro e che prova come la giunta Chiodi stia lavorando alacremente per portare gli inceneritori in regione (come tra l’altro ampiamente confermato dal presidente Chiodi in persona) e che alcuni personaggi (o società) che sono emersi soltanto dalle inchieste penali poi in qualche modo ritornano…

I fatti: la Regione ha stipulato un protocollo di intesa per promuovere il progetto ‘Waste to Energy’ che in italiano vuol dire ‘energia da rifiuti’. Il progetto dura 30 mesi e l’intenzione dei partecipanti è quella di «scambiarsi buone pratiche sulle tecniche di trasformazione dei rifiuti in energia». L’idea è quella di un ampio confronto per poi approdare ad una scelta comune per tutti i partner: portare i rifiuti «non in discariche, ma in centri appositi per la trasformazione in energia». Tra i paesi che hanno aderito al progetto, oltre all’Abruzzo, ci sono regioni della Svezia, del Regno Unito, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Romania. «In sintesi la nostra regione», protesta il consigliere regionale Maurizio Acerbo, «ha scelto di far parte di un gruppo volto a promuovere gli inceneritori piuttosto che il riuso e il riciclo». Tra i partner, Rifondazione focalizza l’attenzione sulla contea di Cubria, nel Regno Unito. La provincia, scoprono Acerbo e i suoi, porta il 54% di rifiuti in discarica e solo il 46% è avviato al riciclo, compostaggio e riuso. Tra i 358 distretti e province inglesi si colloca al 98° posto. «Quindi sono sotto gli obiettivi comunitari di molto e anche al di sotto di molti comuni abruzzesi».

 

«Pur essendo una delle regioni più belle della Gran Bretagna dal punto di vista naturalistico», sottolinea il consigliere regionale, «la Cumbria non è certo una capofila della riconversione ecologica dell’economia visto che ospita anche una centrale nucleare tristemente (3 incidenti nucleari con conseguente cambio nome del sito, tra i dieci luoghi più radioattivi della Terra). Ora questi vengono a fare i professori in Abruzzo. Perché?», domanda Rifondazione

Ma proprio i collaboratori di Acerbo hanno scoperto che la provincia di Cumbria ha affidato per 700 milioni di sterline l’appalto per la gestione dei rifiuti per 25 anni ad una società che si chiama Shanks. Il nome probabilmente non dirà niente ma questa società ha una partnership tecnologica con la società italiana Ecodeco per la costruzione di impianti MTB in Inghilterra e, in particolare, proprio uno in Cumbria: (dal sito di Ecodeco: «inoltre Ecodeco sta costruendo due impianti, della capacità massima di 75.000 t/anno ciascuno, a Rockliffe-Carlisle e Barrow in Furness nella regione di Cumbria»).

Ecodeco non è un nome nuovo per l’Abruzzo: è una società del gruppo A2A, che possiede il 100% delle azioni. A2A a sua volta negli ultimi mesi è stata molto presente in Abruzzo. Oltre a gestire l’inceneritore di Brescia e quello di Acerra, è coinvolta nel business della produzione di energia in Montenegro la cui energia verrà esportata verso l’Abruzzo con il cavo Tivat-Pescara che sbarcherà proprio in città e che sarà realizzato dalla società Terna.

Ecodeco, però, ricorda Maurizio Acerbo, «l’abbiamo già sentita nominare nell’inchiesta Re Mida. Antonio Vercesi è funzionario della Ecodeco e autore degli appunti sui politici impegnati nella realizzazione degli inceneritori sequestrati dagli inquirenti. Ecodeco è la società che voleva vendere a Di Zio la tecnologia per l’inceneritore da fare a Teramo».

Nell'affare inceneritore, la procura che indaga sospetta che una quota dei profitti «sia riservata» proprio all’esponente della giunta Chiodi, Lanfranco Venturoni, ex assessore alla Sanità con l’hobby dei rifiuti. Lo stesso Di Zio parlando con Antonio Vercesi, il 2 luglio del 2009, discutendo delle quote societarie della Ecodeco è stato chiaro: «Io credo che non ci siano margini di cambiamento, da quella divisione di quote, per una ragione molto semplice, perchè quello che resta a me...non è soltanto mio, chiaro?». E di chi? Chi è l'altro beneficiario? Per gli inquirenti sarebbe proprio Venturoni al quale Di Zio chiese di esercitare «una manovretta» che inducesse Ecodeco a raggiungere patti convenienti, risparmiando quindi 5 milioni di euro. E il risparmio, spiega il gip, «non è quello che otterrebbe la Spa pubblica committente (Team Tec) che dovrà comunque erogare 15 milioni di euro alla Deco, ma il risparmio è della Deco stessa che deve procurarsi il Know How da Ecodeco». Più risparmio per la Deco, quindi, sostiene l'accusa, e maggior vantaggio economico anche per Venturoni.

Tutte fandonie per i diretti interessati che per ora stazionano nell’udienza preliminare e che anzi secondo uno dei principali indagati sarebbe stato vittima di «un complotto giudiziario».

Sempre nelle intercettazioni dell’inchiesta Re Mida due funzionari della Ecodeco srl commentarono tra loro: «Stiamo facendo un affare dieci volte più grosso… L’unico posto in Italia dove puoi fare un inceneritore nei prossimi cinquant’anni è in Abruzzo… ». E il cerchio potrebbe chiudersi. «A2A», analizza ancora Acerbo, «oggi detiene il 100% del capitale di Abruzzoenergia S.p.A. In data 27 luglio 2011 A2A S.p.A. ha acquistato il residuo 5,05% delle quote di minoranza. Tra i soci di minoranza c’era Ambiente Spa. Inoltre dal sito di DECO si legge “DECO S.p.A. rappresenta il partner di importanti società quali Abruzzo Energia. S.p.A.”». Abruzzo Energia avrebbe dovuto, secondo la ricostruzione della Procura di Pescara, gestire un termovalorizzatore in Abruzzo.

«E’ tutto casuale?», domanda Rifondazione. «E’ lecito chiedersi come mai si chiami a pontificare una contea inglese che non arriva neanche agli obiettivi previsti dalle direttive comunitarie?»

a.l. 20/12/2011 11:21

VENTURONI: «SOLITE INESATTEZZE»

 L’ex assessore alla sanità Lanfranco Venturoni dopo uno sfogo in commissione consiliare regionale sostiene che «la Team Tec non doveva realizzare un inceneritore a Teramo ma un bioessicatore. L’Ecodeco si occupa di bioessicatori, di cui ha il brevetto. Si tratta di una competenza talmente esclusiva da far sì che la Ecodeco abbia sviluppato partnership in tutta Europa. Altra inesattezza: esistono due società in Abruzzo chiamate Abruzzo Energia. La prima è quella cui si fa riferimento nell’articolo, di proprietà dell’A2A di Milano, che gestisce la centrale turbogas di Gissi; la seconda società Abruzzo Energia è formata dalla Deco più vari consorzi per raccolta rifiuti tra cui Cirsu, Ecologica Sangro, Ecoemme ed altri, ognuno detentore del 5 %. La Team Tec aveva formalizzato con apposita delibera la richiesta di acquisire da Di Zio la stessa percentuale degli altri consorzi, pari al 5%, richiesta che non ha mai trovato accoglimento. In ultimo, non per importanza, va sottolineato come l’eventuale risparmio della Team Tec, quantificato in 5 milioni, avrebbe comportato un vantaggio esclusivamente alla Team Tec in quanto l’appalto conferito alla Deco era basato sull’effettivo rimborso dei costi di costruzione».

21/12/2011 07:12