Caos ferrovie, treno "garantito"non parte e lascia tutti a piedi.

Alessandro Biancardi

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ROMA. «Trenitalia fa di testa sua. L’Azienda di trasporti nell’occhio del ciclone per il suo nuovo piano “taglia Abruzzo” decide a modo suo».

A dirlo è Tino Di Cicco, presidente della Federconsumatori che lamenta l’ennesimo disagio (di una lunga serie) del servizio trasporti la direttrice adriatica. Stavolta si tratta del numero 2376 delle 18.27 Roma-Avezzano-Pescara che sarebbe dovuto partire come sempre dalla stazione Tiburtina il 16 dicembre scorso. Ma con lo sciopero dei ferrovieri in corso, l’azienda di trasporti ha pensato bene di togliere anche quell’unico servizio su cui i pendolari facevano affidamento. Numerosi sono rimasti in banchina a cercare una soluzione (la più fattibile era prendere il primo treno regionale per Tivoli e lì beccare la coincidenza per Pescara). Così in tanti si sono fiondati sul regionale Roma-Tivoli 24056 delle 18.15.

Ma quelli arrivati dopo, alla stazione Tiburtina, fiduciosi di prendere come sempre il treno “soppresso” ed ignari di quanto accaduto sono rimasti a piedi. Il regionale per Tivoli era partito, il treno per Pescara non sarebbe più passato. Non si tratta di un caso isolato. Già a luglio scorso lo stesso treno 2376 non era partito mentre il 24054 ha dato forfet per lo sciopero del 21 ottobre scorso.  «Ormai siamo alla frutta», sentenzia amareggiato Di Cicco che aggiunge con sarcasmo: «Trenitalia così ha deciso e così fa. C’è solo da sperare che prossimamente non decida di multare i viaggiatori biondi, oppure quelli che salgono sui treni utilizzando il piede destro, prima del sinistro. Altrimenti non ci tocca che pagare».

20/12/2011 10:11